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Bambini Iperattivi Come Comportarsi A Scuola?

Bambini Iperattivi Come Comportarsi A Scuola
ADHD, sindrome iperattività: cause e strategie di contenimento in classe

  • ADHD è un acronimo con cui gli insegnanti italiani hanno sempre maggiore familiarità e dietro al quale si nascondono disturbi vari, tutti riconducibili a iperattività e deficit di attenzione.
  • ADHD è un acronimo con cui gli insegnanti italiani hanno sempre maggiore familiarità e dietro al quale si nascondono disturbi vari, tutti riconducibili a iperattività e deficit di attenzione.
  • Per approfondirne cause, sintomi e possibili strategie di contenimento in classe, ci siamo rivolti alla dottoressa Adele Fortunato, psicoterapeuta familiare e sistemico relazionale che a Roma si occupa da anni di disturbi nell’età evolutiva, curando progetti terapeutici e riabilitativi in contesti scolastici e familiari.
  • Quali sono le cose da non fare mai con un alunno affetto da ADHD?

“Possiamo riassumerle in cinque facili regole: non accogliere mai la sua sfida ponendoci sul suo stesso piano; non essere punitivi; non usare la violenza verbale e fisica; non essere confusivi nella comunicazione e incoerenti nel comportamento. Non deve esserci discrepanza tra ciò che si dice e ciò che si fa”.

  1. Al contrario, quali strategie risultano più vantaggiose? “Funziona molto di più l’approccio positivo, che pone l’accento sulla ricompensa e sul rinforzo.
  2. È importante che l’insegnante o il genitore si mostrino sicuri e assertivi nei confronti del bambino e che si confrontino sulla linea educativa da adottare.

Essa deve essere basata sulla coerenza e sulla fiducia nelle possibilità del bambino. Inoltre, è necessario individuare quali sono per lui le attività più piacevoli e cosa può gratificarlo dopo un’attività didattica o un compito”. Che cosa differenzia una vivacità magari un po’ esagerata da una vera e propria patologia? “Una vivacità esagerata o un problema di educazione rientra nel giro di qualche mese, mettendo in pratica tutta una serie di strategie e imparando a comunicare con il bambino in modo efficace.

L’ADHD è un vero e proprio disturbo che impedisce al bambino di regolare la sua capacità di attenzione e concentrazione, i propri impulsi, il livello di autostima e il comportamento motorio. Ci sarà quindi bisogno di un lavoro terapeutico più mirato sia sul bambino sia sulla famiglia”. Quali sono i segnali che devono mettere in allarme un docente? In quale fascia di età? “I segnali che devono mettere in allarme i docenti, in età prescolare, sono: iperattività, crisi di rabbia, litigiosità e provocatorietà, bassa tolleranza alla frustrazione e ai ‘no’, difficoltà ad aderire alle regole, tendenza a disturbare i compagni, ritardata acquisizione dei prerequisiti linguistici, tendenza ad annoiarsi facilmente, ricerca continua di una nuova attività e di un nuovo gioco, assenza di paura, comportamenti aggressivi, soprattutto di tipo personale.

La diagnosi di ADHD può essere fatta soltanto in età scolare, quando non si siano verificati cambiamenti significativi nella condotta del bambino nonostante l’impegno di entrambi i genitori e degli insegnanti. Prima di sottoporre il bambino ad una valutazione, è consigliabile che i primi si mettano in discussione chiedendo il supporto di un terapeuta familiare, per capire se si può intervenire in un altro modo.

  1. La sindrome da iperattività si manifesta in comorbilità con quali altre disfunzioni?
  2. “Spesso si manifesta in comorbilità con il disturbo oppositivo-provocatorio, i disturbi della condotta, quelli specifici dell’apprendimento (dislessia, disgrafia ecc), disturbi d’ansia, meno frequentemente con la depressione, il disturbo ossessivo-compulsivo e il disturbo bipolare”.
  3. Quali strategie contenitive suggerisce a un docente che abbia in classe uno o più bambini affetti da ADHD?

“È importante che il docente si mostri sempre sicuro e deciso con questi bambini, altrimenti non verrà preso sul serio. Le regole devono essere chiare, esplicite e espresse in forma positiva, non sottoforma di divieto. Ad es. il ‘non si corre’ diventa ‘si cammina piano’ ecc È importante che l’insegnante utilizzi un sistema a punti che preveda un premio finale quando il bambino porta a termine un’attività.

  • Essa va suddivisa in micro-attività e vanno previste delle pause se risulta troppo lunga per lui, nell’ottica di prevenire un momento di stanchezza e di stress.
  • Il rinforzo verrà dato solo quando il compito sarà finito.
  • Rispetto ai comportamenti problematici, l’insegnante dovrà ignorare quelli privi di interesse e concentrarsi sulle cose più gravi, intervenendo per bloccare il bambino e allontanarlo dalla situazione critica.

Si può individuare una sedia su cui lui dovrà stare seduto qualche minuto e dove non potrà avere accesso a nessun rinforzo o stimolo. Questa strategia è detta ‘time-out’: si tratta di un momento di pausa e di allontanamento da una situazione rinforzante, che serve al bambino per recuperare la calma.

  1. Solo quando sarà sereno, potrà tornare all’attività precedente, gioco o altro, ed essere così rinforzato”.
  2. Si può guarire da questa sindrome? Un bambino con ADHD diventerà un ‘ragazzo difficile’? “Si può guarire, ma per ottenere risultati significativi è necessario intervenire il prima possibile.
  3. Un bambino con una diagnosi di ADHD può diventare un ragazzo difficile se non si fa niente per trattare il problema attraverso un approccio terapeutico individuale o familiare.

Infatti, l’impulsività, il prediligere le sfide e le situazioni pericolose da parte di questi bambini potranno portarli ad avere diversi problemi in adolescenza: dipendenza da sostanze e da alcool, oppure, la devianza verso l’illegalità e la delinquenza”.

Molti psicoterapeuti e pedagogisti mettono in relazione l’aumento di queste diagnosi con una mancanza di autorevolezza da parte delle famiglie. Lei che cosa ne pensa? “Sicuramente si sta assistendo ad un cambiamento significativo nella struttura della famiglia in questi ultimi anni. Le separazioni più frequenti, il conflitto e il disaccordo tra i genitori, l’adozione di uno stile educativo più lassista, hanno portato all’aumento di problemi di questo genere.

Spesso i genitori non riescono a trovare una stessa linea educativa nei confronti dei figli e ciò che viene trasmesso al bambino è il messaggio che può fare tutto e il contrario di tutto. L’incoerenza che spesso caratterizza gli interventi educativi porta il bambino a confondersi continuamente, a non sapere più come dovrà comportarsi e distinguere ciò che è giusto da ciò che non lo è.

A volte capita che l’operato degli insegnanti venga squalificato dai genitori in presenza dei figli. Questo non fa che legittimare un loro atteggiamento sfidante e poco rispettoso nei confronti dell’autorità scolastica. Gli stili educativi differenti tra i genitori e tra famiglia e scuola alimenta la disorganizzazione e il caos mentale nel bambino, dandogli l’idea di poter fare tutto ciò che vuole, tanto tutto è lecito, non permettendogli di interiorizzare delle regole e di darsi dei limiti”.

Bambini IPERATTIVI e ADHD. Cosa dicono i Pediatri.

Le cause del disturbo da iperattività sono solo psicologiche oppure c’è anche una base fisiologica? E’ vero che all’estero, per esempio negli Stati Uniti, vengono prescritti farmaci fin dalla tenera età? “Non sono ancora state individuate le cause di questo disturbo.

Alcuni studi mettono in evidenza la base genetica del problema, altri il fatto di aver subito traumi, violenze o maltrattamenti nei primissimi anni di vita. Anche lo stress materno viene correlato all’insorgere del disturbo. È vero che vengono prescritti farmaci, degli psicostimolanti, che riducono l’iperattività e migliorano i livelli di attenzione.

Ovviamente il farmaco non è sufficiente, ma occorre affiancarlo ad un intervento di tipo psicoeducativo: terapia comportamentale per il bambino, Parent Training per i genitori, training con gli insegnanti con interventi integrati tra il contesto familiare e scolastico”.

Come comportarsi con i bambini che disturbano in classe?

Domanda di: Dott. Loretta Damico | Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023 Valutazione: 4.2/5 ( 73 voti ) L’insegnante dovrà prima parlare con il bambino, spiegandogli che per essere ben voluto non è necessario essere sempre divertente e far ridere l’intera classe, dall’altro dovrà coinvolgere i compagni spiegando loro che se veramente vogliono aiutare il loro amico, non devono ridere alla sue battute o ai suoi scherzi.

Quali possono essere i punti di forza di un bambino iperattivo?

Domanda di: Lucia Mariani | Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023 Valutazione: 4.2/5 ( 75 voti ) Altri studi hanno evidenziato le notevoli abilità visuo-spaziali che possono possedere i dislessici, mentre i soggetti con ADHD sembrano possedere livelli di creatività e innovazione maggiori rispetto a persone di pari età e scolarità.

Che giochi fare con un bambino iperattivo?

Gioco del sacco pieno, sacco vuoto. Mimare il sacco pieno per qualche secondo, inspirando, e poi facendo espirazioni più lunghe sgonfiate il sacco. Giocare con la mimica, i bambini si divertono molto quando gli adulti fanno delle espressioni buffe. Gioco del un due tre stella, per allenarli a fermarsi.

Quali sono i comportamenti di un bambino iperattivo?

Impulsivo, costantemente in movimento, pieno di energia ed instancabile, spesso si fa male ma non serve mai da lezione ; rappresenta un pericolo non solo per se stesso, ma anche per i suoi compagni: è questo il quadro di un bambino iperattivo.

Come attirare l’attenzione di un bambino iperattivo?

Consigli pratici per i genitori – Per un genitore è molto difficile imparare a relazionarsi con il figlio iperattivo, che tende ad essere sempre distratto e incurante di quello che succede intorno a lui. Irruento nei movimenti, rischia spesso di farsi del male e rappresenta una fonte di continua preoccupazione per i suoi familiari.

Pazienza, La prima virtù richiesta alla famiglia è quella di essere sempre molto paziente. È molto facile perdere il controllo dinanzi ai comportamenti sbagliati che assume il bambino. Con una buona dose di pazienza si può creare un rapporto di fiducia con il figlio e spingerlo ad agire diversamente. Gestualità, Molti di questi bambini hanno difficoltà a concentrarsi sulle parole e non percepiscono quindi le richieste o i divieti. Bisogna imparare a comunicare anche con i gesti, in modo tale da attirare l’attenzione e far recepire il messaggio. Linguaggio semplice, A causa della scarsa concentrazione che caratterizza un bambino iperattivo, è opportuno usare sempre delle parole molto semplici e chiare, senza dare per scontato nulla. Inoltre è meglio assicurarsi che il bambino abbia capito e non abbia risposto in modo automatico. Poche regole, Non esagerare con regole e divieti. Il rischio sarebbe di confondere il bambino con troppe informazioni e ottenere solo un suo rifiuto. Attenzione costante, Il bambino deve essere seguito costantemente. Anche quando gioca è opportuno stargli vicino e aiutarlo a non lasciare le attività incomplete, magari aiutandolo ad affrontare le difficoltà che incontra. Mantenere l’ordine, Sia in casa che nei punti dove il bambino gioca, bisogna tenere l’ambiente ordinato. Questo evita distrazioni e aumenta la concentrazione.

