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Come Farsi Piacere La Scuola?

Come Farsi Piacere La Scuola
– Ci sono differenti modi per cercare di farsi piacere la scuola e di sicuro si allontanano molto da quelli a cui si approcciano gli insegnanti. Molti maestri e professori, infatti, cercano di convincere gli studenti ad amare la scuola, adoperando una sorte di convincimento terroristico nei confronti degli alunni, oppure dicendo loro che senza istruzione non si va da nessuna parte.

Quindi come fare ad amare la scuola ? Per prima cosa, si studia per sé stessi, non per i professori, per la famiglia, per gli amici, per dare dimostrazioni agli altri. Si studia per la e non perché qualcuno lo ha imposto. Il primo passo per apprezzare l’istruzione è l’autonomia e la libertà di scelta.

Secondo poi, è bene creare una rete di conoscenze ed amicizie all’interno della scuola, per essere invogliati a frequentarla. Vedere facce amiche contribuisce a coinvolgere l’ndividuo nell’ambiente. Non è così? Un altro consiglio è quello di appassionarsi ad una o più materie.

Cosa è la fobia scolare?

Fobia Scolare: descrizione del disturbo – Come Farsi Piacere La Scuola Quando si parla di fobia scolare (rifiuto scolare) si fa riferimento ad un disturbo in cui il livello di ansia e di paura ad andare e restare a scuola sono tali da compromettere in modo significativo una regolare frequenza scolastica e causare sequele a breve e lungo termine.

  • Le conseguenze possono riguardare lo sviluppo emotivo, sociale, le acquisizioni scolastiche, difficoltà nei rapporti con la famiglia.
  • In seguito si possono avere difficoltà lavorative e può aumentare il rischio di un’importante compromissione della salute mentale della persona.
  • La fobia scolare non va confusa con l’assenza ingiustificata da scuola, quest’ultimo è un comportamento in cui è assente l’ansia e la paura eccessiva di frequentare la scuola e spesso è associato a comportamenti antisociali e alla mancanza di interesse per la propria formazione scolastica.

Il ragazzo che soffre di rifiuto scolastico può assentarsi dalla scuola fin dall’inizio della giornata, o può recarsi a scuola e poi, dopo poche ore, chiedere di tornare a casa. Durante le ore scolastiche il bambino resta a casa in un ambiente fidato e sicuro, può dedicarsi in modo sereno ad altre attività tra cui svolgere i compiti. Come Farsi Piacere La Scuola Il disturbo si caratterizza per i seguenti comportamenti problematici e sintomi somatici :

elevata reazione di ansia nel momento in cui esce da casa o giunge davanti alla scuola, al punto da presentare sintomi da panico ; manifestazione di un ampia serie di sintomi somatici (vertigini, mal di testa, tremori, palpitazioni, dolori al torace, dolori addominali, nausea, vomito, diarrea, dolori alle spalle, dolori agli arti); il livello di angoscia può essere elevato fin dalla sera prima e il bambino può riposare male, il sonno può essere disturbato da incubi o risvegli notturni

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Altri disturbi che possono associarsi alla fobia scolare sono:

l’ansia da separazione; l’ansia generalizzata; la fobia sociale; la fobia specifica; gli attacchi di panico; il disturbo post traumatico da stress; la depressione; il disturbo della condotta; il disturbo oppositivo-provocatorio; il disturbo da deficit di attenzione-iperattività; i disturbi specifici dell’apprendimento.

Tra i fattori che maggiormente incidono nel predisporre e scatenare un rifiuto della scuola troviamo quelli ambientali. I sintomi possono iniziare in seguito ad eventi di vita stressanti che si sono verificati a casa o a scuola, tra cui:

la propria malattia o di un membro della famiglia; la separazione tra i genitori; la separazione transitoria da uno dei genitori; relazioni conflittuali nella famiglia; un legame disadattivo con uno dei genitori; problemi con il gruppo dei pari o con un insegnante; il ritorno a scuola dopo una lunga interruzione o vacanza.

I dati disponibili in letteratura rispetto a fattori biologici, derivati dagli studi sulla famiglia e i gemelli, suggeriscono che ci potrebbe essere una vulnerabilità biologica per lo sviluppo di problemi emotivi, tra cui il rifiuto scolastico. I fattori scatenanti possono essere molteplici ma ciò che maggiormente interessa dal punto di vista terapeutico è correggere i fattori di mantenimento del disturbo.

E’ chiaro che attraverso i comportamenti di evitamento o di fuga da eventi spiacevoli si ottiene una riduzione dell’ansia, a questo si aggiunge il rinforzo positivo che il bambino riceve nello stare a casa. In letteratura molta attenzione viene data al profilo di funzionamento del bambino per le implicazioni cliniche e terapeutiche che hanno le variabili di mantenimento.

Secondo ” il modello funzionale ” il rifiuto di andare a scuola assume appunto un significato funzionale per il bambino. A seconda dello scopo perseguito,sono quattro profili funzionali che si possono rilevare:

i bambini che evitano oggetti o situazioni che provocano ansia generale o un senso generale di affettività negativa; i bambini che non vanno a scuola per fuggire da situazioni sociali avversive o situazioni di valutazione; i bambini che rifiutano la scuola per ottenere attenzione dalle figure significative; infine i bambini che ricercano rinforzi positivi tangibili fuori dalla scuola.

Come farsi venire la voglia di andare a scuola?

Per favorire la motivazione a scuola è importante creare le condizioni per cui il bimbo si senta capace nell’affrontare un compito. Questo non significa che il piccolo sappia necessariamente risolvere il compito assegnato, ma che sente di avere gli strumenti per farcela.

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Come superare la Panofobia?

Come si può superare – In generale, chi soffre di panfobia fa fatica a ricordare il momento in cui si è manifestata per la prima volta Più spesso, invece, avviene il ricordo di quando la paura ha iniziato a tramutarsi in una fonte di malessere. Come per altre fobie, quando questa paura diventa invalidante nella vita quotidiana, è bene rivolgersi a un terapista,

Consapevolezza. Praticare la mindfulness, che insegna a vivere il momento presente, può aiutare ad accettare gli aspetti sgradevoli come parte della propria esperienza e a rinunciare al controllo diretto. Terapia cognitivo-comportamentale, Insieme al terapista si analizzano le credenze irrazionali e distorte che inducono la persona a sviluppare il disturbo affinché cessi di considerarle un pericolo. Desensibilizzazione sistematica, Diretta a ridurre le risposte ansiose durante l’esposizione alle situazioni e oggetti temuti per eliminare le reazioni di fuga. Farmac i. Il terapista, in accordo con il medico, può decidere se è il caso di usare dei calmanti in attesa che la terapia psicologica permetta di superare il problema.

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Qual è il numero massimo di verifiche in una settimana?

PROTOCOLLO SULLA DIDATTICA PROTOCOLLO SULLA DIDATTICA ART.1) Programmi e programmazione. E’ nell’interesse di tutto l’Istituto che i programmi siano il più possibile aggiornati, utili all’inserimento lavorativo e alla comprensione dei meccanismi della società contemporanea.

In tal senso viene lasciata facoltà ai docenti di supplire alle lacune (di metodo e/o di contenuto) dei programmi ministeriali, con iniziative di carattere personale, anche pomeridiane, su temi concordati con la classe, il cui svolgimento potrà interessare il profitto finale dello studente o della classe partecipante.

ART.1.1) Il docente deve conoscere il programma svolto dai suoi colleghi di corso l’anno precedente, anche per non darne per scontata la conoscenza da parte degli studenti. ART.1.2) Il docente deve essere interessato a programmare la propria attività didattica, anche a livello di Consiglio di classe.

ART.1.3) Il docente è tenuto a chiarire sin dall’inizio dell’anno scolastico quali criteri di valutazione intende adottare. ART.1.4) Il docente è tenuto a far controfirmare dagli studenti delle sue classi solo il programma degli argomenti effettivamente svolti. ART.2) Compiti in classe. All’inizio del quadrimestre è auspicabile una programmazione razionale dei compiti in classe, onde agevolare il loro svolgimento.

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ART.2.1) Ogni docente è tenuto a far conoscere, con ragionevole preavviso (non inferiore a una settimana), la programmazione dei compiti in classe. Nei limiti del possibile i docenti di una classe cercheranno di non fare più di tre compiti a settimana e non più di uno nell’arco di una mattinata.

ART.2.2) E’ auspicabile che il docente conceda un compito di recupero sullo stesso argomento, quando la prova è risultata negativa ai 3/4 della classe. ART.2.3) Il docente è tenuto a far conoscere alla classe, in tempo utile, il risultato di un compito prima di quello successivo. ART.2.4) Sarà cura del docente, laddove necessario, fornire alla classe una fotocopia leggibile del testo del compito in classe.

ART.2.5) E’ facoltà del docente servirsi di test o questionari. ART.2.6) E’ facoltà del docente di lingua straniera permettere l’uso del vocabolario nei compiti scritti. ART.3) Interrogazioni. Sarà cura del docente richiedere alla classe verifiche, valutabili per l’orale, proporzionate nel numero e graduate nella frequenza, su argomenti coerenti con la preparazione ricevuta.

ART.3.1) E’ facoltà del docente accettare i “volontari”, le “interrogazioni programmate” e la sola spiegazione della lezione il Lunedì (senza interrogazioni o senza compiti in classe). ART.4) Compiti per casa. Compatibilmente all’orario curricolare, è consigliabile che i docenti di una classe programmino i compiti per casa in rapporto alla globalità delle discipline.

ART.4.1) E’ bene che i compiti dati per casa vengano verificati in classe. ART.5) Giustificazioni. E’ facoltà del docente concordare con la classe il tipo, le modalità e il numero delle giustificazioni possibili. ART.6) Libri di testo. Il docente è tenuto ad adottare dei libri di testo comprensibili, essenziali, culturalmente validi e aggiornati e realmente utilizzabili.

  1. ART.6.1) Sarà cura del docente chiedere alla propria classe un parere sul libro di testo usato durante l’anno scolastico, anche ai fini della sua conferma o eventuale sostituzione, a scadenza dei termini.
  2. ART.7) L’Istituto s’impegna a istituire dei corsi sulla sessualità e sull’educazione stradale, intese come «discipline trasversali», previste dal Ministero della P.I., da programmare a livello di Consiglio di classe.

: PROTOCOLLO SULLA DIDATTICA

Come farsi venire la voglia di andare a scuola?

Per favorire la motivazione a scuola è importante creare le condizioni per cui il bimbo si senta capace nell’affrontare un compito. Questo non significa che il piccolo sappia necessariamente risolvere il compito assegnato, ma che sente di avere gli strumenti per farcela.