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Come Viene Approvata Una Legge?

Come Viene Approvata Una Legge
Camera dei deputati La Costituzione stabilisce che la funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere (art.70). Ciò significa che per divenire legge un progetto deve essere approvato nell’identico testo da Camera e Senato. Il procedimento di formazione della legge (il così detto iter) si articola perciò in fasi successive:

la presentazione del progetto di legge (iniziativa legislativa)l’approvazione della Camera a cui è stato presentato per primala trasmissione del testo all’altra Camera e la sua approvazione nella medesima formulazione o con modifiche: se viene modificato, il progetto passa da una Camera all’altra, finchè non venga approvato da entrambe nell’identica formulazione (è la così detta navette)la promulgazione da parte del Presidente della Repubblica (che può rinviare la legge alle Camere per un riesame), la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale e la sua entrata in vigore.

Alla Camera i principali passaggi, nella procedura ordinaria, sono i seguenti:

un progetto di legge, composto da uno o più articoli e preceduto da una relazione illustrativa, può essere presentato dal Governo, da ciascun deputato, da almeno 50.000 elettori (si tratta delle leggi d’iniziativa popolare), dal Consiglio nazionale ell’economia e del lavoro o dai Consigli regionali. Alla Camera, i testi presentati dal Governo vengono definiti disegni di legge, mentre tutti gli altri vengono denominati proposte di legge;Il progetto di legge viene dapprima assegnato alla Commissione parlamentare competente per materia, che svolge un’istruttoria, prepara un testo da sottoporre all’Assemblea e presenta una relazione (per questo si dice che la Commissione opera in sede referente). Nella sua attività istruttoria, la Commissione può stabilire di trattare insieme due o più progetti (che sono detti abbinati ) per presentare un’unica relazione e un solo testo l’Assemblea. A tal fine può scegliere uno dei progetti come testo base della discussione o può procedere – eventualmente incaricando un Comitato ristretto – alla stesura di un testo unificato dei diversi progetti. Durante l’esame, la Commissione acquisisce i pareri di altre Commissioni, che si riuniscono in sede consultiva per formulare osservazioni e avanzare suggerimenti sulle parti del progetto di loro competenza. Nella Commissione competente in sede referente possono essere presentate proposte di modifica ( gli emendamenti ) su cui la Commissione delibera. Sono acquisiti, anche attraverso audizioni di non parlamentari, le opinioni e i dati ritenuti necessari e il Governo partecipa all’istruttoria e alla elaborazione del testo. Al termine del proprio lavoro, la Commissione incarica un relatore di preparare la relazione per l’Assemblea, che riporta il testo predisposto dalla Commissione; possono essere presentate relazioni di minoranza da parte di deputati che non condividono il risultato del lavoro della Commissione. In vista della discussione in Aula viene nominato un Comitato dei nove che comprende i relatori e i rappresentanti dei gruppi della Commissione che ha svolto l’esame in sede referente.La discussione in Assemblea inizia con la illustrazione del testo da parte del relatore e con l’intervento del rappresentante del Governo; seguono quelli dei deputati che intervengono sulle linee generali del provvedimento, esprimendo la posizione dei gruppi. Vengono poi esaminati i singoli articoli del progetto, votando gli emendamenti presentati al testo predisposto dalla Commissione. Nella fase finale, dopo l’esame di eventuali ordini del giorno (che sono documenti di indirizzo al Governo sul modo in cui dovrà essere applicata la futura legge) e, dopo le dichiarazioni di voto finale, si procede alla votazione del progetto nel suo complesso.

Oltre al procedimento ordinario (che per alcune tipologie di iniziative legislative, indicate dalla Costituzione e dal Regolamento della Camera, va necessariamente seguito) sono previsti due procedimenti abbreviati :

L’esame e l’approvazione del progetto di legge in Commissione in sede legislativa, Con tale procedura viene attribuito a una Commissione l’esame e l’approvazione definitiva di un progetto di legge (il progetto è però rimesso all’Assemblea se il Governo o un decimo dei deputati o un quinto della Commissione lo richiedono);L’esame da parte della Commissione in sede redigente, In tal caso la Commissione, a ciò appositamente incaricata dall’Assemblea, prepara un testo del progetto di legge per l’Assemblea, la quale però si riserva solo il voto degli articoli e il voto finale, senza poterlo modificare.

Una volta approvata da entrambi i rami del Parlamento nello stesso identico testo, la legge dev’essere promulgata dal Presidente della Repubblica (che può però rinviarla, con messaggio motivato, alle Camere per una nuova deliberazione). Il rinvio presidenziale riapre il procedimento legislativo e, se la legge viene nuovamente approvata, essa deve essere promulgata.Dopo la promulgazione, la legge viene pubblicata.

  • La pubblicazione avviene ad opera del Ministro della giustizia e consiste tecnicamente nell’inserzione del testo nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana e nella pubblicazione dello stesso nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
  • La legge entra in vigore – e diviene quindi obbligatoria per tutti – il quindicesimo giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, a meno che la legge stessa non prescriva un termine minore o maggiore.

La data della legge è quella del decreto di promulgazione, il numero quello della sua inserzione nella Raccolta ufficiale. Un progetto presentato al Senato e da questo approvato viene trasmesso alla Camera ed esaminato secondo la stessa procedura seguita per quelli che iniziano il proprio cammino alla Camera.

  • Il testo è perciò stampato come gli altri progetti, assegnato ad una Commissione e l’iter segue il percorso sopra descritto.
  • Nel caso di un progetto già approvato dalla Camera e che torna a Montecitorio perché il Senato vi ha apportato delle modifiche, l’esame alla Camera riguarda le sole parti modificate.

Nel nostro sistema di bicameralismo perfetto, la spola di un progetto di legge fra i due rami del Parlamento (la così detta navette ) continua fino a quando i due rami del Parlamento non concordano nell’approvare un testo perfettamente identico.

Quanti voti ci vogliono per far passare una legge?

Le delibere Per evitare che piccoli gruppi prendano decisioni di parte approfittando di temporanee assenza, la Costituzione prevede che in aula ci sia sempre un numero minimo di presenti che corrisponda alla maggioranza (metà’+ 1) dei componenti della camera.

  • Questo numero minimo legale è detto quorum costitutivo,
  • In entrambe le camere vige la presunzione del numero legale per evitare di procedere tutte le volte all’appello nominale.
  • Però può accadere che venga richiesta la verifica del numero legale e in quel caso si deve procedere ad appello nominale (20 deputati o 12 senatori).

Se il conteggio dà esito negativo la seduta viene sospesa o rinviata, nel caso invece dia esito positivo si può procedere alla votazione (deliberazione). Le delibere delle camere possono avvenire con: – Maggioranza relativa, cioè la maggioranza dei presenti in aula.

Questo tipo di maggioranza e quella richiesta normalmente dalle camere, si utilizzano maggioranze diverse solo nei casi previsti dalla costituzione. – Maggioranza assoluta, cioè la metà + 1 dei membri di ciascuna camera, infatti alla camera dei deputati occorrono i voti favorevoli di 315 + 1 (metà + 1), per poter approvare una legge al senato servono 158 + 1 voti favorevoli.

Questo quorum è necessario per approvare atti importanti. – Maggioranza qualificata per approvare una legge occorre il voto favorevole dei 2/3 + 1 dei componenti, in alcuni casi 3/5 dei componenti.

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Come una legge entra in vigore?

La Costituzione stabilisce che la funzione legislativa esercitata collettivamente dalle due Camere (art.70). Ci significa che per divenire legge un progetto deve essere approvato nell’identico testo da Camera e Senato. Il procedimento di formazione della legge (il cos detto iter ) si articola perci in fasi successive:

la presentazione del progetto (iniziativa legislativa) l’approvazione della Camera a cui stato presentato per prima la trasmissione del testo all’altra Camera e la sua approvazione nella medesima formulazione o con modifiche: se viene modificato, il progetto passa da una Camera all’altra, finch non venga approvato da entrambe nell’identica formulazione ( la cos detta navette ) la promulgazione da parte del Presidente della Repubblica (che pu rinviare la legge alle Camere per un riesame) e la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

Iniziativa legislativa Consiste nella presentazione ad una delle due Camere di un progetto di legge, composto da uno o pi articoli e preceduto da una relazione illustrativa. Spetta al Governo, ai singoli deputati e senatori (ciascuno nella Camera a cui appartiene), al popolo (50.000 elettori), al Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro ed ai Consigli regionali.

Alla Camera, i testi presentati dal Governo vengono definiti disegni di legge, mentre tutti gli altri vengono denominati proposte di legge, Quando invece ci si riferisce indifferentemente a tutte le ipotesi di iniziativa legislativa si parla, nel linguaggio corrente, di progetti di legge, I progetti di legge una volta presentati, vengono annunciati all’Assemblea, stampati e distribuiti nel pi breve tempo possibile.

Successivamente sono assegnati alla Commissione permanente competente per la materia trattata dal progetto. L’esame e l’approvazione della Camera Il procedimento ordinario si articola in due fasi:

esame da parte della Commissione permanente, incaricata di svolgere una istruttoria e una valutazione preliminare e di preparare un testo per la discussione in Assemblea (e che per ci viene detta Commissione in sede referente ); discussione e deliberazione da parte dell’Assemblea.

Nella sua attivit istruttoria, la Commissione pu stabilire di trattare insieme due o pi progetti (che sono detti abbinati ) per presentare un’unica relazione e un solo testo all’Assemblea. A tal fine pu scegliere uno dei progetti come testo base della discussione o pu procedere – eventualmente incaricando un Comitato ristretto – alla stesura di un testo unificato dei diversi progetti.

Durante l’esame, la Commissione acquisisce i pareri di altre Commissioni che si riuniscono in sede consultiva per formulare osservazioni e avanzare suggerimenti sulle parti del progetto di loro competenza. I componenti della Commissione delineano le posizioni delle varie parti politiche sul contenuto del provvedimento e presentano proposte di modifica (gli emendamenti ) su cui la Commissione delibera.

Sono acquisiti, anche attraverso audizioni di non parlamentari, le opinioni e i dati ritenuti necessari e il Governo partecipa all’istruttoria e alla elaborazione del testo. Al termine del proprio lavoro, la Commissione incarica un relatore di preparare la relazione per l’Assemblea, che riporta il testo predisposto dalla Commissione e alla quale possono aggiungersi relazioni di minoranza,

  1. La discussione in Aula viene seguita da un Comitato dei nove che comprende i relatori e i rappresentanti dei gruppi della Commissione che ha svolto l’esame in sede referente.
  2. La discussione in Assemblea parte dalla illustrazione del relatore, dall’intervento del rappresentante del Governo e da quelli dei deputati che intervengono sulle linee generali del provvedimento, esprimendo la posizione dei gruppi.

Vengono poi esaminati i singoli articoli del progetto, votando gli emendamenti presentati al testo predisposto dalla Commissione. Nella fase finale, dopo l’esame di eventuali ordini del giorno (che sono documenti di indirizzo al Governo sul modo in cui dovr essere applicata la futura legge) e dopo le dichiarazioni di voto sul provvedimento, si procede alla approvazione del progetto nel suo complesso.

il primo (approvazione in Commissione in sede legislativa ) comporta che il procedimento si concluda interamente all’interno di una Commissione: essa provvede insieme all’esame istruttorio e alla approvazione finale del progetto, con le stesse formalit previste per l’Aula; il secondo, di utilizzo assai limitato alla Camera, detto in sede redigente e comporta l’approvazione in Assemblea di un progetto i cui articoli sono formulati in Commissione, senza che l’Aula possa modificarne il testo.

Esame dei progetti approvati dal Senato Un progetto approvato dal Senato viene esaminato secondo la stessa procedura seguita per quelli che iniziano il proprio cammino alla Camera. Il messaggio del Presidente dell’altro ramo del Parlamento sar perci stampato come gli altri progetti: assegnato in Commissione in sede legislativa o referente, il progetto seguir tutte le tappe del procedimento ordinario o in sede legislativa.

  1. Se per si tratta di un progetto gi approvato dalla Camera e che torna a Montecitorio perch il Senato vi ha apportato delle modifiche, l’esame alla Camera riguarder le sole parti modificate.
  2. Nel nostro sistema di bicameralismo perfetto, la navette fra Camera e Senato continua fino a quando i due rami del Parlamento non concordano nell’approvare un testo perfettamente identico.

La promulgazione e la pubblicazione La promulgazione l’atto con il quale il Capo dello Stato attesta che un certo testo stato approvato quale legge e ne ordina la pubblicazione e l’osservanza. La promulgazione deve avvenire entro il termine massimo di un mese dall’approvazione definitiva della legge.

Ma il Presidente della Repubblica pu rinviare la legge alle Camere, con messaggio motivato, per chiedere una nuova deliberazione. Il rinvio presidenziale riapre il procedimento legislativo, e se la legge viene nuovamente approvata essa deve essere promulgata. Subito dopo la promulgazione, la legge pubblicata.

La pubblicazione della legge avviene ad opera del Ministro della giustizia, e consiste tecnicamente nell’inserzione del testo nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana e nella pubblicazione dello stesso nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Quanti voti servono per la maggioranza assoluta?

Maggioranza qualificata – Un’opzione consegue una maggioranza qualificata se ottiene un numero di voti maggiore o uguale a un quorum funzionale fissato in una frazione superiore alla metà del numero totale dei votanti o degli aventi diritto al voto. Le frazioni di solito utilizzate per fissare tale quorum sono 2/3, 3/4, 3/5 e 4/5.

Qualche volta, se il numero degli aventi diritto al voto è prestabilito, il quorum non viene espresso come frazione ma come numero minimo di voti da raggiungere (un esempio è offerto dalla maggioranza di almeno 9 voti – su 15 membri – richiesta per le deliberazioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ).

Le maggioranze qualificate vengono solitamente richieste per decisioni di particolare importanza, in relazione alle quali si reputa necessario un ampio consenso; ad esempio, per la modifica degli atti che contengono le norme fondamentali sull’organizzazione e il funzionamento di un ente, come le costituzioni e gli statuti,

In ambito parlamentare, il requisito della maggioranza qualificata, specie se elevata, è generalmente volto a far sì che il partito o la coalizione che detiene la maggioranza debba acquisire il consenso dell’opposizione o, almeno, di una sua parte; non stupisce, quindi, che tali maggioranze vengano tipicamente richieste per l’elezione di cariche super partes, come il presidente della Repubblica, i presidenti delle camere e i giudici della corte costituzionale, o per decisioni che potrebbero comprimere i diritti delle minoranze.

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Poiché la difficoltà di raggiungere la maggioranza qualificata può portare a una situazione di stallo, talvolta si prevede che, se non è stata raggiunta dopo un certo numero di votazioni, è sufficiente la maggioranza assoluta. Un esempio è offerto dal già citato art.83, 3º comma, della Costituzione italiana, secondo il quale “L’elezione del Presidente della Repubblica ha luogo per scrutinio segreto a maggioranza di due terzi dell’assemblea.

  • Dopo il terzo scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta”.
  • Altri esempi di maggioranza qualificata nell’ordinamento italiano sono quella dei 2/3 dei componenti di ciascuna camera, richiesta dalla Costituzione all’art.79, per l’approvazione delle leggi che concedono l’ amnistia o l’ indulto, e all’art.138, 3º comma, per evitare che una legge costituzionale possa essere sottoposta a referendum popolare; quella parimenti dei 2/3 dei componenti, richiesta dall’art.3 della legge costituzionale 22 novembre 1967, n.2, per l’elezione di cinque giudici costituzionali da parte del Parlamento in seduta comune ; quella dei 3/5 dei componenti, richiesta dall’art.22 della legge 24 marzo 1958, n.195, per l’elezione, sempre da parte del Parlamento in seduta comune, dei membri cosiddetti laici del Consiglio Superiore della Magistratura ; quella dei 3/4 degli associati, richiesta dall’art.21, 3º comma, del Codice civile per la deliberazione dello scioglimento di un’ associazione riconosciuta da parte dell’assemblea.

Nel diritto canonico un noto esempio di maggioranza qualificata è quella dei 2/3 dei votanti per l’elezione del Papa da parte dei cardinali riuniti in conclave, stabilita dal Concilio Lateranense III,

Cosa succede se non si raggiunge il quorum?

Sabotaggio del quorum – Quando il quorum non viene raggiunto, la votazione non può avere effetto sulla legislazione, o nessuno viene eletto, e non può perciò cambiare lo status quo, Quindi coloro che sono a favore del mantenimento dello status quo hanno la possibilità di attuare una strategia ostruzionistica, detta anche sabotaggio del quorum, consistente nel non partecipare, e nell’invitare altri a non prendere parte alla votazione.

Chi propone le leggi in Italia?

La presentazione – Il processo legislativo inizia con la presentazione al parlamento di una proposta, indifferentemente al senato o alla camera. Possono presentare un progetto di legge tutti i parlamentari, il governo, i cittadini (raccogliendo almeno 50mila firme), i consigli regionali e, su determinate materie, il consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (Cnel).

Leggi anche Che cos’è l’iniziativa legislativa, Al senato le proposte si chiamano disegni di legge mentre alla camera prendono il nome di proposte di legge (fanno eccezione i progetti del governo, denominati disegni di legge anche a Montecitorio). Queste devono avere un titolo ed essere redatte in articoli.

Il testo della legge inoltre deve essere accompagnato da una relazione illustrativa. I progetti presentati devono essere assegnati alla commissione permanente competente per materia. In questo passaggio il presidente dell’assemblea ricopre un ruolo di primo piano.

referente;redigente;deliberante;consultiva.

Chi approva il decreto-legge?

Che cos’è il decreto legge – Il decreto legge è un provvedimento legislativo a carattere provvisorio, che viene deliberato dal Governo (ed emanato dal Presidente della Repubblica) in casi straordinari di necessità ed urgenza. Le sue misure devono essere di immediata applicazione e dal contenuto specifico, omogeneo e corrispondente al titolo.

  • Il decreto legge entra in vigore, con forza di legge, appena pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale (senza attendere i “canonici” 15 giorni di vacatio) e ha una validità di 60 giorni, decorsi i quali o è convertito in legge dal Parlamento o decade automaticamente con efficacia ex tunc.
  • Per tutelare i rapporti giuridici eventualmente sorti sulla base delle disposizioni contenute in un decreto legge non convertito, le Camere possono deliberare leggi, cc.dd.

leggi di sanatoria, che facciano salvi alcuni effetti di quest’ultimo (d. art.77, comma 3 Cost.).

Chi esercita il potere esecutivo?

Potere esecutivo: presidente del consiglio dei ministriIl potere esecutivo costituisce il potere di applicare le leggi e spetta al presidente del consiglio dei ministri.

Come funziona la proposta di legge?

Qual è il procedimento per approvare una legge? – In ciascun ramo del Parlamento (Senato o Camera), i parlamentari possono presentare una proposta di legge. La camera quindi incarica le commissioni competenti di discutere le materie trattate. Trovato l’accordo e approvato il testo in commissione, viene presentato in aula, discusso e infine votato dall’Assemblea.

Chi firma le leggi?

Termini – Secondo l’art 73 della Costituzione, le leggi sono promulgate dal Presidente della Repubblica entro un mese dalla loro approvazione, a meno che le Camere, entrambe a maggioranza assoluta dei componenti, ne dichiarino l’urgenza fissando nella legge stessa il limite temporale da rispettare.

Chi ha più possibilità di vincere le elezioni?

Il sondaggio del 5 settembre: cresce FdI, calano PD e Lega – Per le elezioni del 25 settembre la favorita continua a essere la coalizione di centrodestra. Lo dice il sondaggio realizzato dall’istituto di ricerca Quorum/YouTrend per Sky TG24. Rispetto all’ultima rilevazione il centrodestra cala al 47,3% (era al 48,5% la scorsa settimana) così come il centrosinistra scende al 28,5% (era al 29,5% la scorsa settimana).Nel dettaglio, Fratelli d’Italia resta il primo partito con al 24,2% (24,1% nella precedente rilevazione), seguito dal Partito Democratico al 21,9% (22,3%).

Che percentuale ci vuole per entrare in Parlamento?

Italia – La Legge elettorale italiana del 2005, il cosiddetto Porcellum, reintroducendo il sistema elettorale proporzionale dopo 12 anni (cioè dopo la Legge Mattarella che aveva invece introdotto un sistema misto) contemplava per l’elezione della Camera tre diverse soglie di sbarramento: al 4% per i partiti non coalizzati, al 2% per i partiti coalizzati, al 10% per le coalizioni, mentre al Senato le soglie erano diverse, 8% per i partiti non coalizzati, 3% per i partiti coalizzati e 20% per le coalizioni.

La Legge elettorale del 6 maggio 2015, n.52, c.d. Italicum, nella sua versione definitiva, che non prevedeva coalizioni, aveva introdotto invece una soglia di sbarramento del 3% per tutti i partiti alla Camera dei Deputati (in una prima versione era invece prevista una soglia di sbarramento nazionale al 12% per le coalizioni, al 4,5% per i partiti coalizzati e all’8% per i partiti non coalizzati).

La legge elettorale approvata nell’ottobre 2017 e ribattezzata Rosatellum bis prevede invece una soglia di sbarramento nella quota proporzionale pari al 3% su base nazionale, sia al Senato sia alla Camera. In alternativa sono comunque ammessi i partiti che hanno raggiunto il 20% su base regionale: questo criterio si applica in linea generale al Senato, e per le sole minoranze linguistiche alla Camera.

Quanto vale il premio di maggioranza?

Grecia – Dal ripristino della democrazia parlamentare nel 1974 e fatta salva una breve interruzione a cavallo tra gli anni ottanta e gli anni novanta, la Grecia è dotata di un sistema elettorale di tipo proporzionale rinforzato, che cioè prevede un premio di maggioranza in quota fissa a beneficio della lista che ottiene la maggioranza relativa,

  • Negli anni, l’entità del premio di maggioranza e le condizioni per ottenerlo sono mutate più volte.
  • La legge elettorale del 2007, impiegata per la prima volta nelle elezioni del maggio 2012, prevede l’assegnazione di un bonus di 50 seggi, su un totale di 300, alla lista più votata, che pertanto raggiunge la maggioranza assoluta dei seggi solo se ottiene circa il 40% dei voti.
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Il premio di maggioranza è stato tuttavia abrogato nel 2016,

Su cosa è il referendum?

Attraverso il referendum il cittadino partecipa attivamente alla decisione politica, la integra, la modifica, la abroga, o esprime comunque un parere su un determinato tema. Con il referendum il cittadino, oltre ad essere più attivo e partecipe, acquisisce responsabilità e consapevolezza diventando protagonista del processo democratico del proprio Paese.

Referendum Consultivo

È la tipologia meno vincolante di referendum. Con questo strumento il cittadino è chiamato ad esprimere un parere su una determinata questione. Il risultato di questo referendum non è però vincolante per il legislatore il quale può non tener conto dell’esito della consultazione senza che vi siano conseguenze giuridiche derivanti da tale scelta.

Referendum confermativo

Con questo tipo di referendum i cittadini sono chiamati a decidere sull’entrata in vigore di una norma. La votazione popolare avviene, infatti, dopo l’approvazione della legge da parte del Parlamento. La legge entra in vigore solo se confermata dal referendum.

Referendum abrogativo

È uno strumento con il quale i cittadini possono chiedere l’abrogazione totale o parziale di una legge. Se il referendum ha un esito positivo ne consegue che la norma oggetto della consultazione popolare sarà espunta dall’ordinamento. La Costituzione italiana disciplina il referendum abrogativo all’art.75,

Referendum propositivo

In genere è uno strumento strettamente collegato con il potere di iniziativa legislativa. Con questo istituto i cittadini, dopo aver raccolto un certo numero di firme, possono presentare una proposta di legge con l’intenzione di sottoporla alla consultazione popolare.

  1. A seguito dell’iniziativa legislativa, in alcuni ordinamenti, il testo di legge presentato viene sottoposto agli elettori che possono o meno approvarlo.
  2. In altre esperienze la procedura è più complessa: il testo depositato dai cittadini viene discusso dal Parlamento; se entro un certo periodo di tempo la proposta è approvata non si tiene alcun referendum; se la proposta non è approvata si tiene il referendum sul testo presentato; se invece il Parlamento approva un testo alternativo, i cittadini possono essere chiamati al voto per decidere quale dei due testi preferiscono.

I referendum possono essere ulteriormente classificati in:

Referendum obbligatori

Sono referendum previsti dalla legge o dalla Costituzione come obbligatori per prendere una determinata decisione. Nell’ordinamento italiano ad esempio, sono obbligatorie le consultazioni previste dall’articolo 132 della Costituzione che riguardano la modifica territoriale delle Regioni o delle Province.

Referendum facoltativi

Sono tutti quei referendum che non sono necessari per prendere una determinata decisione ma possono essere attivati su richiesta dei cittadini o dagli organi rappresentativi. I referendum facoltativi possono essere a loro volta classificati in:

Referendum “dal basso”

I referendum vengono chiamati “dal basso” quando sono i cittadini che, in genere attraverso una raccolta di firme, possono chiedere l’attivazione dello strumento referendario.

Referendum “dall’alto”

I referendum vengono chiamati “dall’alto” quando sono gli organi rappresentativi ad attivare la procedura. Nell’Italia repubblicana una sola volta si è tenuto a livello nazionale un referendum “dall’alto”. Si tratta del referendum consultivo del 18 giungo 1989 con il quale i cittadini sono stati chiamati ad esprimersi sulla possibilità di conferire un mandato costituente al Parlamento europeo.

Per poter attivare questo referendum il Parlamento ha dovuto approvare un’apposita legge costituzionale (legge cost.3 aprile 1989, n.2). È diffusa l’opinione che solo i referendum “dal basso” possono essere considerati strumenti “forti” di democrazia diretta poiché i cittadini stessi chiedono di poter decidere su un determinato tema.

I referendum “dall’alto”, invece, in alcuni casi e in determinate circostanze possono assumere i connotati di un procedimento plebiscitario, utilizzato dal potere politico per legittimare talune scelte.

Chi può indire un referendum?

Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti. –

Nell’ambito del procedimento di revisione della Costituzione e di approvazione di leggi costituzionali, si inserisce il referendum costituzionale. L’art.138 Cost. prevede che le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali possono essere sottoposte a referendum nei casi in cui, pur essendo state approvate nella seconda votazione a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera, non abbiano però ottenuto il voto favorevole di almeno i due terzi dei componenti stessi.

In questo caso non si tratta di un’approvazione definitiva: il testo approvato dal Parlamento è pubblicato per notizia sulla Gazzetta Ufficiale in modo da darne la massima pubblicità. Entro tre mesi da questa data, può così essere chiesto un referendum costituzionale per sottoporre il testo ad approvazione popolare.

Lo possono richiedere gli elettori stessi, con la raccolta di cinquecentomila firme, o cinque Consigli regionali oppure un quinto dei membri di una delle due Camere. Per la validità del referendum non è richiesto un quorum minimo di votanti. È sufficiente che i consensi superino i voti sfavorevoli.

Se il risultato della consultazione è positivo il Capo dello Stato promulga la legge; in caso contrario è come se la legge stessa non avesse mai visto luce e l’esito della consultazione è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale. Sono esempi di questo referendum quello del 7 ottobre 2001 di Modifica al titolo V della parte seconda della Costituzione che ha avuto esito confermativo della legge approvata dal Parlamento; quello del 4 dicembre 2016 recante Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte seconda della Costituzione, che ha visto respinta la riforma approvata dal Parlamento.

L’art.138 Cost. riguarda anche le Regioni a statuto speciale, in quanto il loro statuto è approvato con legge costituzionale. Torna all’inizio del contenuto

Quali sono i quorum costitutivo?

Quorum assembleari – Assemblea straordinaria di SPA –

PRIMA CONVOCAZIONE SECONDA CONVOCAZIONE
Quorum Costitutivo – Non previsto espressamente, ma si ricava dal quorum deliberativo previsto, sarà sempre necessaria la presenza di almeno la metà del capitale sociale. Quorum Costitutivo – Partecipazione di oltre un terzo del capitale sociale.
Quorum Deliberativo – Voto favorevole di più della metà del capitale sociale, salvo che lo statuto richieda una maggioranza più elevata. Quorum Deliberativo – Voto favorevole di almeno due terzi del capitale rappresentato in assemblea.

Lo statuto può prevedere maggioranze più elevate, ad eccezione dell’approvazione del bilancio e per la nomina/revoca delle cariche sociali, delibere talmente essenziali per la vita sociale che se non venissero assunte potrebbero anche portare in scioglimento la società.

Che cosa dice l’articolo 70?

La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere.