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Come Si Forma Una Legge Ordinaria?

Come Si Forma Una Legge Ordinaria
Il percorso che porta all’entrata in vigore di una legge si articola in 4 passaggi: presentazione, approvazione, promulgazione e pubblicazione. Ciascuno di questi può assumere forme diverse a seconda dei casi specifici. Pubblicato mercoledì 19 Ottobre 2022 Nel nostro paese il potere legislativo appartiene al parlamento ma il percorso che porta all’entrata in vigore di una legge è lungo, complesso e vede la partecipazione di diversi altri attori.

L’iter può essere sintetizzato in 4 passaggi: la presentazione di una proposta di legge, la discussione e l’approvazione del parlamento, la promulgazione da parte del presidente della repubblica e l’entrata in vigore. Tutti i progetti di legge seguono questo iter salvo quelli costituzionali e di revisione costituzionale,

In questo caso infatti è richiesta una procedura aggravata con un doppio voto da parte di entrambe le camere ad almeno 3 mesi di distanza l’uno dall’altro. Leggi anche Come si modifica la costituzione, Oltre alle leggi esistono poi altri due ” atti aventi forza di legge “: i decreti legge sono atti emanati dal governo per gestire situazioni emergenziali ed urgenti e devono essere convertiti in legge dal parlamento entro 60 aggiorni attraverso un’apposita norma.

Come si fanno le leggi ordinarie?

Camera dei deputati La Costituzione stabilisce che la funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere (art.70). Ciò significa che per divenire legge un progetto deve essere approvato nell’identico testo da Camera e Senato. Il procedimento di formazione della legge (il così detto iter) si articola perciò in fasi successive:

la presentazione del progetto di legge (iniziativa legislativa)l’approvazione della Camera a cui è stato presentato per primala trasmissione del testo all’altra Camera e la sua approvazione nella medesima formulazione o con modifiche: se viene modificato, il progetto passa da una Camera all’altra, finchè non venga approvato da entrambe nell’identica formulazione (è la così detta navette)la promulgazione da parte del Presidente della Repubblica (che può rinviare la legge alle Camere per un riesame), la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale e la sua entrata in vigore.

Alla Camera i principali passaggi, nella procedura ordinaria, sono i seguenti:

un progetto di legge, composto da uno o più articoli e preceduto da una relazione illustrativa, può essere presentato dal Governo, da ciascun deputato, da almeno 50.000 elettori (si tratta delle leggi d’iniziativa popolare), dal Consiglio nazionale ell’economia e del lavoro o dai Consigli regionali. Alla Camera, i testi presentati dal Governo vengono definiti disegni di legge, mentre tutti gli altri vengono denominati proposte di legge;Il progetto di legge viene dapprima assegnato alla Commissione parlamentare competente per materia, che svolge un’istruttoria, prepara un testo da sottoporre all’Assemblea e presenta una relazione (per questo si dice che la Commissione opera in sede referente). Nella sua attività istruttoria, la Commissione può stabilire di trattare insieme due o più progetti (che sono detti abbinati ) per presentare un’unica relazione e un solo testo l’Assemblea. A tal fine può scegliere uno dei progetti come testo base della discussione o può procedere – eventualmente incaricando un Comitato ristretto – alla stesura di un testo unificato dei diversi progetti. Durante l’esame, la Commissione acquisisce i pareri di altre Commissioni, che si riuniscono in sede consultiva per formulare osservazioni e avanzare suggerimenti sulle parti del progetto di loro competenza. Nella Commissione competente in sede referente possono essere presentate proposte di modifica ( gli emendamenti ) su cui la Commissione delibera. Sono acquisiti, anche attraverso audizioni di non parlamentari, le opinioni e i dati ritenuti necessari e il Governo partecipa all’istruttoria e alla elaborazione del testo. Al termine del proprio lavoro, la Commissione incarica un relatore di preparare la relazione per l’Assemblea, che riporta il testo predisposto dalla Commissione; possono essere presentate relazioni di minoranza da parte di deputati che non condividono il risultato del lavoro della Commissione. In vista della discussione in Aula viene nominato un Comitato dei nove che comprende i relatori e i rappresentanti dei gruppi della Commissione che ha svolto l’esame in sede referente.La discussione in Assemblea inizia con la illustrazione del testo da parte del relatore e con l’intervento del rappresentante del Governo; seguono quelli dei deputati che intervengono sulle linee generali del provvedimento, esprimendo la posizione dei gruppi. Vengono poi esaminati i singoli articoli del progetto, votando gli emendamenti presentati al testo predisposto dalla Commissione. Nella fase finale, dopo l’esame di eventuali ordini del giorno (che sono documenti di indirizzo al Governo sul modo in cui dovrà essere applicata la futura legge) e, dopo le dichiarazioni di voto finale, si procede alla votazione del progetto nel suo complesso.

Oltre al procedimento ordinario (che per alcune tipologie di iniziative legislative, indicate dalla Costituzione e dal Regolamento della Camera, va necessariamente seguito) sono previsti due procedimenti abbreviati :

L’esame e l’approvazione del progetto di legge in Commissione in sede legislativa, Con tale procedura viene attribuito a una Commissione l’esame e l’approvazione definitiva di un progetto di legge (il progetto è però rimesso all’Assemblea se il Governo o un decimo dei deputati o un quinto della Commissione lo richiedono);L’esame da parte della Commissione in sede redigente, In tal caso la Commissione, a ciò appositamente incaricata dall’Assemblea, prepara un testo del progetto di legge per l’Assemblea, la quale però si riserva solo il voto degli articoli e il voto finale, senza poterlo modificare.

Una volta approvata da entrambi i rami del Parlamento nello stesso identico testo, la legge dev’essere promulgata dal Presidente della Repubblica (che può però rinviarla, con messaggio motivato, alle Camere per una nuova deliberazione). Il rinvio presidenziale riapre il procedimento legislativo e, se la legge viene nuovamente approvata, essa deve essere promulgata.Dopo la promulgazione, la legge viene pubblicata.

  1. La pubblicazione avviene ad opera del Ministro della giustizia e consiste tecnicamente nell’inserzione del testo nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana e nella pubblicazione dello stesso nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
  2. La legge entra in vigore – e diviene quindi obbligatoria per tutti – il quindicesimo giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, a meno che la legge stessa non prescriva un termine minore o maggiore.

La data della legge è quella del decreto di promulgazione, il numero quello della sua inserzione nella Raccolta ufficiale. Un progetto presentato al Senato e da questo approvato viene trasmesso alla Camera ed esaminato secondo la stessa procedura seguita per quelli che iniziano il proprio cammino alla Camera.

Il testo è perciò stampato come gli altri progetti, assegnato ad una Commissione e l’iter segue il percorso sopra descritto. Nel caso di un progetto già approvato dalla Camera e che torna a Montecitorio perché il Senato vi ha apportato delle modifiche, l’esame alla Camera riguarda le sole parti modificate.

Nel nostro sistema di bicameralismo perfetto, la spola di un progetto di legge fra i due rami del Parlamento (la così detta navette ) continua fino a quando i due rami del Parlamento non concordano nell’approvare un testo perfettamente identico.

Come nasce una legge ordinaria riassunto?

L’iter di una legge inizia con la presentazione, al Senato o alla Camera, di un progetto di legge ; tale potere è attribuito dalla Costituzione a ogni singolo parlamentare, al governo, al popolo (con la firma di almeno cinquantamila elettori), a ciascuna regione e, su determinate materie, al Consiglio nazionale dell’

Chi fa la legge ordinaria?

Quando si parla di legge nel nostro ordinamento ci si riferisce sia alla legge intesa in senso formale che alla legge intesa in senso materiale, Per leggi in senso formale si intendono tutti quegli atti deliberati dalle due Camere o dagli altri organi cui è costituzionalmente attribuita la funzione legislativa ( Consigli regionali ) secondo il procedimento espressamente previsto dalla Costituzione, dai regolamenti parlamentari, dagli statuti regionali, etc.

Quando invece si parla delle leggi in senso materiale si intendono tutti gli atti a contenuto normativo, indipendentemente dagli organi che li pongono in essere e quale che sia il processo di formazione. Le leggi ordinarie sono dunque quelle leggi deliberate dal Parlamento secondo il procedimento disciplinato, nelle sue linee essenziali, dagli artt.70 e ss.

Cost. e sono le fonti più frequentemente utilizzate quando l’ordinamento intende regolare l’azione umana. Ogni proposta di legge, approvata da una Camera, deve essere approvata, nello stesso testo, anche dall’altra. Se vengono apportate modifiche, queste devono essere approvate anche dall’altra Camera.

Che tipo di fonte è una legge ordinaria?

Sono fonti primarie : le leggi ordinarie statali, gli atti aventi forza di legge, le leggi delle Regioni e delle province autonome.

Come si abroga una legge ordinaria?

La legge determina le modalità di attuazione del referendum. –

Il referendum abrogativo previsto dall’art.75 Cost. stabilisce che 500.000 cittadini o 5 Consigli regionali, possono proporre all’intero corpo elettorale ” l’abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge”, Per legge si intende una legge in senso formale, cioè approvata dal Parlamento secondo il procedimento ordinario; per “atto avente valore di legge” si intendono i decreti legge e i decreti legislativi (adottati dal Governo su legge delega del Parlamento).

La Corte Costituzionale si pronuncia sull’ammissibilità del referendum. Sono escluse dal referendum abrogativo le leggi tributarie, di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali. Non è possibile abrogare disposizioni di rango costituzionale, gerarchicamente sovraordinate alla legge ordinaria.

La Corte costituzionale ha esplicitato ulteriori criteri di ammissibilità dei referendum con una copiosa giurisprudenza. Perché il referendum sia valido deve essere raggiunto il quorum di validità e cioè devono partecipare alla votazione la maggioranza degli aventi diritto al voto.