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La famiglia ha il dovere di collaborare con la scuola per ottenere risultati costanti, assicurandosi che anche in classe il bambino sia seguito adeguatamente.

Come ridurre l iperattività?

ll disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) è uno dei disturbi che più frequentemente si riscontra in età evolutiva, la cui sintomatologia prosegue anche in età adolescenziale e adulta. La caratteristica fondamentale del disturbo è un p ersistente pattern di disattenzione e/o iperattività-impulsività che interferisce con il funzionamento e lo sviluppo dei bambini.

  1. Dal punto di vista comportamentale la disattenzione si manifesta con difficoltà a seguire le istruzioni, facile distraibilità, frequenti errori nei compiti scolastici, difficoltà nel tenere in ordine i materiali e nel gestire il tempo a disposizione.
  2. L’ iperattività si riferisce invece a un’eccessiva attività motoria manifestata in momenti e situazioni non appropriati, a un eccessivo dimenarsi e a una cospicua loquacità.

Spesso i bambini iperattivi si agitano sulla sedia, si alzano dal proprio banco, sono irrequieti e incontrano problemi nel giocare tranquillamente. Per impulsività s’intende invece la presenza di azioni che vengono compiute in maniera affrettata, senza premeditazione e talvolta possono essere pericolose per il bambino o adolescente.

  1. Questa impulsività può rispecchiare sia il desiderio di ottenere una ricompensa immediata, sia l’incapacità di ritardare una gratificazione.
  2. Tra i comportamenti impulsivi vi sono le continue interruzioni durante le conversazioni, il fornire risposte prima ancora che gli altri abbiano finito di parlare e il prendere decisioni senza considerare le conseguenze.

Sono stati individuati 3 sottotipi di disturbo:

Prevalentemente iperattivo-impulsivo

La maggior parte dei sintomi si riscontrano all’interno della categoria iperattività-impulsività. Possono essere presenti pochi sintomi di disattenzione, che però non raggiungono un cut-off clinico. Sintomi comuni d’iperattività sono:

  1. Agitazione e irrequietezza continue.
  2. Difficoltà a rimanere seduto sulla propria sedia durante i pasti, a scuola e durante il tempo libero.
  3. Tendenza a parlare in maniera eccessiva.
  4. Difficoltà nel giocare in modo tranquillo.
  5. Tendenza a essere continuamente in movimento.

L’impulsività si manifesta attraverso:

  1. Difficoltà ad attendere il proprio turno nella conversazioni.
  2. Tendenza a interrompere.
  3. Tendenza a compiere azioni senza considerare le loro conseguenze.
  4. Difficoltà nell’attendere il proprio turno nei giochi.
  5. Tendenza a utilizzare gli oggetti degli altri senza chiedere il permesso.

Prevalentemente disattento

La maggior parte dei sintomi sono rilevabili all’interno della categoria disattenzione rispetto a quella d’iperattività-impulsività. I bambini con questo sottotipo di disturbo presentano minori problemi a livello comportamentale e minori difficoltà nelle interazioni con i pari, per tale motivo potrebbe essere trascurato da genitori e insegnanti.

  1. Facilità a distrarsi con stimoli esterni o con pensieri non inerenti a ciò che stanno facendo
  2. Difficoltà nel mantenere l’attenzione su un’attività per il tempo necessario a portarla a termine.
  3. Facilità ad annoiarsi trascorsi appena pochi minuti dall’inizio di un compito, a meno che non stia facendo qualcosa di divertente.
  4. Difficoltà a focalizzare l’attenzione sull’organizzazione e completamento di un compito o nell’imparare qualcosa di nuovo.
  5. Problemi nello svolgimento dei compiti a casa, spesso perdono le cose (per esempio, matite, giocattoli, compiti) necessari per completare le attività.
  6. Difficoltà a seguire le istruzioni
  7. Manifestazione combinata

E’ la manifestazione più tipica in età evolutiva ed è caratterizzata da una combinazione di sintomi di disattenzione e d’iperattività- impulsività. IL DISTURBO DA DEFICIT DI ATTENZIONE E IPERATTIVITÀ: COME SI MANIFESTA IN BAMBINI E ADOLESCENTI? La disattenzione e l’impulsività sono caratteristiche riscontrabili in un ampio range di disturbi psicopatologici in età evolutiva, come ad esempio nei disturbi d’ansia, nella depressione e nei disturbi del comportamento.

  1. È normale per i bambini essere pieni di energia, impulsivi (agire senza considerare la conseguenza delle loro azioni) e disattenti.
  2. Le stesse difficoltà si possono riscontrare negli adulti, che sopraffatti dal lavoro, dagli impegni e dai problemi di vita quotidiana non riescono a mantenere attiva la consapevolezza di ciò che stanno facendo e di come lo stanno svolgendo.

Tuttavia per alcuni bambini e adolescenti, il livello di attività, le difficoltà nel controllare l’impulsività e l’attenzione sono talmente pervasivi da impedirgli di stare al passo con le richieste della società. Bambini con ADHD manifestano una tale impulsività e attività da non riuscire a stare fermi, sono continuamente agitati, parlano quando dovrebbero ascoltare, interrompono i discorsi, non riescono a portare a termine un compito, sembrano non ascoltare quando gli si parla e perdono continuamente oggetti a causa della loro disattenzione.

  1. Talvolta rischiano di farsi male a causa della loro impulsività, sono incapaci di stare seduti a lungo in classe e la loro disattenzione può essere causa di difficoltà di apprendimento.
  2. Sono labili dal punto di vista emotivo, difficilmente riescono ad autoregolare le loro emozioni.
  3. Una volta diventati adulti continuano ad avere problemi.

Fanno fatica a mantenere un lavoro, compiono spesso incidenti stradali, durante le conversazioni stimolano irritazione negli altri a causa della loro difficoltà nell’aspettare il loro turno e la tendenza a parlare in momenti non appropriati. Con molta probabilità le vite di questi bambini, adolescenti e adulti saranno compromesse su più fronti, in ambito sociale, scolastico, cognitivo e familiare.

  • Spesso non ascoltano le istruzioni dei genitori e non gli obbediscono.
  • Sono disorganizzati.
  • Spesso dicono cose inopportune.
  • Spesso interrompono le conversazioni.
  • È difficile portarli a letto la sera.
  • Possono mettersi in pericolo a causa della loro distrazione o impulsività.
  • Hanno difficoltà a rimanere seduti a tavola durante i pasti.
  • Spesso bisogna richiamarli e assisterli per assicurarsi che portino a termine un compito.
  • Rifiutano di svolgere i compiti a casa o impiegano un tempo eccessivo per terminarli.
  • Possono manifestare facile frustrabilità quando le loro richieste non vengono esaudite.

Il disturbo ha un forte impatto sui genitori, che sono costretti giorno dopo giorno ad affrontare le esigenze del loro bambino con ADHD e a monitorare i suoi comportamenti, questo può essere estenuante sia dal punto di vista fisico che psicologico. La frustrazione che molti genitori provano, può portare a rabbia e senso di colpa verso se stessi, e irritazione verso il bambino.

  • I loro bisogni spesso ricevono meno attenzione rispetto a quelli del bambino con ADHD.
  • Possono essere rimproverati in maniera più decisa quando sbagliano, ricevendo meno attenzione per i loro successi, perché dati per scontati.
  • Possono essere responsabilizzati nei confronti del fratello e accusati di non aver fatto il proprio dovere se questo si comporta male sotto la loro supervisione.

Al fine di affrontare le sfide quotidiane che un bambino con ADHD pone è necessario essere in grado di padroneggiare una combinazione di compassione e di coerenza. Vivere in una casa che fornisce al contempo amore, struttura e prevedibilità è la cosa migliore per un bambino o un adolescente che sta imparando a gestire il suo ADHD.

IL DISTURBO DA DEFICIT DI ATTENZIONE E IPERATTIVITÀ: COME SI MANIFESTA A SCUOLA? L’ambiente scolastico può essere un luogo difficile per un bambino con ADHD, basta pensare alle richieste che pone: stare fermi, ascoltare in silenzio, seguire le istruzioni, rimanere concentrati e attenti. Tutte cose che riescono difficili ai bambini con questo disturbo.

Gli studenti con ADHD presentano le seguenti sfide per gli insegnanti:

  • Spesso cercano di attirare l’attenzione chiacchierando.
  • Si alzano spesso dal banco e vanno in giro per la stanza.
  • Mostrano difficoltà a seguire le istruzioni.
  • Spesso dimenticano di annotare i compiti per casa, di farli o di portare quanto svolto a scuola.
  • Spesso hanno difficoltà con le operazioni che richiedono passi ordinati, come ad esempio una divisione lunga o la risoluzione di equazioni.
  • Hanno difficoltà a portare a termine un progetto se non hanno una diretta supervisione da parte degli adulti.
  • Bassa autostima.
  • Prese in giro da parte di altri compagni.
  • Comportamenti aggressivi nei confronti di compagni e insegnanti.
  • Basse prestazioni scolastiche.

UNDICI CONSIGLI UTILI AI GENITORI PER GESTIRE IL DISTURBO DA DEFICIT DI ATTENZIONE E IPERATTIVITÀ DEL BAMBINO.

  1. Mantenete un atteggiamento positivo. Le armi migliori per aiutare il vostro bambino a far fronte alle sfide dell’ADHD, sono il vostro atteggiamento positivo e il buon senso. Quando si è calmi e concentrati, si hanno maggiori probabilità di essere in grado di connettersi con il proprio bambino, aiutandolo a essere a sua volta calmo e concentrato.
  2. Mantenete la giusta prospettiva. Ricordate che il comportamento di vostro figlio è legato a un disturbo. Il più delle volte non è intenzionale.
  3. Non lottate anche per le piccole cose, siate disposti a fare qualche compromesso. Un lavoro quotidiano lasciato a metà non dovrebbe costituire un grosso problema se il bambino durante la giornata ne ha completati diversi altri. Se mirate a ottenere la perfezione, non solo rischierete di rimanere insoddisfatti, ma anche di creare aspettative impossibili per il vostro bambino.
  4. Credete nel vostro bambino. Create un elenco scritto di tutti gli aspetti positivi di vostro figlio, di ciò che lo rende unico e prezioso. Abbiate fiducia nel cambiamento e del fatto che il bambino possa imparare, cambiare, maturare, e avere successo. Imparate a pensare con fiducia giorno per giorno.
  5. Prendetevi cura di voi stessi. Se siete stanchi o avete semplicemente perso la pazienza, rischiate di perdere di vista la struttura e sostegno necessari per supportare il bambino. Prendetevi cura di voi stessi. Cercate di ridurre lo stress dormendo e mangiando bene, praticando esercizio fisico e la meditazione mindfulness.
  6. Fornite una struttura. I bambini con ADHD hanno maggiori probabilità di riuscire a completare i lavori quando le attività avvengono secondo schemi e luoghi prevedibili. Il vostro compito sarà di creare delle routine, in modo che il bambino sappia sempre cosa aspettarsi. È importante impostare un tempo e un luogo per ogni cosa per aiutarlo a comprendere e a soddisfare le aspettative. Stabilite rituali semplici e prevedibili per i pasti, per fare i compiti, giocare, e per andare a letto.
  7. Evitate i problemi mantenendo il bambino occupato. Il tempo d’inattività può peggiorare i sintomi e dar vita a comportamenti problematici. Iscrivete il bambino a uno sport, un corso d’arte o di musica. A casa, organizzate attività semplici che possano riempire il tempo libero di vostro figlio. Questi compiti possono essere ad esempio aiutare a cucinare, fare un gioco da tavola o un disegno. Cercate di non fare troppo affidamento sulla televisione o il computer, TV e video giochi sono sempre più violenti e possono aumentare i sintomi del bambino.
  8. Impostare delle regole chiare. I bambini con ADHD hanno bisogno di regole coerenti che possano capire e seguire. Annotate le regole e appendetele in un luogo in cui lui possa facilmente leggerle. Questi bambini rispondono bene a sistemi organizzati di ricompensa. È importante spiegare in anticipo che cosa accadrà se le regole saranno rispettate e cosa succederà se saranno infrante. A questo punto impegnatevi nel far corrispondere sempre ai comportamenti le conseguenze che avete programmato.
  9. Ricordatevi di complimentarvi con vostro figlio. I bambini con ADHD spesso ricevono critiche, rimproveri e lamentele. Cercate di lodare i comportamenti appropriati, riducendo il più possibile il numero di risposte negative fornite in seguito ad azioni inappropriate. Premiate vostro figlio anche quando raggiunge piccoli risultati.
  10. Utilizzate premi e costo della risposta. Premiatelo con privilegi, lodi o attività, piuttosto che con il cibo o i giocattoli. Le conseguenze dovrebbero essere concordate in anticipo e corrisposte subito dopo il verificarsi del comportamento. Cambiare frequentemente le ricompense, i bambini tendono ad annoiarsi con facilità se sono sempre le stesse. Rimuovere i privilegi quando si presenta un comportamento scorretto. Quando il vostro bambino si comporta male, chiedetegli che cosa avrebbe potuto fare in alternativa.
  11. Incoraggiare il movimento e il dormire. L’attività fisica e il buon riposo possono essere alleati molto utili. I bambini con ADHD hanno molte energie da bruciare. Organizzare sport e altre attività fisiche possono aiutarli a incanalare la loro energia in modo sano. I benefici dell’attività fisica sono infiniti: migliora la concentrazione, riduce la depressione e l’ansia, favorisce la crescita del cervello. La cosa più importante per i bambini con deficit di attenzione, tuttavia, è che l’esercizio fisico migliora il sonno, che a sua volta può anche ridurre i sintomi dell’ ADHD. Trovate uno sport che più si adatti ai punti di forza del vostro bambino. In generale gli sport individuali o di squadra (es. basket) che richiedono costante movimento sono opzioni migliori. Molto consigliate anche le arti marziali, il tae kwon do o lo yoga, che contribuiscono a migliorare il controllo mentale.
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La carenza di sonno influisce sull’attenzione e può essere molto dannosa. Aiutate vostro figlio a dormire meglio provando ad esempio a diminuire il tempo che trascorre di fronte alla televisione, incrementando le attività e l’esercizio fisico durante il giorno.

Un’ora prima di andare a letto, impegnatevi con lui in un’attività tranquilla per abbassare il suo livello di eccitazione. Provate anche a dedicare dieci minuti alle coccole con il vostro bambino. Questo creerà un senso di amore e di sicurezza, oltre a fornirgli del tempo per calmarsi. I CONSIGLI UTILI ALLE INSEGNANTI PER GESTIRE IL BAMBINO CON DISTURBO DA DEFICIT DI ATTENZIONE E IPERATTIVITÀ IN CLASSE.

Il ruolo dell’insegnante sarà di valutare le esigenze e i punti di forza individuali di ciascun bambino. Attraverso la calma, pazienza, coerenza e creatività, sarà possibile sviluppare delle strategie che aiuteranno gli studenti con ADHD a rimanere sul compito, e a esprimere al meglio le loro capacità.

  1. Organizzazione degli spazi. Cosa si può fare per facilitare l’apprendimento?
  2. Istruzioni. Quali metodi utilizzare nella didattica?
  3. Intervento. Come si gestiscono i comportamenti che disturbano la concentrazione degli altri studenti?

L’organizzazione degli spazi È possibile apportare alcune modifiche alla disposizione dell’aula per ridurre al minimo le distrazioni dei bambini ADHD.

  • Far sedere lo studente con ADHD lontano dalle finestre e dalla porta.
  • Far sedere lo studente proprio di fronte alla vostra scrivania, purché non sia una distrazione per lui.
  • Disporre i banchi in file, questo permetterà di raggiungere più facilmente l’alunno, permetterà al bambino di non disturbare troppi compagni e di non esserne a sua volta disturbato.
  • Ridurre al minimo le distrazioni come cestini, armadi, cartelloni etc.
  • Porre l’orologio di classe, fuori dalla visuale dei bambini.

Istruzioni

  • Dare istruzioni una alla volta e ripeterle se necessario.
  • Se possibile, affrontare gli argomenti più difficili nelle prime ore del giorno.
  • Utilizzare immagini chiave e grafici durante le spiegazioni.
  • Creare del materiale di lavoro e verifiche scolastiche ad hoc che prevedano un minor numero di esercizi da svolgere in breve tempo.
  • Favorire la prestazione progettando modalità di valutazione che tengano conto dei punti di forza del bambino. Lo studente potrebbe avere prestazioni migliori in un compito con risposte a scelta multipla piuttosto che a domande aperte.
  • Anche se un compito non viene terminato date credito al lavoro parziale che è stato svolto.
  • Segnalare l’inizio di una lezione con un avviso sonoro (è possibile utilizzare segnali successivi per mostrare il tempo rimanente in una lezione).
  • Verificare che tutti i bambini abbiano il materiale per la lezione.
  • Elencare le attività previste durante la giornata e i tempi di lavoro.
  • Utilizzare istruzioni semplici e chiare.
  • Prevedere delle pause frequenti.
  • Assegnare i compiti a un orario stabilito, non verso la fine dell’ora perché altrimenti non vi è tempo di controllare se le consegne sono state comprese e segnate per intero.

Intervento Un comportamento può sempre essere analizzato e messo in relazione all’ambiente in cui viene emesso e alle conseguenze che produce. La risposta dell’ambiente è dunque una risorsa fondamentale di cui avvalersi per modificare un comportamento problema.

Partendo da un’osservazione strutturata dei comportamenti problema emessi dal bambino, dalla frequenza con cui compaiono e dal contesto in cui si verificano si può pensare di costruire un intervento volto alla diminuzione della loro comparsa. Individuati gli antecedenti (ciò che succede immediatamente prima dell’emissione del comportamento), le risposte dell’ambiente (descrizione di come gli altri reagiscono al comportamento) e le conseguenze (descrizione delle reazioni del bambino) di ogni comportamento si può procedere selezionando quelli da modificare.

Adottare quindi un sistema di Token Economy in cui bambino e insegnante s’impegnano a rispettare un contratto. Il contratto prevede l’assegnazione di un gettone per ogni comportamento corretto emesso dal bambino e la mancata assegnazione o addirittura la perdita di un gettone già assegnato per ogni comportamento scorretto.

Al raggiungimento di un determinato numero di gettoni (precedentemente stabilito) il bambino riceverà il premio concordato. IL DISTURBO DA DEFICIT DI ATTENZIONE E IPERATTIVITÀ: IL TRATTAMENTO. Il trattamento d’elezione per il disturbo da deficit di attenzione e iperattività è di tipo multimodale e prevede una combinazione d’interventi di tipo farmacologico, psicoeducativo e psicoterapeutico.

Gli psicostimolanti sono considerati i farmaci più efficaci per bambini, adolescenti e adulti con ADHD. Tra i farmaci utilizzati vi sono il metilfenidato (Ritalin), le anfetamine (Adderal), le destoanfetamine (Dextrostat, Dexedrine) e l’atomoxetina (Strattera).

  • Per ottenere miglioramenti comportamentali duraturi è necessario affiancare al trattamento farmacologico una combinazione di strategie cognitive e comportamentali che aiutino bambini, genitori e insegnanti nella comprensione e gestione dei comportamenti problema.
  • Attualmente i programmi cognitivo-comportamentale di testata efficacia per l’ADHD sono il Parent training e il Teacher training.

L’obiettivo del Parent training è di far apprendere ai genitori strategie per essere più riflessivi, coerenti nell’applicazione dei metodi educativi e organizzati nelle loro attività, al fine di aiutare il bambino ad acquisire capacità di autogestione.

  1. Serve ai genitori per prendere consapevolezza di com’è strutturato il proprio ambiente familiare, in vista di una riorganizzazione finalizzata ad aumentare la riflessività del bambino e a diminuire la presenza di comportamenti problematici.
  2. Essendo la scuola il luogo in cui i bambini trascorrono la maggior parte del loro tempo, riveste un’importanza fondamentale il Teacher Training.

Gli obiettivi di quest’ultimo saranno fornire dettagli su come strutturare l’ambiente scolastico partendo dai bisogni e dalle caratteristiche dell’alunno iperattivo, trasferire agli insegnanti strumenti utili per la modificazione del comportamento e fornirgli dei consigli su come aiutare l’alunno a migliorare la propria relazione con i pari.

La terapia con il bambino ha l’obiettivo di modificare i comportamenti problematici. Fornisce assistenza pratica, ad esempio nell’organizzazione dei compiti o nel completamento degli stessi e lavora sulla gestione delle emozioni e sull’autocontrollo. La terapia cognitivo comportamentale insegna a monitorare le proprie azioni e ad auto lodarsi per i comportamenti corretti, come il controllo della rabbia o l’agire in maniera consapevole e non impulsiva.

L’intervento con il bambino mira inoltre ad aumentare le sue abilità sociali. Imparare ad andare d’accordo con gli altri, rispettare le regole e interagire in modo efficace con i pari può essere difficile per molti bambini con ADHD. Il terapeuta attraverso il social skills training insegnerà ai bambini ad aspettare il proprio turno, a prestare e condividere i giochi, a chiedere aiuto, a leggere le espressioni facciali e il tono di voce degli altri per desumere il loro stato emotivo e a rispondere in modo appropriato.

Quanto dura l iperattività?

Il disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività (ADHD ) è uno tra i più frequenti disturbi del neurosviluppo e si stima che colpisca il 2-6 % dei bambini in età scolare. I sintomi sono chiari e definiti e includono agitazione, impulsività, difficoltà ad aspettare il proprio turno, fatica a concentrarsi e forte distraibilità.

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Che problemi ha un bambino iperattivo?

Incapacità di stare fermi per un tempo prolungato; interrompere gli altri durante la conversazione o difficoltà ad attendere il proprio turno; rispondere frettolosamente senza attendere la fine della conversazione o della domanda; lasciare il proprio posto quando si dovrebbe rimanere seduti.

A cosa è dovuta l iperattività?

Quali sono le cause dell’ADHD? ‍ – Le cause dell’ ADHD possono essere di natura:

  • genetica
  • neurobiologica
  • ambientale.

Studi di genetica che hanno coinvolti i bambini hanno mostrato l’esistenza di un’associazione tra l’ ADHD e alcuni geni. Ad esempio, un’alterazione nel gene responsabile della produzione di un neurotrasmettitore (dopamina) potrebbe essere una delle cause di questo disturbo: la dopamina è quella sostanza che veicola le informazioni fra i neuroni e, quindi, è alla base di molti processi cognitivi, come ad esempio attenzione e memoria.

  • Nonostante non vi siano ancora evidenze scientifiche consistenti, la maggior parte dei farmaci utilizzati per curare l’ ADHD, infatti, aumenta l’efficacia dell’attività della dopamina nella comunicazione tra neuroni, aiutando così il paziente a prestare maggiore attenzione.
  • Ulteriori studi hanno dimostrato anche la familiarità del disturbo: un bambino affetto da ADHD ha 4 volte più probabilità di avere un parente con la stessa malattia; così come un terzo dei padri che soffrono di ADHD ha un figlio con lo stesso disturbo.
  • Esistono poi alcuni fattori ambientali che sono associati all’ ADHD, in particolare fattori di rischio prenatali, come:
  • esposizione prolungata a fumo di sigaretta;
  • assunzione di alcool o droga in gravidanza;
  • ipertensione;
  • stress;
  • complicanze durante il parto;
  • nascita pretermine;
  • basso peso alla nascita.

Tali fattori non causano in maniera diretta questo disturbo ma possono favorire la comparsa di alterazioni nei geni, che portano poi all’insorgenza dell’ ADHD, Le cause di natura neurobiologica che possono causare la comparsa dell’ADHD sono difetti nella struttura e nel funzionamento della parte frontale del cervello, responsabile di processi cognitivi primari come la pianificazione e l’organizzazione dei comportamenti, l’attenzione e il controllo inibitorio.

Come capire se un bambino è vivace o iperattivo?

Quali sono le caratteristiche di un bambino iperattivo? – L’autoregolazione è ciò che contraddistingue un bambino vivace da un bambino iperattivo, Quest’ultimo evidenzia una persistente (cioè da più di 6 mesi) modalità di comportamenti impulsivi che mostrano innanzitutto un’assenza di autocontrollo,

  1. Quindi si tratta di comportamenti che in diversi contesti, a casa, a scuola, nei negozi mostra una incapacità e una fatica di questo bambino ad autoregolarsi, a stare nelle regole, a fermarsi.
  2. L’impulsività si evidenzia anche in azioni affrettate, che avvengono nel bambino senza valutare le conseguenze, dunque che possono incidere ed essere rischiose per se stesso ma anche all’interno delle relazioni sociali.

Quindi l’irruenza, l’insistenza, l’assenza di autoregolazione contraddistingue questa eccessiva vivacità dei bambini iperattivi.

Come lasciare tutto a un figlio?

Si può lasciare la casa ad un solo figlio? – La legge non permette di devolvere l’intera eredità ad un solo figlio, Questo perché esistono i legittimari, cioè i familiari del defunto, come ad esempio il coniuge e i figli, a cui la legge riserva di diritto una quota dell’asse ereditario (vale a dire la quota di legittima ).

Quindi, anche se una persona muore senza lasciare un testamento, una parte dei suoi beni andranno comunque al coniuge ed ai figli (se presenti). Attenzione: i legittimari sono le persone che hanno diritto ad una quota dell’eredità perché legati al defunto da uno stretto rapporto di parentela. Essi, però, non devono essere confusi con gli ” eredi legittimi ” i quali, come già detto, vengono individuati dalla legge, in assenza di un testamento.

Le quota dei legittimari sono così ripartite:

in assenza di figli, è riservata al coniuge (o al partner dell’unione civile) metà del patrimonio. Se, invece, è presente un solo figlio, la quota sarà di un terzo per il figlio e di un terzo per il coniuge;in presenza di due o più figli, la quota è pari a tre quarti, di cui un quarto spetta al coniuge e un mezzo ai figli (da dividersi in parti uguali);se, oltre al coniuge, ci sono anche gli ascendenti legittimi, al primo spetta la metà del patrimonio mentre ai secondi tocca un quarto;se ci sono solo gli ascendenti legittimi, a questi è riservato un terzo del patrimonio.

La quota che rimane “libera” è detta disponibile e il defunto può farne ciò che vuole, con donazione o con testamento, Quindi, per tornare all’esempio che ti ho riportato in premessa, il genitore vedovo con due figli non può lasciare la casa, che magari rappresenta l’intera eredità, ad uno solo di essi oppure donargliela quando è ancora in vita.

Quando un bambino fa i dispetti?

Come distinguere tra Bullismo e Dispetti tra bambini È importante distinguere un atto di bullismo da un dispetto tipico delle normali schermaglie fra bambini, della lotta per gioco, degli scherzi; nel dispetto c’è una certa reciprocità e non c’è un ruolo fisso.

Anche gli altri bambini comprendono la differenza e, in genere, ridono o scherzano. È importante quindi non confondere un atto di bullismo con comportamenti aggressivi o conflittuali tipici tra bambini. Per parlare di bullismo vero e proprio, infatti, occorre che un atto di violenza sia volontario, da parte di un “forte” (si crede tale) nei confronti di un bambino più debole che di solito è colui che soccombe.

Questi atti devono avvenire ripetutamente per un lungo periodo di tempo e spesso di fronte ad un pubblico di coetanei che solitamente non reagisce o che rinforza involontariamente il comportamento del bullo stesso. Le piccole cattiverie dettate da gelosia, invidia, risentimento, tutti i bambini prima o poi li subiscono o le mettono in atto.

Se alla scuola materna i bambini non hanno ancora appreso le regole sociali, alle elementari si fa strada il concetto del rango. Quindi il bambino fa i dispetti a chi ritiene meno in gamba, per dimostrare che è più forte. Si tratta di dinamiche tipiche, che vanno quindi distinte dai primi segnali di bullismo.

Lo stuzzicare ad esempio dura poco; avviene tra uguali; è spontaneo; spesso scherzoso; è spiacevole ma sopportabile; è uno contro uno e può essere reciproco. Il tormentare invece è persistente, ripetitivo; è una lotta ineguale; è calcolato, deliberato; si vuole ferire, annientare; spesso sono vari attori contro uno; tende a relazioni fisse: bullo e vittima.

Le conseguenze possibili dello stuzzicare possono essere: fastidio; il ritorno ad essere amici; il restare integrati al gruppo, che non ne soffre e ritrova la sua coesione. Nel tormentare invece il disagio dura nel tempo; è più difficile tornare amici; c’è isolamento, solitudine della vittima; nel gruppo c’è un clima di minaccia, c’è scarsa fiducia, poca spontaneità e amicizia.

Se il dispetto quindi diventa prepotenze e attacco costante al compagno più vulnerabile, allora ci vuole un intervento pronto e autorevole da parte delle figure educanti. I bambini devono, innanzitutto, imparare a reagire in modo equilibrato e valutare la gravità caso per caso: minimizzando quando si tratta di piccolezze e invece fermarsi a riflettere quando le parole e le azioni fanno davvero male.

  1. L’eccessiva suscettibilità, infatti, non aiuta a vivere serenamente e rischia di trasformare ogni piccola conflittualità in una guerra.
  2. È importante per i bambini imparare a mettersi nei panni degli altri; infatti i bambini spesso se la sanno cavare da soli, vittima e carnefice che siano e sanno trovare modi per risolvere la questione.

I genitori e/o le figure educative devono intervenire soltanto se il dispetto degenera in uno scontro fisico vivace o verbale dai toni accesi. In questo caso il genitore e/o la figura educativa deve entrare in scena con un atteggiamento autorevole, passando il messaggio che ci sono limiti che non vanno superati.

Come comportarsi con un bambino dispettoso?

Se i dispetti vanno avanti nonostante i dialoghi e la comprensione, non bisogna mollare, è il momento di dimostrarsi coerenti nelle proprie prese di posizione. Se è sbagliato tirare i capelli ai compagni, il bambino che non rispetta questa regola deve essere amorevolmente ripreso ogni volta che ripropone l’azione.

Come gestire un bambino violento in classe?

Cause di aggressività nei bambini – È bene dire subito che i comportamenti aggressivi nei bambini non sono mai gratuiti o immotivati, anzi, le loro origini possono essere complesse e diverse. Ma facciamo un passo indietro e cerchiamo di capire da dove deriva l’ aggressività infantile,

Nel corso dell’età evolutiva la corteccia prefrontale, ossia l’area del cervello che ha un ruolo centrale, tra le altre cose, nella regolazione delle emozioni e nel controllo del comportamento, è ancora profondamente immatura, Questo fa sì che per i bambini piccoli sia difficile controllare i propri impulsi ed esprimere e regolare in maniera efficace le proprie emozioni.

Può quindi accadere che un bambino, vivendo uno stato emotivo particolarmente intenso e non sapendo gestire quell’emozione, finisca per sfogare la propria frustrazione “fisicamente”. In questi casi, uno stato emotivo di de-regolazione è all’origine di comportamenti aggressivi,

la stimolazione sensoriale eccessiva;il ;i tentativi di esplorazione sensoriale (spesso all’);l’autodifesa;il desiderio di comprendere i meccanismi di causa-effetto («Cosa succede se faccio questo?»).

Al di là delle cause, è importante comprendere che quando un bambino è aggressivo ci sta segnalando che qualcosa è fuori del suo controllo e che ha bisogno di aiuto per ritrovare l’equilibrio. Mantenere la calma è la risposta migliore, perché si consentirà anche al bambino di tranquillizzarsi più rapidamente.