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Parole Con Un Come Articolo?

Parole Con Un Come Articolo
Domanda a scelta multipla Secondo voi, dove abita Elisa? In una villetta bifamiliare in periferia. In un appartamento nel centro storico di Bologna. In un palazzo in periferia. Domanda a scelta multipla Secondo voi, dove abita Tarcisio? Rileggete il testo che parla della tipologia della casa e inserite gli articoli indeterminativi davanti alle seguenti parole. palazzo a cinque piani. castello medioevale. edificio. appartamento. Osservate la parola e segnate la casella corrispondente. È una parola che inizia per vocale. È una parola che inizia per consonante. È una parola che inizia per vocale. È una parola che inizia per consonante. È una parola che inizia per vocale. È una parola che inizia per consonante. È una parola che inizia per vocale. È una parola che inizia per consonante. Riflessione Queste parole richiedono l’articolo ” un “: un palazzo – un castello – un edificio – un appartamento Che cos’hanno in comune queste parole? Maschile o femminile? Casa, villa e palazzina sono parole, Singolare o plurale? Casa, villa e palazzina sono al, Vocale o consonante? Casa, villa e palazzina iniziano per, Riflessione Queste parole richiedono l’articolo ” una “: una casa, una villa, una palazzina Che cos’hanno in comune queste parole? Domanda vero-falso Abitazione e automobile sono parole maschili. Vero Falso Abitazione e automobile sono parole femminili. Vero Falso Abitazione e automobile sono al singolare. Vero Falso Abitazione e automobile sono al plurale. Vero Falso Abitazione e automobile iniziano per vocale. Vero Falso Riflessione Queste parole richiedono l’articolo ” un’ “: un’abitazione – un’automobile Che cos’hanno in comune queste parole? L’articolo un viene usato prima di parole maschili che cominciano per consonante o per vocale. L’articolo una viene usato prima di parole femminili che cominciano per consonante. L’articolo un’ viene usato prima di parole femminili che cominciano per vocale. Attenzione! Davanti a parole maschili che cominciano per vocale usiamo l’articolo un (senza l’apostrofo). Un o un’? Completate le frasi con un o un’, Marco ha comprato automobile rossa. Marta è alunna del corso di Lettere. Jacopo è alunno del corso di Psicologia. Conosco uomo che lavora in ufficio vicino a casa tua. Canzone per amica è una canzone di Francesco Guccini. Imparare è esperienza; tutto il resto è solo informazione. (Albert Einstein) Nelle case italiane c’è ingresso.

Come usare l’articolo un?

L’articolo indeterminativo indica una cosa generica, indefinita, che si considera come non ancora nota; la sua funzione quella di introdurre nel discorso un nome di cui non si era parlato in precedenza.

Es. Chiamer un medico. Ci riferiamo a un medico qualsiasi, non ancora identificato.

T alvolta l’articolo indeterminativo designa il tipo, la categoria, la specie ed equivale a “ogni”.

Es. Un giovane manca sempre d’esperienza. Forme: UN, DEI, DEGLI: si usa un davanti ai nomi maschili che cominciano per consonante ( un bambino, un gatto, un triangolo, ) o per vocale ( un amico, un insetto, un oste, ). Davanti alle consonanti il plurale corrispondente dei ( dei bambini, dei gatti, ), mentre davanti alle vocali degli ( degli amici, degli osti, ). UNO, DEGLI: si usa uno davanti ai nomi maschili comincianti con s impura, z, x, pn,ps, gn, sc, i semiconsonante ( uno screzio, uno zufolo, ). Il corrispondente plurale degli ( degli screzi, degli zufoli, ). UNA, UN’, DELLE: si usa una davanti ai nomi femminili ( una scarpa, una giacca, ). Se il nome comincia con una vocale, si elide in un’ ( un’anima, un’ape, un’isola, ). Il plurale per entrambi delle ( delle scarpe, delle giacche, delle anime, delle api, delle isole, ).

Quando ci vuole l’apostrofo con un?

Si scrive un’altra o un altra? Un amico o un’amico? Impariamo quando si deve mettere questo benedetto apostrofo e quando, invece, non serve. Ecco la miniguida di Focus Junior per evitare errori da. “penna rossa”! – Alzi la mano chi non si è mai trovato, durante un dettato o nel bel mezzo della scrittura di una lettera, perseguitato da questo dubbio: «ma qui ci vuole l’apostrofo oppure no?» Affrontiamo allora questo argomento interessante – e ricorrente, nella lingua italiana – e risolviamo le perplessità più comuni, Nell’ ortografia italiana, l’apostrofo si usa per eliminare la vocale finale di una parola che precede un’altra parola che inizia per vocale. Questa operazione viene chiamata elisione, Esempio: Lo albero > l’albero La amica > l’amica Quello oggetto > quell’oggetto Una amaca > un’amaca Ecco, soffermiamoci su quest’ultimo caso, il più insidioso: quello dell’apostrofo da usare – o non usare – dopo l’articolo indeterminativo un/uno seguito da un nome che inizia per vocale. Abbiamo detto che l’apostrofo serve a eliminare la vocale finale di una parola quando quella successiva inizia per vocale, UN O UN’ ? Se prendiamo l’articolo “un/una”, ci accorgiamo che è solo il femminile una che finisce per vocale (“uno”, infatti, viene utilizzato quando la parola successiva inizia con un gruppo consonantico). Siamo così arrivati alla regola: dopo un dovrete scrivere l’ apostrofo sempre e solo se la parola successiva è di genere femminile, In questo caso, infatti, la forma un deriva da una, la cui a finale cade per elisione davanti alla vocale successiva. Non si usa l’apostrofo invece, se la parola che segue l’articolo un è maschile, In quel caso, infatti, la “o” di un se ne è andata non per elisione, ma per troncamento, ossia la caduta di un elemento a fine parola, indipendentemente da come cominci quella successiva. Scriveremo, quindi: Un’estate, un’emozione, un’icona, un’eccezione, un’anta, un’oca, un’idea Un orologio, un elicottero, un incauto, un eremo, un elefante, un antipatico La stessa regola vale anche per gli aggettivi e i pronomi indefiniti che contengono un o un’. Diremo perciò: Qualcun’altra e qualcun altro Nessun’altra e nessun altro Vi siete chiariti le idee? Qui sotto altre utilissime guide della serie “Come si scrive?” Gli errori ortografici più comuni dell’italiano Altri dubbi di ortografia risolti Quando si usa l’accento e quando no? 02 marzo 2021

Che tipo di articolo e un?

Che cos’ l’articolo – L’ articolo la parte variabile del discorso che precede sempre il sostantivo, con il quale concorda in genere e numero. All’interno del sistema grammaticale, l’articolo un morfema, ovvero un’unit minima ed elementare di significato, e a ccompagna sempre il nome o un’altra parte del discorso che assume la stessa funzione del sostantivo all’interno della frase.

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articoli determinativi ( il, lo, la, i, gli, le ); articoli indeterminativi ( un, uno, una ); articoli partitivi ( del, dello, della, dei, degli, delle ).

Il tipo, il genere e il numero degli articoli, essendo una parte variabile del discorso, vengono sempre specificati durante lo svolgimento dell’analisi grammaticale, LEGGI ANCHE: Come si fa l’analisi di una poesia

Come si trova l’articolo?

Articoli determinativi, indeterminativi, partitivi Cos’è l’articolo? L’articolo è una parte variabile del discorso che viene collocata prima di un, e che ha la funzione di specificare se quest’ultimo è un’entità individuata o meno. L’articolo concorda in genere e in numero con il nome cui si riferisce e si suddivide in tre categorie principali: articoli determinativi, articoli indeterminativi e articoli partitivi.

  • L’articolo può poi combinarsi con la, per dare luogo alle preposizioni articolate,
  • L’articolo determinativo
  • Gli articoli determinativi in italiano sono: il, lo (maschile singolare; al posto di lo, si usa l’ davanti a parole che iniziano con vocale, con la “s + consonante”, e con le consonanti x, y, z, pn, gn, ps ); i, gli (maschile plurale; gl’ è abbastanza raro); la (femminile singolare; l’ con parole inizianti per vocale e h + vocale ma non i + vocale); le (femminile plurale; l’ al plurale è abbastanza raro quando non davanti alla vocale “e”).
  • Gli articoli determinativi sono utilizzati per indicare ciò che è già noto all’interno del discorso che stiamo facendo (in opposizione a ciò che è una novità, per cui utilizzeremo un articolo indeterminativo). Per esempio:
  1. Ho chiamato la nonna (ovvero: mia nonna, oppure una che ho già indicato in precedenza)
  2. Ho perso il cellulare (cioè: un cellulare preciso, magari il mio)
  3. Il gatto hafame (un gatto preciso, non uno generico)

Oppure, l’articolo determinativo può essere utilizzato per indicare qualcosa inteso come rappresentante di una classe (ad esempio: “L’uomo è un bipede che discende dalle scimmie”) e non come membro della classe stessa (ad esempio: “Un uomo uscì di corsa dal locale”).

L’articolo determinativo si trova poi davanti ai (ad esempio: “La mia automobile è di colore rosso, la tua è verde”), con i sostantivi astratti (ad esempio: “la felicità è un desiderio di molti”), date (quando non precedute dal giorno della settimana, ad esempio: “Il 25 aprile è la Festa della Liberazione”), titoli professionali o nobiliari (“Il cavalier Rossi”, “Il Prof.

Artusi”), nomi di persone famose o ritenute tali (“Il Petrarca è un celebre poeta”). L’articolo indeterminativo L’articolo indeterminativo in italiano ha solo le forme del singolare che sono: al maschile, un e uno (davanti a “s + consonante”, i + vocale, gn, pn, ps, x, y, z ); al femminile una ( un’ davanti a vocale, ma non i + vocale).

  1. Si utilizzano per indicare qualcuno o qualcosa che non è ancora noto, e che quindi costituisce un’informazione nuova all’interno della frase, del periodo o del discorso.
  2. In più, l’articolo indeterminativo serve per indicare anche un membro di una classe definita (e non una classe nel suo complesso).
  3. Per esempio: Ho incontrato un ragazzo (ovvero: un ragazzo di cui in precedenza non ho detto nulla) Marta ha comprato un cane (cioè: un membro di una classe, che è una cosa diversa rispetto alla frase: “Il cane è il migliore amico dell’uomo”) Quindi usiamo l’articolo indeterminativo per indicare qualcuno o qualcosa di cui si parla per la prima volta, indicare qualcuno o qualcosa di imprecisato, o indicare una categoria o un singolo elemento di una categoria.

L’articolo partitivo Gli articoli partitivi sono al singolare maschile del e dello ; al singolare femminile della ; al plurale maschile dei e degli ; al plurale femminile delle, Si usano in riferimento a una parte indeterminata di un tutto e sono formati dall’ articolo determinativo e dalla preposizione “di”, così come avviene per le preposizioni articolate.

Nell’uso al plurale l’articolo partitivo fa le veci dell’articolo indeterminativo, che non ha le forme del plurale, e significa “alcuni”, “qualche” (per qualcosa considerato numerabile al singolare ); mentre al singolare indica “una certa quantità di” (per cose od oggetti considerati non numerabili ).

Per esempio:

  • Cucinerò del pesce. (cioè: una quantità non meglio precisata)
  • Esco con delle amiche.
  • Devo appendere dei quadri.

: Articoli determinativi, indeterminativi, partitivi

Dove si mette un?

Articolo indeterminativo – L’ articolo indeterminativo (sempre singolare) ha anch’esso 3 varianti:

Un : è maschile e va usato soltanto davanti a parole maschili che iniziano per vocale o che non creano intoppi nella pronuncia. Non si scriverà “un scivolo” né “un zoccolo”, ma si scriverà “un asino”, “un cavallo”, “un bue”, ecc. Uno : è maschile e va usato davanti a parole che iniziano per S impura, Z o davanti a PS, GN, PN. Si scriverà “uno scivolo”, “uno zoccolo”, “uno psicologo”, “uno gnomo”, “uno pneumatico”, ecc. Una : è femminile e va usato per tutte le parole femminili. Se una parola inizia per vocale, allora la “a” di “una” cade e allora ci va l’ apostrofo,

COSA SONO UN UNO una?

Gli articoli indeterminativi sono UN o UNO per i nomi maschili e UNA per i femminili. Non hanno il plurale che viene sostituito da parole come alcuni e alcune oppure dagli articoli partitivi dei, degli e delle.

Come capire se ci va l’apostrofo?

Un altro e un’altra – Quando si apostrofa una parola? La regola è semplice: l’apostrofo si usa solo se la parola successiva è di genere femminile. In questo caso la vocale finale cade per elisione davanti alla vocale successiva. Invece, se la parola che segue l’articolo “un” è maschile, non si usa l’apostrofo.

Come si scrive un asino?

Corriere della Sera – La strana regola dell’apostrofo

La strana regola dell’apostrofo Caro Beppe, sentivo un prof parlare degli errori grammaticali compiuti dagli universitari che hanno obbligato le facoltà a ricorrere a corsi tardivi di grammatica. Forse che non si sono accorti che Word corregge buona parte degli errori in automatico e che ormai sono pochi i luoghi non scolastici dove si scrive ancora a mano? Comunque il primo errore citato era “un” apostrofato al maschile. Insomma si scrive l’asino, l’asina ma un asino e un’asina. La logica sottintesa non esiste, semplicemente qualcuno ha stabilito che gli articoli indeterminativi maschili sono due ( “un” e “uno”) e quello femminile uno solo ( “una”), che però si può apostrofare. Ma chi l’ha detto, ma perché? Cristina Fossati, Il ragionamento non fa un grinzo (maschile).

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Corriere della Sera – La strana regola dell’apostrofo

Dove va l’apostrofo?

L’apostrofo si usa per sostituire una lettera in finale di parola, quando quella successiva inizia per vocale o per h, per ottenere un suono più gradevole. Con l’articolo indeterminativo una Articoli indeterminativi, mettiamo l’apostrofo, facendo cadere la a finale. Al maschile, non mettiamo mai l’apostrofo.

Quando è un articolo?

Conosci l’uso degli articoli, gli elementi fondamentali della lingua italiana? Ripassali con Focus Junior! – Gli articoli sono parti della frase che precedono i nomi e servono per indicare il genere (maschile o femminile) e il numero (plurale o singolare) dell’elemento cui si riferiscono.

ES: IL maestro prese UNA matita e la passò a Marco. Come ben si può vedere però, gli articoli non sono tutti uguali, ma si distinguono in determinativi e indeterminativi. Vediamo le differenze ARTICOLI DETERMINATIVI Precisano (determinano, appunto) con esattezza i nomi comuni a cui ci si sta riferendo.

Se ad esempio scriviamo “la rosa”, non stiamo parlando di una rosa qualsiasi, ma proprio di quella rosa, come se ce l’avessimo davanti! Essi sono: Maschile Femminile Singolare: IL, LO, L’ LA, L’ Plurale: I, GLI LE Es: L’ amore ( maschile ) è IL sentimento più bello che ci sia.

Quando lo è un articolo?

Gli articoli determinativi Gli articoli lo e gli sono usati davanti a parole che iniziano con s + consonante, gn, pn, ps, z, x, y, j e i + vocale. Per esempio: lo psicologo, lo zucchero, lo iodio, gli studenti, gli zii.

Cosa fa un articolo?

L’articolo, in diritto, è una porzione di testo in cui è suddiviso un atto normativo (costituzione, legge, regolamento ecc.) o, talora, un provvedimento o un contratto.

Quanti sono gli articolo?

Regole per formare gli articoli – L’articolo è quella parte variabile del discorso che si premette a un nome, concorda con esso in genere e numero e indica se il nome va messo in senso indeterminato oppure preciso. Ci sono tre tipi di articoli: •Gli articoli determinativi: indicano che il nome è usato in modo preciso e determinato.

Gli articoli indeterminativi: indicano che il nome è usato in modo indeterminato. •Gli articoli partitivi: indicano una parte indeterminata di un tutto espresso dal nome. L’articolo determinativo : Gli articoli determinativi indicano persone, animali o cose ben definite, determinate, conosciute da chi parla e da chi ascolta.

Queste sono le forme dell’articolo determinativo: Singolare maschile: il, lo, l’ Singolare femminile: la, l’ Plurale maschile: i, gli Plurale femminile: le L’articolo indeterminativo : Gli articoli indeterminativi indicano una persona o una cosa in modo generico, indeterminato, o non conosciuto da chi parla o di chi ascolta.

Come è fatto un articolo?

La scaletta – L’articolo di giornale è costituito da un cappello iniziale (o lead), molto breve, che riassume la notizia in poche battute, seguito da un corpo, che tratta la notizia nel dettaglio, e da una conclusione, che può sia contenere indicazioni sugli sviluppi della vicenda sia qualche commento sul fatto da parte di autorità.

Quali sono gli articoli semplici?

Quali sono le preposizioni semplici – Le preposizioni semplici sono di, a, da, in, con, su, per, tra, fra e si utilizzano in questo modo:

  • Di, per formare un complemento di specificazione, Es: Il libro è di Sofia.
  • A, per formare il complemento di termine o di moto a luogo. Es: L’ho detto a Maria; Vado a lavorare.
  • Da, per formare il complemento di moto a luogo. Es: Vengo da Roma.
  • In, per formare il complemento di stato in luogo. Es: Mi trovo in casa.
  • Con, per formare il complemento di compagnia. Es: Oggi mangio con mia sorella.
  • Su, per indicare un complemento di stato in luogo. Es: Il libro è sul comodino.
  • Per, per formare il complemento di moto per luogo oppure il complemento di fine o causa. Es. Per il brutto tempo, la cena è stata rimandata.

Parole Con Un Come Articolo

Come si scrive un auto o un auto?

Quindi scriveremo ‘un’auto’, non ‘un auto’.

Come si scrive un angelo?

Premetto che io non ho dubbi sulla risposta al quesito che adesso porrò (non per presunzione, ma,) Accettiamo i brividi come salutare avvertimento di un rischio incombente di malanno grammaticale. Il campanello d’allarme suona, in questo caso, a ragion veduta.

  • Passando dalle sale mediche ai tavoli da gioco, la scommessa è vinta.
  • Al di là di scontate battute sul sesso degli angeli, va semplicemente detto che il sostantivo angelo è maschile singolare: dunque, l’articolo indeterminativo che lo precede e accompagna non potrà che concordare per genere e numero.

Va adoperato un e non la forma elisa del femminile una, cioè un’, Esiste un’altra possibilità, se proprio vogliamo mettere insieme il genere di appartenenza di Maria, sessuale (possiamo supporre) e grammaticale, e il genere del nome del predicato: adoperare il sostantivo angela, onorato anche da padre Dante e definito nel Gradit di Tullio De Mauro «giovane donna di bellezza e virtù angelica».

Come si scrive un’ottima?

La forma dell’articolo indeterminativo – L’articolo indeterminativo si usa solo al singolare maschile e femminile e varia nella forma a seconda di come inizia la parola che lo segue; in particolare: -un si premette ai nomi maschili singolari che cominciano con una vocale (tranne le semivocali i e j) o con una consonante (con l’eccezione di x, y, z, s + consonante e dei gruppi consonantici gn, pn, ps) un antenato, un eremita,un macigno, un pescivendolo -uno si usa con i nomi maschili singolari che cominciano con x, y, z, s + consonante, con i gruppi gn, pn, ps o con le semivocali i e j uno stivale, uno zoccolo, uno gnomo, uno lato, uno jugoslavo uno pneumatico (nell’uso quotidiano della lingua si sente dire anche un pneumatico) -una si premette ai nomi femminili singolari una cascata, una sciabola, una iena L’articolo indeterminativo un non deve mai essere apostrofato, perché è una forma tronca, non la forma elisa di uno; per cui si scriverà: un orco, un eremo, un albero.

  • L’articolo indeterminativo una si elide davanti a vocale; per cui si scriverà: un’altalena, un ottima idea, un’immagine.
  • Tuttavia oggi sono accettate anche le forme: una altalena, una ottima idea, una immagine.
  • Quindi si scriverà: un artista (se uomo), un’artista, o una artista (se donna).1.Premetti l’articolo indeterminativo adatto.

(un’)ombra; (una)solitudine; (un)solaio ;(uno) sprazzo.

Quando uno non e un articolo?

Domanda di: Ian Carbone | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023 Valutazione: 4.5/5 ( 26 voti ) le parole che cominciano con x e z; le parole che cominciano con s impura, cioè seguita da un’altra consonante, per esempio studio (davanti alla s seguita da vocale si usa invece un: un secchiello). Dunque si dice: uno gnomo, uno pneumatico, uno psicologo, uno spazzino, uno xenofobo, uno zerbino.

Quando una non e articolo?

Innanzitutto, l’articolo non si usa davanti ai nomi propri, sia di persona che di città. Esempio: – Marta vive a Parigi. Lorenzo, invece, a Città del Messico.

Come si scrive l’uno?

La risposta è: si scrive l’uno anziché l’1.

Quando non si apostrofa un?

Un altro e un’altra – Quando si apostrofa una parola? La regola è semplice: l’apostrofo si usa solo se la parola successiva è di genere femminile. In questo caso la vocale finale cade per elisione davanti alla vocale successiva. Invece, se la parola che segue l’articolo “un” è maschile, non si usa l’apostrofo.

Come si scrive un auto o un auto?

Quindi scriveremo ‘un’auto’, non ‘un auto’.

Come si scrive un’ottima?

La forma dell’articolo indeterminativo – L’articolo indeterminativo si usa solo al singolare maschile e femminile e varia nella forma a seconda di come inizia la parola che lo segue; in particolare: -un si premette ai nomi maschili singolari che cominciano con una vocale (tranne le semivocali i e j) o con una consonante (con l’eccezione di x, y, z, s + consonante e dei gruppi consonantici gn, pn, ps) un antenato, un eremita,un macigno, un pescivendolo -uno si usa con i nomi maschili singolari che cominciano con x, y, z, s + consonante, con i gruppi gn, pn, ps o con le semivocali i e j uno stivale, uno zoccolo, uno gnomo, uno lato, uno jugoslavo uno pneumatico (nell’uso quotidiano della lingua si sente dire anche un pneumatico) -una si premette ai nomi femminili singolari una cascata, una sciabola, una iena L’articolo indeterminativo un non deve mai essere apostrofato, perché è una forma tronca, non la forma elisa di uno; per cui si scriverà: un orco, un eremo, un albero.

L’articolo indeterminativo una si elide davanti a vocale; per cui si scriverà: un’altalena, un ottima idea, un’immagine. Tuttavia oggi sono accettate anche le forme: una altalena, una ottima idea, una immagine. Quindi si scriverà: un artista (se uomo), un’artista, o una artista (se donna).1.Premetti l’articolo indeterminativo adatto.

(un’)ombra; (una)solitudine; (un)solaio ;(uno) sprazzo.

Quando non si mette l’articolo?

Uso dell’articolo determinativo

  • Cari lettori e lettrici, oggi vi propongo di ripassare attentamente le forme e gli usi dell’articolo determinativo,
  • Buon Intercultura blog a tutti!
  • Prof. Anna
  • L’ articolo determinativo precede il nome che di solito è già conosciuto da chi ascolta, concordandosi nel genere e nel numero,
  • ARTICOLO DETERMINATIVO MASCHILE
singolare plurale uso
il libro i libri davanti a consonante
lo studente gli studenti davanti a gn, ps, pn, z, x, y, s + consonante
l’ amico gli amici davanti a vocale

ARTICOLO DETERMINATIVO FEMMINILE

singolare plurale uso
la sedia le sedie davanti a consonante
l’ amica le amiche davanti a vocale

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  • L’articolo determinativo si usa :
  • – per indicare oggetti o persone specifici :
  • Qu esta è la macchina che ho comprato.
  • – con gli aggettivi e i pronomi possessivi :
  • Il mio lavoro mi piace.
  • – con i nomi astratti o di significato generale, compresi i colori :
  • L ‘amore non ha età.
  • Mi piace il bianco.
  • – con le parti del corpo e i vestiti :
  • Mi lavo i capelli quasi tutti i giorni.
  • Mettiti la giacca!
  • – con le date, se non sono precedute dal giorno della settimana :
  • Oggi è il 26 Novembre.
  • Oggi è giovedì 26 Novembre.
  • – con valore temporale :
  • Sono le quattro e un quarto.
  • La mattina vado a scuola.
  • – con i giorni della settimana per indicare azioni ripetute e abituali :
  • Il martedì e il giovedì vado in palestra.
  • – nelle descrizioni fisiche, con il verbo avere :
  • Marco ha i capelli neri.
  • – con i titoli di rango o professoni seguiti da un nome :
  • La regina Maria Antonietta morì nel 1793.
  • Il Dottor Rossi è un ottimo chirurgo.
  • – con la maggior parte dei nomi geografici (ma NON con i nomi di città), tranne quando -in- o -di- precedono nomi geografici femminili singolari :
  • L ‘Italia è una penisola.
  • Vado a vivere in Italia.
  • – con i nomi di lingue, può NON essere usato dopo i verbi parlare, insegnare, studiare e dopo -in- o -di –,
  • Capisco lo spagnolo, ma non l ‘italiano.
  • Alex parla italiano abbastanza bene.
  • Non so scrivere in inglese.
  • – a volte con i nomi di persone famose :
  • Il Botticelli dipinse la Nascita di Venere.
  • – può essere usato davanti ai nomi propri femminili, soprattutto nel lessico familiare-affettivo :
  • La Laura viene con noi stasera.
  • L’articolo determinativo NON si usa :
  • – con gli aggettivi possessivi davanti a nomi di parentela singolari, non modificati (sorellina, fratellino, cuginetto etc.) :
  • Mia sorella ha 20 anni.
  • La mia sorellina ha 20 anni.
  • – nelle descrizioni e nelle numerazioni :
  • In città ci sono negozi, bar, ristoranti, teatri e cinema.
  • – con i nomi di città, salvo alcune eccezioni come La Spezia, L’ Aquila, L’Avana, Il Cairo, L’Aia, La Mecca :
  • Roma è una città molto antica.
  • Seleziona la risposta corretta fra quelle disponibili. Se rispondi bene, vedrai lo sfondo diventare di colore verde. : Uso dell’articolo determinativo