Perché la norma oggetto del referendum stesso sia abrogata deve essere raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi. Hanno diritto a partecipare al referendum tutti cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei deputati. La legge 25 maggio 1970, n.352 “Norme sui referendum previsti dalla Costituzione e sulla iniziativa legislativa del popolo” dispone le modalità di attuazione della procedura referendaria.

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Come si modifica una legge ordinaria?

Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione,

  • Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.
  • La legge sottoposta a referendum non è promulgata, se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi.

Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti.

Quando entra in vigore una legge ordinaria?

La Costituzione stabilisce che la funzione legislativa esercitata collettivamente dalle due Camere (art.70). Ci significa che per divenire legge un progetto deve essere approvato nell’identico testo da Camera e Senato. Il procedimento di formazione della legge (il cos detto iter ) si articola perci in fasi successive:

la presentazione del progetto (iniziativa legislativa) l’approvazione della Camera a cui stato presentato per prima la trasmissione del testo all’altra Camera e la sua approvazione nella medesima formulazione o con modifiche: se viene modificato, il progetto passa da una Camera all’altra, finch non venga approvato da entrambe nell’identica formulazione ( la cos detta navette ) la promulgazione da parte del Presidente della Repubblica (che pu rinviare la legge alle Camere per un riesame) e la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

Iniziativa legislativa Consiste nella presentazione ad una delle due Camere di un progetto di legge, composto da uno o pi articoli e preceduto da una relazione illustrativa. Spetta al Governo, ai singoli deputati e senatori (ciascuno nella Camera a cui appartiene), al popolo (50.000 elettori), al Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro ed ai Consigli regionali.

Alla Camera, i testi presentati dal Governo vengono definiti disegni di legge, mentre tutti gli altri vengono denominati proposte di legge, Quando invece ci si riferisce indifferentemente a tutte le ipotesi di iniziativa legislativa si parla, nel linguaggio corrente, di progetti di legge, I progetti di legge una volta presentati, vengono annunciati all’Assemblea, stampati e distribuiti nel pi breve tempo possibile.

Successivamente sono assegnati alla Commissione permanente competente per la materia trattata dal progetto. L’esame e l’approvazione della Camera Il procedimento ordinario si articola in due fasi:

esame da parte della Commissione permanente, incaricata di svolgere una istruttoria e una valutazione preliminare e di preparare un testo per la discussione in Assemblea (e che per ci viene detta Commissione in sede referente ); discussione e deliberazione da parte dell’Assemblea.

Nella sua attivit istruttoria, la Commissione pu stabilire di trattare insieme due o pi progetti (che sono detti abbinati ) per presentare un’unica relazione e un solo testo all’Assemblea. A tal fine pu scegliere uno dei progetti come testo base della discussione o pu procedere – eventualmente incaricando un Comitato ristretto – alla stesura di un testo unificato dei diversi progetti.

  1. Durante l’esame, la Commissione acquisisce i pareri di altre Commissioni che si riuniscono in sede consultiva per formulare osservazioni e avanzare suggerimenti sulle parti del progetto di loro competenza.
  2. I componenti della Commissione delineano le posizioni delle varie parti politiche sul contenuto del provvedimento e presentano proposte di modifica (gli emendamenti ) su cui la Commissione delibera.

Sono acquisiti, anche attraverso audizioni di non parlamentari, le opinioni e i dati ritenuti necessari e il Governo partecipa all’istruttoria e alla elaborazione del testo. Al termine del proprio lavoro, la Commissione incarica un relatore di preparare la relazione per l’Assemblea, che riporta il testo predisposto dalla Commissione e alla quale possono aggiungersi relazioni di minoranza,

La discussione in Aula viene seguita da un Comitato dei nove che comprende i relatori e i rappresentanti dei gruppi della Commissione che ha svolto l’esame in sede referente. La discussione in Assemblea parte dalla illustrazione del relatore, dall’intervento del rappresentante del Governo e da quelli dei deputati che intervengono sulle linee generali del provvedimento, esprimendo la posizione dei gruppi.

Vengono poi esaminati i singoli articoli del progetto, votando gli emendamenti presentati al testo predisposto dalla Commissione. Nella fase finale, dopo l’esame di eventuali ordini del giorno (che sono documenti di indirizzo al Governo sul modo in cui dovr essere applicata la futura legge) e dopo le dichiarazioni di voto sul provvedimento, si procede alla approvazione del progetto nel suo complesso.

il primo (approvazione in Commissione in sede legislativa ) comporta che il procedimento si concluda interamente all’interno di una Commissione: essa provvede insieme all’esame istruttorio e alla approvazione finale del progetto, con le stesse formalit previste per l’Aula; il secondo, di utilizzo assai limitato alla Camera, detto in sede redigente e comporta l’approvazione in Assemblea di un progetto i cui articoli sono formulati in Commissione, senza che l’Aula possa modificarne il testo.

Esame dei progetti approvati dal Senato Un progetto approvato dal Senato viene esaminato secondo la stessa procedura seguita per quelli che iniziano il proprio cammino alla Camera. Il messaggio del Presidente dell’altro ramo del Parlamento sar perci stampato come gli altri progetti: assegnato in Commissione in sede legislativa o referente, il progetto seguir tutte le tappe del procedimento ordinario o in sede legislativa.

Se per si tratta di un progetto gi approvato dalla Camera e che torna a Montecitorio perch il Senato vi ha apportato delle modifiche, l’esame alla Camera riguarder le sole parti modificate. Nel nostro sistema di bicameralismo perfetto, la navette fra Camera e Senato continua fino a quando i due rami del Parlamento non concordano nell’approvare un testo perfettamente identico.

La promulgazione e la pubblicazione La promulgazione l’atto con il quale il Capo dello Stato attesta che un certo testo stato approvato quale legge e ne ordina la pubblicazione e l’osservanza. La promulgazione deve avvenire entro il termine massimo di un mese dall’approvazione definitiva della legge.

Ma il Presidente della Repubblica pu rinviare la legge alle Camere, con messaggio motivato, per chiedere una nuova deliberazione. Il rinvio presidenziale riapre il procedimento legislativo, e se la legge viene nuovamente approvata essa deve essere promulgata. Subito dopo la promulgazione, la legge pubblicata.

La pubblicazione della legge avviene ad opera del Ministro della giustizia, e consiste tecnicamente nell’inserzione del testo nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana e nella pubblicazione dello stesso nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Che differenza passa tra un decreto legge è una legge ordinaria?

Differenza tra decreto legge e decreto legislativo | Qual è la differenza tra La differenza tra decreto legge e decreto legislativo sta nel fatto che il decreto legge deve essere approvato dal Parlamento entro 60 giorni dalla sua emanazione, mentre col decreto legislativo il Parlamento delega con dei limiti il Governo ad emanare degli atti normativi aventi forza di legge nel momento dell’emanazione. Il Parlamento italiano.

Il decreto legge è un atto normativo avente la stesse forza di una legge ordinaria emanata dal governo per regolare una materia in caso di necessità o di urgenza,Deve essere firmato dal e viene considerato emanato dal momento in cui viene pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale,Il decreto legge deve essere convertito in legge dal Parlamento entro 60 giorni altrimenti decadono tutti i suoi effetti a partire dal giorno dell’emanazione.Il decreto legislativo o decreto delegato è un atto avente forza di legge che viene emanato dal Governo sulla base e nei limiti di una specifica legge di delega approvata dal Parlamento.In pratica ha effetto come legge per la quale il Parlamento lascia uno spazio di manovra controllato al Governo delegandogli poteri.Esempio: la legge della sicurezza sul lavoro () è un atto del governo ma ha piena efficacia normativa,

: Differenza tra decreto legge e decreto legislativo | Qual è la differenza tra

Dove si collocano le leggi ordinarie?

La legge ordinaria –

  1. La legge ordinaria è un atto normativo sostanzialmente adottato dal Parlamento ed è subito al di sotto della Costituzione.
  2. Tra le fonti del diritto esiste un ordine gerarchico: in caso di contrasto tra di esse prevale quella più in alto nella scala gerarchica
  3. In ordine di importanza troviamo:
  • la Costituzione;
  • le fonti primarie in cui troviamo le leggi, decreti legge e decreti legislativi;
  • le fonti secondarie; in cui troviamo i regolamenti;
  • le fonti terziarie in cui troviamo gli usi e le consuetudini.
  • Di conseguenza una consuetudine non può violare un regolamento, una legge, o la Costituzione e via discorrendo.
  • Il potere è detenuto dal Parlamento.
  • Il percorso che porta all’approvazione di una legge è detto procedimento legislativo ed è composto dalle seguenti fasi:
  • iniziativa;
  • discussione e votazione;
  • promulgazione
  • pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale;
  • entrata in vigore.
  1. In breve nel un progetto di legge arriva all’esame del Parlamento che deve essere approvato da entrambe le Camere attraverso la navetta parlamentare.
  2. Nel nostro sistema vige il bicameralismo perfetto quindi Camera e Senato devono approvare due testi di legge identici.
  3. Se questo non avviene la navetta continua fino a quando non viene raggiunto lo scopo.
  4. Come si può capire questo processo è molto lungo e può richiedere da diversi mesi ad addirittura anni per andare a buon fine.

Chi firma un decreto legge?

Glossario – Atto con valore di legge adottato dal Governo in attuazione di una legge delega del Parlamento che ne stabilisce materia, limiti, principi e termini. Il decreto legislativo, dopo l’approvazione del Consiglio dei Ministri, viene emanato dal Presidente della Repubblica e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.

Entra in vigore dopo 15 giorni dalla pubblicazione. Atto con valore di legge adottato dal Governo nei casi straordinari di necessità e urgenza, che viene emanato dal Presidente della Repubblica e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Entra in vigore il giorno stesso o il giorno successivo alla pubblicazione.

Il decreto legge deve essere convertito in legge dal Parlamento entro 60 giorni, altrimenti perde efficacia sin dall’inizio. Le Camere, tuttavia, possono regolare con una legge i rapporti giuridici sorti sulla base del decreto legge. Atti normativi di rango immediatamente inferiore alla legge, che sono emanati con decreto del Presidente della Repubblica, adottati previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, sentito il parere del Consiglio di Stato, sottoposti al visto ed alla registrazione della Corte dei conti e pubblicati nella Gazzetta Ufficiale.

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Qual è la differenza tra procedimento legislativo ordinario e aggravato?

La Costituzione è sopra ordinata e rigida perché, pur non essendo immodificabile, la sua revisione richiede un procedimento specifico e più articolato rispetto a quello previsto per la modifica di una legge ordinaria. Ciò spiega il motivo per cui, secondo il criterio gerarchico, una legge non può dichiarare illegittima la costituzione.

  1. Il procedimento di revisione costituzionale pone diverse prospettive di approfondimento.
  2. Innanzitutto è fondamentale comprendere il procedimento che determina la revisione della carta costituzionale (articolo 138); in secondo luogo è importante conoscere i limiti di tale procedimento.
  3. La costituzione può essere revisionata legittimalmente ma non mutata illegittimalmente nei suoi fondamenti.

Il procedimento che disciplina la revisione costituzionale, esplicitato dall’articolo 138, è estremamente complesso e strutturato. Ogni modifica della costituzione, per quanto minima, richiede la necessaria applicazione di quest’articolo. Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono sottoposte a ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi.

  1. È quindi fondamentale che ciascuno dei due rami del parlamento si esprima sulla proposta di revisione costituzionale almeno due volte: due volte la camera dei deputati; due volte la camera della repubblica.
  2. La prima fase della revisione costituzionale si articola nel seguente modo: le due camere si esprimono a proposito della proposta di revisione (prima lettura: delibera della camera e del senato); dopo un intervallo minimo di tre mesi, le due camere sono chiamate a esprimere di nuovo un’opinione riguardante la revisione del medesimo testo (seconda lettura: doppia delibera).

Questo primo aspetto rende chiara la differenza che intercorre tra costituzione e legge ordinaria: la prima richiede una doppia delibera; la seconda necessita di un’unica delibera da parte delle camere. La prima delibera è considerata conclusa solo se entrambe le camere sono assolutamente d’accordo sullo stesso testo: la volontà di una camera non può mai imporsi sull’altra.

Il completamento della prima fase della revisione necessita che le due camera trovino un accordo assolutamente unanime e dunque conforme (ciò rende la procedura aggravata estremamente dilazionata: spesso le due camere effettuano più di una lettura a causa dell’impossibilità di trovare un accordo totalmente conforme, rimandando così il termine della prima delibera).

La seconda delibera, prevista dopo un intervallo minimo di tre mesi rispetto alla prima, consente invece un’unica lettura: essa, pertanto, consente alle due camere esclusivamente di approvare o respingere l’unanime accordo stabilito in fase di prima delibera.

Chi può presentare un disegno di legge?

Disegno di legge Può essere presentata da ciascun membro delle Camere, dal Governo, da almeno cinquantamila elettori, da un Consiglio Regionale o dal Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL).

Che differenza c’è tra Costituzione e Codice Civile?

La norma giuridica ha il fine di non discriminare, si reperiscono tra le fonti del diritto ovvero testi da dove sgorga il diritto. Le fonti del diritto sono gli atti e i fatti idonei a produrre il diritto: 1) costituzione e trattati europei 2) leggi ordinarie dello stato, ed i regolamenti europei 3) le leggi regionali 4) gli usi 1) L’italia appartiene all’EU, l’unione europea ha un potere normativo tramite i trattati europei.

Queste leggi in alcuni casi sono direttamente applicabili al nostro ordinamento. Le fonti del diritto hanno una gerarchia: 1) Costituzione e leggi costituzionali. La costituzione è la fonte suprema del diritto. La costituzione è la legge del parlamento promulgata nel 1947, in vigore dal 1948, e per modificarla c’è bisogno di una maggioranza speciale.2) legislazione ordinaria.

Le leggi ordinarie sono emanate dal parlamento. ANCHE il codice civile è una legge, emanata dal parlamento italiano nel 1942. A partire dall’800, i giuristi di Francia, Italia, Germania hanno sistematizzato le norme, emanando i codici. Ciò ha un significato di raggruppamento delle norme, il codice civile è una raccolta che dovrebbe essere sistematica e coerente.

  1. Le norme sono una coerente con l’altra, sono raggruppate nel codice civile, poiché c’era l’esigenza di un qualcosa che contenesse tutte le norme ed il codice civile è un codice sistematico di regole.
  2. Uno dei principali criteri interpretativi è la lettura sistematica.
  3. Una regola non contraddice l’altra, ma ciò è un po’ un’ utopia, non è sempre vero ma l’idea di sistematicità è rimasta.

I codici ottocenteschi, ripresi nel 900 hanno alla base l’idea di completezza e sistematicità, il fine è quello di disciplinare i temi, ad esempio le norme dei contratti. Il codice civile si contrappone alla legislazione speciale, costituita da leggi che il parlamento emana.

Dal punto di vista della gerarchia, il codice civile e la legislazione speciale sono sullo stesso piano. La normazione speciale disciplina alcuni aspetti specifici, aggiunge dettagli o modifica il codice civile. Il codice civile è diviso in sei libri: 1) Libro: Persone e famiglia 2) Libro: Successioni-quando il soggetto decede, come il patrimonio passa ai discendenti 3) Libro: Proprietà 4) Libro: Obbligazioni e contratti 5) Libro: Lavoro, Impresa e Società 6) Libro: La tutela dei diritti La Costituzione è sovraordinata rispetto alla legislazione ordinaria.

Il codice civile non può derogare (contraddire) la costituzione, il codice mira a disciplinare i rapporti tra uno stato e gli individui, ha un effetto verticale. Ciò che è inferiore gerarchicamente deve essere coerente a ciò che è superiore. La costituzione garantisce la proprietà, lo stato non può espropriare un bene privato, la costituzione è una garanzia di riconoscimento di un bene nei confronti dello Stato, rapporto stato-privato.

Il codice civile si occupa dei rapporti tra privati. Decreti legislativi e decreti legge 1) Il governo emana una legge approvata dal parlamento 2) il parlamento delega il governo a emanare la legge = legge ordinaria Legge regionale= la regione ha una competenza amministrativa, la legge regionale è subordinata a quella nazionale, le regioni possono emanare leggi in alcuni campi e lo stato deve astenersi completamente.

Fonti europee L’Italia ha aderito all’Europa attraverso un trattato internazionale. Italia, Francia, Germania, Belgio hanno fatto un trattato tra stati, e hanno creato l’Europa. Alla base dell’Europa c’è un accordo tra stati, un trattato europeo siglato dagli Stati.

  • L’Europa ha il potere di emanare le leggi.
  • Fonti secondarie= organi europei che producono delle norme.
  • Sono leggi emanate dalle istituzioni dell’Europa.
  • Possono essere di tre tipi: regolamenti europei (direttamente applicabili nel nostro ordinamento), direttive, decisioni.
  • Le fonti del diritto internazionale sono i trattati tra i diversi stati.

Gerarchia fonti del diritto: 1) Costituzione e leggi costituzionali 2) trattati europei (spesso subordinati alle costituzioni nazionali). I trattati sono principi inderogabili addirittura superiori.3) Fonti primarie: Leggi dello stato; atti aventi forza di legge; norme di diritto europeo direttamente applicabili; leggi regionali (competenza esclusiva) 4) Leggi regionali (competenza concorrente) 5) fonti secondarie, sono subordinate, sono regolamenti emanati dal governo o per esempio dai comuni.6) usi e consuetudini: in quanto richiamati dalla legge o in materie non regolate per legge legge non scritta, per definizione sono le norme giuridiche che provengono da fonti non scritte.

Sono degli usi, pratiche consolidate nel tempo che non sono mai state codificate o rese leggi in senso formale. Usi e consuetudini sono norme in quanto richiamati dalla legge o in materie non regolate dalla legge. È necessario che il codice civile richiami gli usi in materia per esempio contrattuale, gli usi sono rilevanti ma hanno anche un certo valore, un riconoscimento, perché sia fonte del diritto l’uso e consuetudine devono avere due caratteristiche: 1) sono una pratica esercitata dai tempi antichi 2) coloro che agiscono secondo gli usi hanno la convinzione che sia materia di legge (legge in vigore), convinzione di agire secondo una norma dettata dalla legge.

Esistono due usi: normativi e contrattuali. Es. Il codice civile afferma che i pagamenti avvengono tramite moneta corrente. Uso= pagamento tramite carta di credito. Pagamento contro la norma stabilita dal codice civile. Il soggetto che effettua il pagamento è convinto, è una consuetudine che diventa fonte.

  • La legge di rango inferiore non può derogare= contraddire la legge di rango superiore.
  • Una norma è definita costituzionalmente illegittima quando la Corte costituzionale che è un organo di Stato chiamato a vagliare leggi e norme dello stato, trova dei conflitti tra la normazione primaria e la costituzione.

Se una norma interna è in conflitto con la norma europea, il giudice applica la norma europea.

Quando una legge è perfetta?

Fasi del procedimento legislativo – Esso è composto da una serie di atti volti alla formazione di leggi, e nello specifico: 1)Iniziativa legislativa: si esercita con la presentazione di un progetto di legge ad una delle camere. Nel linguaggio tecnico i progetti di legge, si chiamano disegni di legge se presentati dal governo, e proposte di legge negli altri casi.

Un progetto di legge consta di 2 parti: -testo dell’articolato che il proponente sottopone all’esame della camera, nella speranza che venga trasformato in legge; -relazione che accompagna l’articolato e che ne illustra gli scopi e le caratteristiche. L’iniziativa legislativa è riservata a: a)governo: è l’unico soggetto che ha potere di iniziativa su tutte le materie.

b)parlamentari: Ogni parlamentare può presentare progetti di legge alla camera cui appartiene; c)popolo: che può esercitare l’iniziativa legislativa: (71.2 cost.) il progetto di legge può essere proposto da parte di 50.000 elettori; d)consigli regionali:L’art.121.2 cost.

Riconosce ai consigli regionali(cioè alle assemblee elettive delle regioni)il potere di presentare progetti di legge alle camere. Per queste iniziative non è indicato alcun limite particolare; e)CNEL: l’art.90cost. attribuisce al CNEL l’iniziativa legislativa senza stabilire dei limiti. L’iniziativa legislativa si esercita tramite disegni di legge deliberati dal consiglio dei ministri e su autorizzazione del presidente della repubblica.

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Essa non crea mai un obbligo per la camera di deliberare. L’insabbiamento è quindi il risultato del disinteresse che i capigruppo parlamentari dimostrano nei confronti della proposta.2)Approvazione delle leggi: l’art 72.1 vieta che un progetto sia discusso direttamente dalla Camera: prima deve essere esaminato dalla commissione permanente competente.

  • Ma le funzioni che la commissione è chiamata a svolgere sono diverse a seconda della “sede” in cui è chiamata ad esaminare il progetto: in relazione alla diversa “sede” in cui lavora la commissione, diverse sono anche le funzioni che è chiamata a svolgere l’assemblea, detta anche “aula”.
  • In relazione alle diverse funzioni che svolgono la commissione e l’aula, si distinguono 3 procedimenti principali: A)ordinario: è sempre obbligatorio per i progetti di legge in materia costituzionale ed elettorale, di delegazione legislativa, di autorizzazione di ratifica dei trattati internazionali, di approvazione di bilanci e consuntivi.

E’ facoltativo per tutti gli altri progetti di legge. Si attua con le seguenti fasi: -esame preparatorio da parte della commissione competente; -discussione in aula delle relazioni preparate dalle commissioni; -discussione e votazione degli articoli, salva la possibilità di apportare emendamenti; -votazione finale: ultima l’approvazione dei singoli articoli, si sottopone la legge nel suo complesso al voto finale.

B)per commissione deliberante: è particolarità del nostro ordinamento ereditata dal fascismo. Per l’art.72.3cost i regolamenti parlamentari possono stabilire in quali casi e forme l’approvazione dei disegni di legge sono definiti interamente alle commissioni. In tale procedimento la commissione legislativa competente procede a: -esame preliminare dell’oggetto; -alla sua discussione che non avviene in assemblea; -votazione dei singoli articoli; -votazione finale e approvazione della legge.

C)per commissione redigente: questo procedimento è detto anche misto, perché comporta una collaborazione delle assemblee e delle commissioni. Esso serve a sgravare l’assemblea dalla discussione e approvazione degli emendamenti, decentrandoli in commissione e riservando all’aula l’approvazione finale.3)Promulgazione della legge: una volta approvata dalla camere, la legge è perfetta, ma non ancora efficace, per diventare tale deve superare la fase dell’integrazione dell’efficacia, costituita dalla promulgazione ad opera del presidente delle repubblica.

A cosa serve il quorum?

Tipologie – Nell’uso del termine in materia deliberativa o elettorale, possiamo distinguere due principali tipologie di quorum, in conformità alle accezioni generalmente attribuitegli, così come desunto dalla corrente giurisprudenza:

  • Il quorum strutturale o costitutivo indica il numero o la percentuale minimi di aventi diritto che debbono essere presenti a una riunione o partecipare a una votazione, affinché sia ritenuta valida e possa avere gli effetti proposti. Corrisponde, in sostanza, al numero legale.
  • Il quorum funzionale o deliberativo indica il numero o la percentuale di voti a favore minimi da ottenersi perché un candidato possa essere eletto o una proposta possa essere approvata.
  • Il quorum per opzione ( per-option quorum ) è una modalità alternativa di quorum che invece di porre un vincolo sul numero minimo di votanti complessivi, lo pone sul numero di votanti di almeno una delle due opzioni (favorevoli o contrari).

Ad esempio una possibile applicazione potrebbe richiedere che almeno il 25% più uno degli aventi diritto voti sì o che almeno il 25% più uno degli aventi diritto voti no, È da notare che anche nel caso del quorum classico, la votazione potrebbe passare con solamente il 25%+1 di voti sì, se un ulteriore 25% di persone votasse no; in questo caso è infatti palese la stranezza di un sistema che approva un giudizio anche se ci sono più voti contrari a esso.

Chi può proporre una legge in Italia?

Il popolo esercita l’iniziativa delle leggi, mediante la proposta da parte di almeno cinquantamila elettori di un progetto redatto in articoli. –

Il popolo può esercitare l’iniziativa delle leggi “mediante la proposta da parte di almeno cinquantamila elettori di un progetto redatto in articoli”. Questo potere riconosciuto ai cittadini di dare avvio al procedimento legislativo è un istituto di “democrazia diretta “.

Nella prassi si è rivelato però un potere limitato che non garantisce ai presentatori l’esame parlamentare della loro proposta. Gli organi parlamentari, infatti, non hanno l’obbligo di pronunciarsi sulle proposte di iniziativa popolare e neanche esistono meccanismi che garantiscano forme significative di priorità procedurale.

L’unica garanzia di esame è data dai regolamenti parlamentari. In particolare l’art.74, Reg. Sen. impone alle competenti Commissioni l’avvio dell’esame dei progetti di legge di iniziativa popolare ad esse assegnati entro e non oltre un mese dal deferimento; mentre l’art.24, Reg.

  • Cam. si limita a riservare una parte del tempo disponibile all’interno del calendario dei lavori dell’Assemblea.
  • Per quanto riguarda il contenuto dei progetti di legge di iniziativa popolare, non si prevedono limiti di materia e possono assumere la forma sia di progetti di legge ordinaria, sia costituzionale.

La legge 25 maggio 1970, n.352 “Norme sui referendum previsti dalla Costituzione e sulla iniziativa legislativa del popolo” dispone le modalità di attuazione del referendum e detta la disciplina attuativa dell’art.71 Cost. Da un punto di vista strettamente procedurale, la proposta di legge di iniziativa popolare, presentata al Presidente di una delle due Camere, deve essere corredata dalle prescritte firme.

  1. Il procedimento per la raccolta delle firme ha inizio con la presentazione della iniziativa legislativa alla cancelleria della Corte di cassazione da parte di almeno dieci promotori.
  2. Non sono validi i fogli che siano stati vidimati oltre sei mesi prima della presentazione della proposta alla Camera.
  3. Le firme richieste debbono, pertanto, essere raccolte nell’arco massimo dei sei mesi precedenti la data di presentazione della proposta alla Camera.

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Quali sono i senatori a vita?

Senatori a vita in carica – Al 2023 sono in carica sei senatori a vita: il presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano e altri cinque di nomina presidenziale ( Mario Monti, Elena Cattaneo, Renzo Piano e Carlo Rubbia, nominati da Napolitano, e Liliana Segre, nominata da Sergio Mattarella ).

Che fonti sono le leggi ordinarie?

Fonti primarie (leggi ordinarie dello Stato e atti aventi forza di legge, leggi regionali); fonti secondarie (regolamenti governativi, regolamenti regionali e degli enti locali); usi e consuetudini.

Come si abroga una legge ordinaria?

La legge determina le modalità di attuazione del referendum. –

Il referendum abrogativo previsto dall’art.75 Cost. stabilisce che 500.000 cittadini o 5 Consigli regionali, possono proporre all’intero corpo elettorale ” l’abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge”, Per legge si intende una legge in senso formale, cioè approvata dal Parlamento secondo il procedimento ordinario; per “atto avente valore di legge” si intendono i decreti legge e i decreti legislativi (adottati dal Governo su legge delega del Parlamento).

  • La Corte Costituzionale si pronuncia sull’ammissibilità del referendum.
  • Sono escluse dal referendum abrogativo le leggi tributarie, di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali.
  • Non è possibile abrogare disposizioni di rango costituzionale, gerarchicamente sovraordinate alla legge ordinaria.

La Corte costituzionale ha esplicitato ulteriori criteri di ammissibilità dei referendum con una copiosa giurisprudenza. Perché il referendum sia valido deve essere raggiunto il quorum di validità e cioè devono partecipare alla votazione la maggioranza degli aventi diritto al voto.

Perché la norma oggetto del referendum stesso sia abrogata deve essere raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi. Hanno diritto a partecipare al referendum tutti cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei deputati. La legge 25 maggio 1970, n.352 “Norme sui referendum previsti dalla Costituzione e sulla iniziativa legislativa del popolo” dispone le modalità di attuazione della procedura referendaria.

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Dove si collocano le leggi ordinarie?

La legge ordinaria –

  1. La legge ordinaria è un atto normativo sostanzialmente adottato dal Parlamento ed è subito al di sotto della Costituzione.
  2. Tra le fonti del diritto esiste un ordine gerarchico: in caso di contrasto tra di esse prevale quella più in alto nella scala gerarchica
  3. In ordine di importanza troviamo:
  • la Costituzione;
  • le fonti primarie in cui troviamo le leggi, decreti legge e decreti legislativi;
  • le fonti secondarie; in cui troviamo i regolamenti;
  • le fonti terziarie in cui troviamo gli usi e le consuetudini.
  • Di conseguenza una consuetudine non può violare un regolamento, una legge, o la Costituzione e via discorrendo.
  • Il potere è detenuto dal Parlamento.
  • Il percorso che porta all’approvazione di una legge è detto procedimento legislativo ed è composto dalle seguenti fasi:
  • iniziativa;
  • discussione e votazione;
  • promulgazione
  • pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale;
  • entrata in vigore.
  1. In breve nel un progetto di legge arriva all’esame del Parlamento che deve essere approvato da entrambe le Camere attraverso la navetta parlamentare.
  2. Nel nostro sistema vige il bicameralismo perfetto quindi Camera e Senato devono approvare due testi di legge identici.
  3. Se questo non avviene la navetta continua fino a quando non viene raggiunto lo scopo.
  4. Come si può capire questo processo è molto lungo e può richiedere da diversi mesi ad addirittura anni per andare a buon fine.

Come si modificano le leggi?

Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione,

Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata, se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi.

Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti.