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Legge Antisuicidi Come Funziona?

Legge Antisuicidi Come Funziona
La legge anti suicidi, tramite l’ esdebitamento esdebitamento L’ esdebitazione, nel diritto italiano, è il beneficio della liberazione dei debiti non onorati, al termine di una procedura fallimentare, che si concede al fallito, persona fisica, in presenza di particolari requisiti oggettivi e soggettivi. https://it.wikipedia.org › wiki › Esdebitazione

Esdebitazione – Wikipedia

, può essere usata per liberarsi dai debiti delle cartelle Equitalia. Questa legge permette ai soggetti non fallibili (quindi anche ai privati ed alle aziende agricole), di trovare un accordo con i creditori davanti al Giudice tramite una sentenza di sovraindebitamento.
Legge 3/2012 salva suicidi: cos’é e quali sono i costi da sostenere. La Legge n.3/2012 (detta anti suicidi) consente di porre rimedio alle situazioni di Sovraindebitamento offrendo al debitore la possibilità di pagare a rate sia i creditori sia gli avvocati incaricati.

  • Molto Spesso chi ha debiti, per ingenuità, per orgoglio o per vergogna, aspetta molto tempo prima di rivolgersi ad un professionista, con la speranza di risolvere in modo autonomo la propria situazione di crisi.
  • Purtroppo in questi casi l’unico modo per uscire dal vortice dei debiti è affrontare il problema, informarsi sulle possibili strade da intraprendere e chiedere aiuto ad un esperto del settore.
  • Se stai leggendo questo articolo probabilmente qualcuno ti ha parlato o ti ha consigliato di utilizzare la legge 3 /2012 per risolvere i tuoi problemi di debito/sovraindebitamento.
  • Nella speranza di farti apprendere nuovi contenuti e/o chiarirti i dubbi sull’argomento, oltre ad augurarti una buona lettura, ti invito a contattarmi per formulare eventuali domande.
  • SOMMARIO,
  • Legge 3/2012, Cos’è
  • Introduzione all’argomento;
  • Definizione;
  • A chi è rivolta;
  • I vantaggi
  • Le fasi della procedura.
  • I Costi 
  • La nomina del Gestore;
  • Onorari dell’OCC
  • Compenso avvocato
  1. Legge 3/2012, Cos’è
  2. Introduzione all’argomento.
  3. La Legge 3/2012 consente, alle persone fisiche, ai professionisti e agli imprenditori non fallibili che si trovano in stato di sovraindebitamento la possibilità di ridurre debiti.

Ad esempio un debito di € 30.000,00 può essere ridotto a metà (€ 15.000,00) e pagato a rate mensili di €200,00. Supponendo, a fronte di uno stipendio di € 1.200,00, il contemporaneo rimborso di 5 finanziamenti e che ognuno di questi preveda una rata mensile di € 200,00 (per un esborso totale di € 1.000,00) e che – oltre alle suddette rate – debbano essere sostenuti ulteriori costi (canone di locazione, spese mediche, mantenimento ecc.) come è possibile pagare sia i debiti sia le spese per la sopravvivenza?

  • Scontata è la risposta: impossibile!
  • La legge salva suicidi permette al debitore di proporre un piano di ristrutturazione dei debiti pagando quello che effettivamente può pagare.
  • La procedura di sovraindebitamento, infatti, tiene conto dei costi per la sopravvivenza che, quindi, devono essere necessariamente garantiti a prescindere dall’entità del debito.
  • In altri termini, il piano di ristrutturazione dei debiti depositato in Tribunale è approvato solo se può assicurare la dignitosa sopravvivenza al debitore e a tutta la sua famiglia in quanto, oltre alla percentuale dovuta ai creditori, stabilisce l’entità dei costi destinati al sostentamento.
  • Definizione

L’art.6, comma 2, lett. a) della Legge 3/2012 definisce il Sovraindebitamento come: “la situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte, che determina la rilevante difficoltà di adempiere le proprie obbligazioni, ovvero la definitiva incapacità di adempierle regolarmente”.

  1. È bene evidenziare che la “la legge salva suicidi” non è un rimedio a cui ricorrere ogni volta in cui il peso dei debiti diventa insostenibile poiché l’accesso è consentito solo a chi possiede determinati requisiti.
  2. A chi è rivolta
  3. L’ accesso alle procedure previste dalla Legge 3/2012 è consentito a tutti coloro che non rientrano nelle disposizioni previste dalla legge fallimentare. Nello specifico, i soggetti non fallibili (non soggetti né assoggettabili alla procedura fallimentare) sono:
  4. – i consumatori, ossia i debitori civili che non esercitano attività di impresa (es. lavoratore, pensionato, disoccupato);

– imprenditori commerciali non fallibili per mancanza di requisiti (imprenditori sotto soglia: attivo patrimoniale <=300.000 + ricavi <=200.000 + debiti <= 500.00) nei tre esercizi precedenti l'istanza di fallimento;

  • – enti non commerciali;
  • – imprenditori agricoli;
  • – lavoratori autonomi e associazioni professionali;

– start up innovative di cui all’art.31, D.L.n.179/2012.

  1. I vantaggi
  2. Il debitore può ottenere una riduzione dei debiti con possibilità di pagarli nel tempo attraverso un’unica rata mensile.
  3. In altre parole, anziché pagare più rate, ognuna delle quali è destinata al rimborso di un singolo creditore, il debitore in difficoltà può vedersi riconosciuto il diritto di unire tutte le anzidette rate in un’unica “uscita mensile”.
  4. Questo risultato è ottenuto attraverso la diminuzione degli importi delle singole esposizioni debitorie (laddove possibile) e stabilendo la percentuale di reddito da utilizzare per il sostentamento del debitore e della sua famiglia.
  5. Attraverso la legge 3/2012 è inoltre possibile sospendere le azioni esecutive (pignoramento dello stipendio/pensione, aste immobiliari) e bloccare le trattenute derivanti dalle cessioni volontarie.
  6. Per ottenere questi benefici occorre dimostrare di essere un debitore incolpevole.
  7. Con estrema semplificazione del concetto di “meritevolezza” si può dire che il debitore ha il diritto di accedere ai vantaggi offerti dalla procedura solo dimostrando che nel momento in cui richiedeva un finanziamento era perfettamente in grado di poterlo onorare e che, solo successivamente e a causa di eventi imprevisti, come la perdita del posto di lavoro o la riduzione dello stipendio, veniva costretto all’ interruzione dei pagamenti.
  8. Chiaramente sono esclusi dalla procedura tutti coloro che, volontariamente e senza giustificato motivo, hanno creato la situazione di sovraindebitamento.
  9. Le fasi della procedura
  10. Le fasi della procedura possono essere così suddivise:
  • Raccolta dei documenti: per valutare se il debitore possa accedere alla procedura e se il piano di ristrutturazione dei debiti proposto sia fattibile occorre ricostruire la “storia del debito” descrivendo dettagliatamente i fatti e i motivi che hanno condotto il debitore allo stato di sovraindebitamento. A tal fine, oltre alla raccolta dei contratti, di eventuali atti giudiziari notificati e delle carte comprovanti le spese sostenute è necessario fornire informazioni dettagliate riguardo la situazione familiare, i redditi percepiti e i beni di proprietà.
  • Predisposizione di un piano: la legge 3/2012 prevede differenti procedure, quindi, per prima cosa è necessario affidarsi ad un esperto del settore per un consiglio sulla strategia più adatta al caso concreto. Ovviamente la via per ottenere maggiori vantaggi può essere individuata solo all’esito di un’accurata analisi dei documenti raccolti;
  • Nomina del Gestore: il debitore, anche autonomamente, può richiedere all’Organismo di Composizione della Crisi la nomina del Gestore. Solo nella fase successiva è necessaria l’assistenza di un Avvocato. Nonostante ciò è consigliabile, per via della complessità della procedura, rivolgersi, fin dall’inizio, ad un legale esperto in materia.
  • Deposito del Piano in Tribunale: A seguito della verifica, da parte del Gestore nominato, della sussistenza dei requisiti di legge e della sostenibilità della procedura, il piano viene trasmesso al Tribunale per la valutazione del Giudice.
  • I costi
  • La nomina del Gestore
  • Per accedere alla procedura è necessaria la nomina di un Gestore della Crisi da Sovraindebitamento.
  • La nomina può essere richiesta con due modalità differenti:
  • Con il deposito di un’apposita istanza alla Cancelleria della Volontaria Giurisdizione del Tribunale competente. In questo caso i costi previsti sono limitati al pagamento di un contributo unificato pari a € 98,00 e di una marca da bollo di € 27,00. Tale modalità di nomina, ad oggi è un’ipotesi residuale, infatti, laddove all’interno del Tribunale sia stato costituito un Organismo occorre rivolgersi a quest’ultimo.
  • Direttamente all’Organismo di Composizione della Crisi da Sovraindebitamento. Solitamente l’Organismo ha la propria sede presso l’Ordine degli Avvocati o dei Commercialisti del luogo di residenza del debitore. In tale ipotesi è l’Organismo stesso a provvede a nominare, tra i professionisti che ne fanno parte, chi svolgerà la funzione di Gestore e i costi si aggirano intorno a € 200,00.
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Onorari dell’OCC L’onorario dell’Organismo di Composizione della Crisi varia a seconda del caso presentato poiché viene calcolato su una percentuale dell’attivo (ad es. redditi, beni di proprietà, quote societarie) e una percentuale del passivo (i debiti), oltre le spese generali.

  1. È possibile, tuttavia, concordare nella fase iniziale i compensi dovuti e distribuire gli stessi all’interno del piano.
  2. In altri termini, talvolta, anziché corrispondere un acconto per iniziare la procedura – a prescindere dall’esito, positivo o negativo, della stessa – con le opportune accortezze, il difensore del debitore e l’OCC stabiliscono che l’onorario del Gestore sia percepito solo in prededuzione.
  3. In quest’ultima ipotesi si viene a determinare una sorta di compenso sul risultato raggiunto.
  4. Compenso avvocato

Il compenso dell’avvocato invece, è determinato sulla base dei parametri previsti dal d.m.n.55 del 2014 che all’art 19 stabilisce che “ai fini della liquidazione del compenso si tiene conto delle caratteristiche, dell’urgenza, del pregio dell’attività prestata, dell’importanza dell’opera, della natura, della difficoltà e del valore dell’affare, della quantità e qualità delle attività compiute, delle condizioni soggettive del cliente, dei risultati conseguiti, del numero e della complessità delle questioni giuridiche e in fatto trattate” Ovviamente in base alla complessità del caso sarà previsto un differente onorario, tuttavia, ai fini della determinazione dello stesso si tiene conto anche dell’art 21 d.m.n.55 del 2014 il quale prevede che “Per l’assistenza in procedure concorsuali giudiziali e stragiudiziali si ha riguardo all’entità del passivo del cliente debitore”.

  • L’aiuto di un professionista esperto è fondamentale per valutare se la “legge salvasuicidi” sia lo strumento adatto a risolvere il problema, poiché in assenza dei requisiti di legge le proposte presentate non verranno accolte.
  • È bene precisare, inoltre, che oltre ai costi anche i tempi sono variabili e che lo spirito collaborativo o meno del debitore potrebbe fare la differenza.
  • Avv. Debora Castellani

: Legge 3/2012 salva suicidi: cos’é e quali sono i costi da sostenere.

Come funziona la procedura di esdebitazione?

Esdebitazione disciplinata dagli artt.142 e ss Legge fallimentare – L’ esdebitazione del fallito consiste nella definitiva liberazione del debitore da qualsiasi debito rimasto non pagato dopo la chiusura del fallimento, consentendogli in questo modo di recuperare la capacità di svolgere una nuova attività economica.

  1. Quanto ai termini di applicabilità dell’esdebitazione fallimentare, la legge ne esclude l’applicabilità ai fallimenti chiusi prima dell’entrata in vigore della riforma della L.
  2. Fallimentare, ossia sei mesi dopo la sua pubblicazione in GU (16.07.2006).
  3. Può quindi essere attivabile in relazione a fallimenti avviati prima dell’entrata in vigore della riforma, sempre che la relativa Istanza si presentata entro un anno dalla chiusura del fallimento.

Quanto ai presupposti oggettivi dell’esdebitazione ex legge fallimentare, condizione fondamentale per proporre la domanda di esdebitazione è la soddisfazione almeno parziale dei creditori ammessi.

Chi può accedere alle procedure di sovraindebitamento?

Requisiti del debitore per la composizione della crisi da sovraindebitamento Possono accedere alla procedura coloro che si trovano in una condizione di sovraindebitamento, cioè in uno ” stato di difficoltà economico-finanziaria che rende probabile l’insolvenza che si manifesta con inadempimenti o altri fatti esteriori i quali dimostrino che il/la debitore/debitrice non è più in grado di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni.” Sono ammessi alla procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento:

  • Imprese minori;
  • Imprese agricole;
  • Imprese start up innovative;
  • Consumatori/consumatrici;
  • Professionisti/e, artisti/e o lavoratori/lavoratrici autonomi/e;

Le imprese minori devono adempiere le condizioni seguenti:

  1. Nei tre esercizi antecedenti la data di deposito dell’istanza di accesso alla procedura di gestione del sovraindebitamento l’impresa non deve aver avuto un attivo patrimoniale di ammontare complessivo annuo superiore a 300.000 EUR.
  2. Nei tre esercizi antecedenti la data di deposito dell’istanza di accesso alla procedura di gestione del sovraindebitamento l’impresa non deve avere realizzato ricavi lordi superiori a 200.000 EUR all’anno.
  3. l’impresa deve avere un ammontare di debiti, anche non scaduti, inferiore a 500.000 EUR.
  • Le imprese agricole sono quelle imprese che svolgono le attività agricole definite dall’art.2135 codice civile
  • Le imprese start-up innovative sono le imprese che hanno i requisiti previsti dalla legge e sono iscritte nella sezione speciale del registro imprese.
  • I/Le consumatori/consumatrici sono le persone fisiche che agiscono per scopi estranei all’attività imprenditoriale, commerciale, artigiana o professionale eventualmente svolta, anche se soci/e di una società in accomandita semplice, società in nome collettivo o società in accomandita semplice per azioni, per i debiti estranei a quelli sociali.
  • I/Le liberi/e professionisti/e, artisti/e oppure lavoratori/lavoratrici autonomi/e sono coloro che non svolgono attività di impresa.
  • L’istanza di ammissione alla procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento non è ammissibile quando il debitore/la debitrice:
  • è soggetto/a o assoggettabile alla liquidazione giudiziale ovvero alla liquidazione coatta amministrativa o ad altre procedure liquidatorie previste dal Codice civile o da leggi speciali per il caso di crisi o insolvenza;
  • è già stato esdebitato nei cinque anni precedenti alla presentazione della domanda;
  • ha già beneficiato dell’esdebitazione per due volte;
  • ha causato la situazione di sovraindebitamento con colpa grave, malafede o frode o ha commesso atti diretti a frodare le ragioni dei creditori;
  • ha presentato una documentazione che non consente di ricostruire compiutamente la sua situazione economica e patrimoniale.
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crisi di sovraindebitamento sono previsti quattro procedimenti :

  • Ristrutturazione dei debiti del consumatore
  • Concordato minore
  • Liquidazione controllata dei beni
  • Esdebitazione del debitore/della debitrice incapiente

Inoltre, i membri della famiglia possono presentare congiuntamente una domanda all’Organismo di sovraindebitamento se la crisi è riconducibile ad un’origine comune. Per membri della famiglia si intendono: coniuge, parenti fino al quarto grado, affini fino al secondo grado, parte dell’unione civile e convivente di fatto ai sensi delle disposizioni di legge.

Chi può accedere all esdebitazione?

Requisiti per l’esdebitazione di diritto del debitore incapiente – Vi sono anche altri requisiti, necessari per poter accedere alla procedura dell’ esdebitazione di diritto del debitore incapiente, Infatti, trattandosi di un rimedio particolarmente favorevole al debitore, al quale è consentita in sostanza una ripartenza da zero (la c.d.

fresh start), la legge ha previsto dei paletti molto stretti per l’accesso. Ciò è dovuto anche al fatto che, a differenza delle altre procedure previste dalla legge 3/2012, si tratta di un rimedio che lascia completamente insoddisfatte le pretese dei creditori. Proprio per questo, un limite molto rilevante è rappresentato dal fatto che tale esdebitazione può essere richiesta una sola volta nella vita,

Inoltre, per i primi quattro anni successivi alla concessione della misura, la situazione patrimoniale e finanziaria del debitore rimarrà costantemente monitorata dal giudice (o da un suo delegato) perché, se dovessero sopraggiungere nuove entrate rilevanti, il debitore sarà tenuto ad utilizzarle per pagare, almeno parzialmente, i creditori.

Perché l esdebitazione venga concessa?

Domanda di: Cirino Ferrari | Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023 Valutazione: 4.8/5 ( 48 voti ) Infatti consente al debitore fallito il beneficio della liberazione dai debiti residui nei confronti dei creditori concorsuali a determinate condizioni. L’istituto agevola dunque l’imprenditore fallito nella ripresa della sua attività, consentendogli una liberazione dai debiti residuati dal fallimento.

Quanto dura la pratica di sovraindebitamento?

Quanto dura la procedura del sovraindebitamento? – tale fase in ogni modo non ha dei termini previsti dalla normativa e può durare dai 2-3 mesi ai 6-7 mesi (o più in casi eccezionalmente complessi).

Quanto dura una causa di sovraindebitamento?

Quanto dura piano del consumatore? – Qual è la durata del piano del consumatore? La Legge sul sovraindebitamento, incluso il piano del consumatore, prevede una durata dei piani o accordi entro i termini di cinque-sette anni dall’omologa, ossia dall’accettazione del piano da parte del Giudice.

Come si fa quando non si riescono più a pagare i debiti?

Ricorda cosa abbiamo detto, i 10 anni scattano dall’ultima volta che il creditore ha esercitato il suo diritto. – Puoi stare certo che una banca o una finanziaria, non farà mai scadere i termini. Può anche dormire per più di 9 anni, ma basta che qualche giorno prima della scadenza dei termini ti faccia arrivare una raccomandata ed ecco che magicamente i 10 anni si rinnovano immediatamente.

Se invece, sei certo che nei 10 anni previsti, la finanziaria non ti ha cercato, allora puoi avere il diritto alla prescrizione rivolgendoti al giudice. La legge dice che se una banca, una finanziaria, un fornitore o persino Equitalia, ti richiede il pagamento di un debito dopo che è trascorso il tempo previsto, se vuoi opporti e non pagare devi chiedere ad un giudice di annullare la loro richiesta perché il debito è scaduto, è prescritto.

Quindi non è vero che il debito si cancella in automatico al massimo è un giudice che lo dichiara prescritto. Sai cosa significa questo? Che è quasi impossibile che tu abbia ricevuto un decreto ingiuntivo per un debito che non devi pagare davvero. Perché banche, finanziarie, Equitalia etc, sanno perfettamente come funzionano le cose e non fanno quasi mai errori grossolani del genere.

Cosa succede se non si paga alla società di recupero crediti?

Le bugie delle società di recupero crediti – Molti operatori di società di recupero crediti cercano di far impaurire il debitore per ottenere il pagamento. Le frasi più ricorrenti che utilizzano sono le seguenti: “Se non paghi arriva l’ufficiale giudiziario a casa” Non è vero perché prima che arrivi l’ ufficiale giudiziario è necessario fare una causa quindi non aver pagato almeno 6/8 mesi, aver ricevuto la comunicazione di decadenza del beneficio del termine, aver ricevuto una messa in mora da uno studio legale, aver ricevuto la notifica del decreto ingiuntivo, non aver fatto opposizione nei 40 giorni, aver ricevuto la notifica dell’ atto di precetto e successivamente viene notificato il pignoramento,

  1. Spesso per completare questo iter ci vogliono almeno 2 anni dal mancato pagamento della prima rata.
  2. Se ci sono interessi illegittimi e li contesti può passare ancora altro tempo.
  3. Se non paghi arriva l’ipoteca sulla casa e viene messa all’asta” Non è vero perché prima di iscrivere un’ipoteca ci vuole un titolo esecutivo e per averlo si deve seguire la procedura spiegata al punto precedente.
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“Se non paghi vieni iscritto nella centrale rischi della banca d’Italia e alla Crif” Questa affermazione è vera ma non rappresenta un grande problema perché se hai delle difficoltà nei pagamenti hai ben altri problemi e poi dalla Crif si viene cancellati automaticamente dopo un periodo prefissato; “Se non paghi viene l’esattore a casa” Le società di recupero crediti hanno dei dipendenti per tentare di ottenere il pagamento presso il domicilio del debitore.

  1. Si tratta di soggetti privati, privi di alcuna qualifica di pubblico ufficiale.
  2. È tuttavia diritto del debitore non aprire la porta o non fare entrare tale addetto.
  3. Il mancato pagamento dei debiti è un reato e si rischia il carcere” Al contrario, si tratta di un inadempimento di natura civilistica e non configura mai illecito penale.

Esso può dar luogo, al massimo, a un recupero crediti con l’ufficiale giudiziario. Il mancato pagamento può portare alla dichiarazione di fallimento: in realtà è sempre necessaria un’apposita procedura fallimentare, preceduta dall’emissione di un decreto ingiuntivo o di una sentenza che attesti l’esistenza del credito.

Come si fa il saldo e stralcio?

Cos’è la procedura di saldo e stralcio – Non è una eventualità remota che un soggetto, che chi ha contratto un mutuo per l’acquisto di una casa, a un certo punto non sia più in grado di fare fronte al debito (es. perché ha perso il lavoro nel frattempo).

  1. Se la banca non riesce a rientrare in possesso dell’importo erogato, avvia la procedura esecutiva forzata per pignorare l’immobile e venderlo all’asta, allo scopo di recuperare almeno in parte l’importo del prestito.
  2. Si tratta di una situazione molto problematica, in primis per il debitore che rischia di perdere la propria abitazione, e che per giunta potrebbe non mettere insieme con la vendita all’asta la somma necessaria a placare tutti i debitori.

Può succedere quindi che il debitore non metta insieme una grossa somma nemmeno con la vendita della casa all’asta, e che finisca per continuare a sopportare dei debiti. Per esempio, le aste possono andare deserte, e ciò comporta una ulteriore riduzione dell’importo di vendita dell’immobile nelle occasioni successive.

Non si tratta comunque di un quadro nel quale devono trovarsi per forza tutti i debitori insolventi. La procedura di saldo e stralcio permette di vendere l’immobile prima di trovarsi nel corso dell’asta giudiziaria, bloccando il decorso del processo esecutivo. L’operazione di saldo e stralcio consiste nel pagamento di un importo inferiore a quello originale per saldare il debito all’istituto creditore.

I creditori possono accettare appunto tale importo minore per “stralciare” una volta per tutto il debito. É sempre possibile avviare una procedura di saldo a stralcio vendendo il proprio immobile anche se è già oggetto di una procedura esecutiva da parte del tribunale di competenza.

Una volta concluso l’accordo, si procede a controllare che il creditore abbia rinunciato o estinto eventuali procedure giudiziali di recupero del credito pregresso. La procedura di saldo e stralcio, per essere attuata, richiede che il debitore fornisca la delega al consulente per trattare a suo nome.

Questo si rivolge alla banca e offre un importo inferiore di almeno il 40% del valore di mercato. Il “trucco” consiste nell’offrire una somma piuttosto bassa per trarre un guadagno apprezzabile dall’operazione.

Chi può accedere alla legge 3 del 2012?

Legge 3/2012: cos’è – Introduzione all’argomento La Legge 3/2012 consente, alle persone fisiche, ai professionisti e agli imprenditori non fallibili che si trovano in stato di sovraindebitamento la possibilità di ridurre debiti, Ad esempio un debito di € 30.000,00 può essere ridotto a metà (€ 15.000,00) e pagato a rate mensili di € 200,00.

Supponendo che il debitore abbia richiesto 5 finanziamenti e ognuno di questi preveda un rimborso mensile di € 200,00 per un esborso totale di € 1.000,00 e che, con uno stipendio di € 1.200,00 oltre alle suddette rate debba pagare altre spese (canone di locazione, spese mediche, mantenimento ecc.) com’è possibile onorare tutti i debiti e sostenere le spese per la sopravvivenza? Scontata è la risposta: impossibile! La legge salva suicidi permette al debitore di proporre un piano di ristrutturazione dei debiti pagando quello che effettivamente può pagare.

La procedura di sovraindebitamento, infatti, tiene conto dei costi per la sopravvivenza che, quindi, devono essere necessariamente garantiti a prescindere dall’entità del debito. In altri termini, il piano di ristrutturazione dei debiti depositato in Tribunale è approvato solo se può assicurare la dignitosa sopravvivenza al debitore e a tutta la sua famiglia in quanto, oltre alla percentuale dovuta ai creditori, stabilisce l’entità dei costi destinati al sostentamento.

  • Definizione L’art.6, comma 2, lett.
  • A) della Legge 3/2012 definisce il Sovraindebitamento come: ” la situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte, che determina la rilevante difficoltà di adempiere le proprie obbligazioni, ovvero la definitiva incapacità di adempierle regolarmente “.

Il sovraindebitamento non è altro che la condizione di coloro che non riescono a ripagare i propri debiti per insufficienza di risorse economiche disponibili. Tale situazione può derivare da eventi imprevisti (es. perdita del posto di lavoro, motivi di salute) o dall’eccessivo e ingiustificato ricorso al credito.