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Universit Part Time Come Funziona?

Universit Part Time Come Funziona
Studenti part time La modalità di iscrizione a tempo parziale o part time prevede il dimezzamento dei crediti formativi da ottenere ogni anno e dell’importo delle tasse a fronte, però, di un raddoppiamento della durata del corso (da 3 a 6 o da 2 a 4 anni).

Puoi optare per questa modalità di immatricolazione se pensi di non poter dedicare allo studio il tempo necessario tenendo tuttavia presente che scegliendo il part time potrai laurearti in 6 anni per i corsi triennali e in 4 per quelli magistrali.Puoi fare richiesta di part time durante la procedura di immatricolazione compilando e caricando il, La modalità part time è vincolante per due anni : potrai decidere quindi di passare al full time al terzo anno.L’immatricolazione part time è prevista per tutti i corsi di studio a eccezione dei corsi di laurea magistrale a ciclo unico (Farmacia, Chimica e Tecnologie Farmaceutiche e Giurisprudenza) e a programmazione nazionale (Medicina e Chirurgia, Medicina Veterinaria, Odontoiatria e Protesi Dentaria, Scienze dell’Architettura, Professioni Sanitarie, Scienze Infermieristiche e Ostetriche).

: Studenti part time

Cosa cambia da studente full time a part-time?

Lo studente dell’ ordinamento 509/99 che si iscrive a tempo pieno può formulare un carico didattico per un massimo di 100 crediti. Lo studente a tempo parziale è quello che per l’anno accademico definisce un carico didattico non superiore ai 36 crediti.

Cosa vuol dire iscrizione part-time all’università?

L’iscrizione part-time consente di concordare con l’università la durata degli studi, in base alle proprie esigenze di tempo e di impegno evitando di andare fuori corso.

Come funziona l’università per chi lavora?

Come fare università mentre si lavora? – Corsi di laurea per lavoratori: ecco cosa sono – Per studiare e lavorare contemporaneamente è importante trovare l’università o la scuola giusta con un orario e una programma di studio universitario che ti possa permettere di intraprendere una carriera mentre ti concentri anche sulla didattica.

  1. Per avere successo è necessario fissare degli obiettivi chiari e trovare un equilibrio tra il lavoro e lo studio.
  2. Facendo rapidamente un calcolo, hai a disposizione 168 ore a settimana.
  3. Sembra molto, ma quando si considera che un corso di laurea a tempo pieno può richiedere fino a 30-40 ore settimanali, e devi anche dormire, spostarti per andare in facoltà, al lavoro e viceversa, il tempo si riduce rapidamente e studiare lavorando diventa difficile anche se in realtà una soluzione ci sarebbe.

Esistono corsi di laurea per lavoratori : le università online sono pensate apposta per chi lavora. Il materiale didattico viene erogato direttamente online ed è fruibile 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Questo ti permette di studiare durante le pause lavorative o quando lo ritieni opportuno.

I corsi di laurea online rappresentano la soluzione ideale per tutti gli studenti: sia per coloro che desiderano vivere il campus universitario partecipando alle lezioni in presenza, sia per coloro che sono impossibilitati a frequentare l’università lontano da casa o per i professionisti che intendono conseguire un’ulteriore specializzazione, pur continuando ad esercitare la propria attività.

Le facoltà universitarie per lavoratori sono telematiche e pensate per chi ha bisogno di organizzare meticolosamente il tempo da dedicare agli studi. Le università telematiche mettono a disposizione dello studente delle piattaforme di e-learning dove poter seguire delle lezioni in streaming, comodamente da casa propria, da pc, smartphone o tablet, a qualunque orario.

In questo modo la laurea per lavoratori diventa accessibile. I corsi universitari per lavoratori non differiscono da quelli tradizionali: gli indirizzi sono gli stessi. Gli indirizzi di laurea per chi lavora, inoltre, sono ugualmente riconosciuti dal Miur. Lo studente dell’università telematica avrà a disposizione sin da subito il materiale didattico con cui studiare e prepararsi all’esame.

Quando si sentirà pronto non dovrà fare altro che prenotare l’esame e solo in questo caso dovrà presentarsi fisicamente in una delle sedi dell’ateneo e affrontare una commissione d’esame composta solitamente dal docente e dai suoi collaboratori. Scopriamo ora insieme nel prossimo paragrafo come funzionerà nello specifico.

Chi sono gli studenti a tempo parziale?

Sintesi – Lo studente che vuole frequentare l’università con un impegno didattico ridotto può chiedere la qualifica di studente “impegnato a tempo parziale nelle attività didattiche”. L’università, a fronte di tale status, diminuisce proporzionalmente la quota dei contributi dovuti per ogni anno accademico.

Quanto dura l’università part-time?

La modalità part time è vincolante per due anni : potrai decidere quindi di passare al full time al terzo anno.

Quanto si perde con il part-time?

Lavoro part time, vediamo quanto incide sul calcolo della pensione il periodo di lavoro svolto in tempo parziale. La buona notizia è che non incide sul diritto alla pensione : un anno part time vale quanto un anno a tempo pieno. La vera differenza è nella misura del trattamento pensionistico.

Chi è considerato studente lavoratore?

Studenti: quando devono essere considerati lavoratori? Obblighi di dirigente e datore di lavoro Studenti: quando devono essere considerati lavoratori? Obblighi di dirigente e datore di lavoro di Patrizia Del Pidio, 28.1.2015

  • In un documento redatto da Francesco Stucchi per Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia si illustra quale dovrebbe essere l’applicazione del DL 81/2008 per gli studenti in alternanza scuola-lavoro.
  • Partiamo da semplici definizioni che illustrino le diverse figure:
  • Lo studente, secondo il DL, è considerato “lavoratore” nel momento in cui utilizza strumentazioni o laboratori durante corsi di formazione professionale.
  • Il datore di lavoro è chi ha poteri decisionali e di spesa dell’unità produttiva; il preposto è colui che garantisce che le direttive ricevute siano attuate.

Nella nota 1650 del 4/11/2002, il Ministero de Lavoro precisa che gli studenti che svolgono un periodo lavorativo presso un’impresa ospitante sono equiparati ai lavoratori. Nella stessa nota sempre il ministero del Lavoro specifica che in nessun caso uno studente minorenne può avere la qualifica giuridica di “lavoratore minore”.

  • la scuola che prevede che lo studente sia equiparato ad un lavoratore dal suo ingresso a scuola
  • la scuola erogatrice di didattica frontale dove non si utilizzano laboratori e attrezzature di lavoro, in cui però sono previsti tirocini in azienda, in questo caso lo studente è equiparato al lavoratore soltanto quando entra in azienda ospitante.

Vediamo, quindi, quali sono i casi nell’obbligo di sorveglianza sanitaria. A) Il DVR della scuola non prevede la qualifica di lavoratore per lo studente in nessun caso: in questo caso il DVR della scuola deve essere integrato con una sezione specifica dedicata all’alternanza e la sorveglianza sanitaria solo se prevista, è esercitata al medico dell’azienda ospitante.

B) Il DVR della scuola prevede la qualifica. In questo caso il ruolo del datore di lavoro è ricoperto congiuntamente da dirigente scolastico e datore di lavoro dell’azienda, sia il DVR della scuola che quello dell’azienda devono essere integrati con una sezione specifica dedicata all’alternanza ma la sorveglianza sanitaria è esercitata dal medico competente della scuola.

Sii aprono due prospettive:

  1. E’ prevista la sorveglianza sanitaria per gli studenti: la sorveglianza sanitaria è esercitata dal medico competente dell’azienda.
  2. Non è prevista la sorveglianza sanitaria per gli studenti. In questo caso si aprono altre due opzioni:
  1. – Non è prevista la sorveglianza sanitaria per le mansioni lavorative in cui sono coinvolti gli studenti
  2. – E’ prevista la sorveglianza sanitaria per le mansioni lavorative in cui sono coinvolti gli studenti
  3. Obblighi del datore di lavoro e del dirigente scolastico
  4. Nell’alternanza scuola lavoro è obbligo del datore di lavoro:
  • Indicare quali sono i lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione e primo soccorso
  • Fare in modo che solo i lavoratori preparati si espongano a dei rischi
  • Richiedere che i lavoratori osservino le norme e le disposizioni in ambito di sicurezza
  • Adottare misure di controllo per i casi di emergenza per fare i modo che in caso di pericolo i lavoratori abbandonino i luoghi pericolosi
  • Informare nel minor tempo possibile i lavoratori esposti a rischio
  • Non chiedere ai lavoratori di riprendere la loro attività se persiste il pericolo
  • Consentire ai lavoratori di verificare l’applicazione delle misure di sicurezza
  • Prendere i giusti provvedimenti affinchè le misure tecniche adottate non rappresentino un rischio per la salute della popolazione

Obblighi del dirigente scolastico nell’alternanza scuola-lavoro:

  • Affidare compiti allo studente lavoratore tenendo conto delle sue capacità
  • Fornire ai lavoratori i dispositivi di protezione individuale
  • Adempiere agli obblighi di formazione e addestramento
  • Munire i lavoratori, in caso di lavori in appalto o subappalto, di tessera di riconoscimento corredata da foto e generalità

Obblighi del lavoratore

  • Prendersi cura della propria salute e della propria sicurezza
  • I lavoratori devono contribuire all’adempimento degli obblighi previsti a tutela della salute e devono osservare le disposizioni impartite dal datore di lavoro per la protezione collettiva e individuale. Devono individuare le attrezzature di lavoro e le sostanze pericolose e utilizzare in modo appropriato i dispositivi messi loro a disposizione
  • Non rimuove i dispositivi di sicurezza
  • Non compiere di propria iniziativa manovre che non sono di propria competenza
  • Partecipare alla formazione e all’addestramento
  • Sottoporsi a controlli medici e sanitari

I datori di lavoro possono ospitare tirocinanti in base all’attività dell’azienda e nei seguenti limiti:

  • Se l’azienda ha meno di 5 dipendenti è consentito al massimo 1 tirocinante;
  • Se l’azienda ha tra 6 e 19 dipendenti sono concessi massimo 2 tirocinanti;
  • Se l’azienda ha più di 20 dipendenti i tirocinanti concessi sono il 10% dei dipendenti.
  • Allegato

: Studenti: quando devono essere considerati lavoratori? Obblighi di dirigente e datore di lavoro

Cosa si intende per studente lavoratore?

Almalaurea: studiare o lavorare? Studiare e lavorare contemporaneamente è una scelta coraggiosa e un modo per vivere gli anni universitari rispettando le proprie esigenze e progettualità. Almalaurea ha scelto di analizzare l’esperienza degli studenti lavoratori nello studio sul profili dei laureati di Almalaurea nel 2009,

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Ai fini dell’analisi del rapporto di Almalaurea la prima definizione da chiarire è la differenza tra lavoratori-studenti e studenti-lavoratori, Si considerano studenti-lavoratori tutti i laureati che hanno avuto esperienze lavorative durante il corso di studi (per lo più saltuarie), mentre per lavoratori-studenti si intendono i laureati che hanno avuto un rapporto di lavoro continuativo a tempo pieno per almeno la metà del percorso universitario.

Nel rapporto di Almalaurea le percentuali che rappresentano queste due categorie dimostrano che è molto difficile mantenere un lavoro continuativo a tempo pieno durante gli studi, i lavoratori-studenti nel 2008 sono circa il 10% contro il 64% degli studenti-lavoratori,

  1. L’impegno universitario con quello lavorativo non sempre riescono a convivere perché è complicato conciliare la frequenza alle lezioni e partecipazione alla vita universitaria con l’orario e le responsabilità del lavoro.
  2. Un fattore che influisce sulla scelta di lavorare durante l’università è l’ origine sociale del laureato, ovvero le caratteristiche socio culturali della famiglia.

Se i genitori posseggono come titolo di studio una laurea e appartengono ad una classe medio-alta, le esperienze lavorative del laureato saranno inesistenti o insignificanti. Viceversa, se la famiglia è composta da diplomati e appartiene ad una classe medio-bassa, il laureato può, con più facilità, diventare un lavoratore-studente o uno studente-lavoratore.

Che vantaggi ha uno studente lavoratore?

Gli studenti lavoratori hanno diritto a permessi giornalieri retribuiti per sostenere esami e frequentare lezioni, turni agevolati per la frequenza delle lezioni, 150 permessi straordinari in 3 anni e congedo formativo per attività formative dopo 5 anni di impiego presso la stessa azienda.

Come laurearsi in fretta?

Come si possono ridurre i tempi – Riuscire a ridurre le tempistiche di studio significa ottimizzazione e buona organizzazione, pertanto risulta fondamentale per lo studente, spesso lavoratore, trovare e seguire un metodo di studio lineare adatto alle proprie esigenze e necessità.

Riconoscimento crediti rapido ed esemplificato Possibilità di iscriversi in qualsiasi momento dell’anno Lezioni registrate e/o erogate online con possibilità di accesso 24h/24, 365 giorni l’anno Nessun obbligo di frequenza per molti corsi di laurea.

Un’università telematica aiuta quindi lo studente ad utilizzare al meglio il proprio tempo e le proprie risorse, cosi da sfruttare al massimo le proprie potenzialità e gli strumenti che l’istituto mette a disposizione. Questi istituti formativi consentono di seguire tutte le lezioni, o molte d’esse, online, tramite una piattaforma di e-learning, all’orario e nel luogo più adatto alle esigenze dello studente.

seguire le lezioni in qualsiasi momento avere almeno un appello d’esame a bimestre, in alcuni casi quasi uno al mese avere a disposizione il materiale didattico direttamente dalla piattaforma online, senza la necessità di dover impiegare del tempo nella ricerca e acquisto dei libri di testo usufruire di un servizio di tutoraggio, didattico e non, per l’intero percorso di studi con molta facilità

L’Università Telematica riesce quindi a fornire quelle facilitazioni di studio tali da abbreviare le tempistiche del percorso. Se hai paura di non riuscire a laurearti velocemente, chiedi una consulenza. Chiedi Informazioni

Cos’è il parziale università?

Cos’è un esonero all’università – Sappiamo bene che la quotidianità di uno studente che frequenta un corso di laurea è scandita da ritmi piuttosto serrati. Lezioni da seguire, tirocini ed esami da preparare sono le attività intorno alle quali ruota la vita dello studente universitario, a prescindere dalla facoltà che frequenta.

Superare tutti gli esami previsti dal programma e arrivare alla discussione della tesi, e quindi al conseguimento della laurea, è l’obiettivo di ogni studente; cercare di terminare il percorso senza finire nella condizione di fuori corso è un obiettivo nell’obiettivo, che non tutti riescono a raggiungere.

L’esonero dell’esame universitario consente di velocizzare il percorso, Come accennato nella premessa si tratta di un’agevolazione alla quale sono legati una serie di vantaggi, sia per lo studente e sia per il docente. In ambito accademico viene definito una sorta di esame parziale all’università, un mini-esame che in quanto tale verte soltanto su una parte del programma,

  1. Ciò significa che gli argomenti che rientrano nell’esonero non vengono poi richiesti durante l’esame vero e proprio.
  2. Andare male all’esonero significa dover sostenere l’esame su tutti gli argomenti del programma, ma non significa abbassare la media universitaria; anche perché non è prevista una verbalizzazione.

Superare l’esonero, invece, consente di ricevere una valutazione. A questo punto ti starai sicuramente domandando come funziona il voto dell’esonero. La risposta è molto semplice: il voto ottenuto fa media con gli altri esoneri e quindi anche con l’esame finale.

Gli esoneri degli esami sono facoltativi, per cui ogni studente è libero di scegliere se partecipare o meno. Dal punto di vista temporale, a differenza degli esami che si sostengono nell’ambito delle sessioni di esami, gli esoneri si sostengono durante tutto l’anno, nel periodo delle lezioni, sia nel primo che nel secondo semestre.

La decisione di prevedere uno o più esoneri spetta al docente, che solitamente concede l’agevolazione soprattutto per gli argomenti più ampi e complessi. Solitamente per l’accesso all’esonero è previsto il requisito della frequentazione delle lezioni.

Chi decide part-time scuola?

‘Inoltre – aggiunge Cozzetto – a decidere se fare part-time orizzontale o verticale è proprio il lavoratore, che dunque lo comunicherà al dirigente scolastico’.

Cosa sono le 150 ore università?

Che cosa sono le collaborazioni studentesche ‘150 ore’? Sono attività a tempo parziale, retribuite e connesse al buon funzionamento dell’Ateneo, previste per gli studenti iscritti ai vari corsi di laurea. Non è previsto alcun riconoscimento di CFU per chi svolge questo tipo di collaborazioni.

Quante ore di studio al giorno per L’università?

Studiare 8 o 10 ore al giorno fa male? Vediamo quante ore studiare al giorno all’università – Il tempo da dedicare allo studio universitario varia molto da persona a persona, in quanto dipende dalle abilità, dalla disciplina e dall’efficienza di ogni individuo.

Quindi, quanto bisogna studiare al giorno per avere dei risultati? Le ore giornaliere da dedicare allo studio dovrebbero essere circa 6, distribuite in maniera uniforme tra la mattina e il pomeriggio, con l’aggiunta di piccole pause ogni 2-3 ore di lavoro. È importante evitare di concentrare lo studio in un unico momento della giornata, ad esempio la sera, perché ciò potrebbe portare a stress fisico e mentale e compromettere la capacità di apprendimento.

Inoltre, uno studio intensivo potrebbe risultare poco efficace nel lungo periodo, in quanto potrebbe portare alla perdita di motivazione e lucidità mentale il giorno seguente. Fare delle brevi pause regolari è fondamentale per mantenere alta la concentrazione e ripristinare la freschezza mentale.

Ciò potrebbe contribuire ad avere un rendimento migliore nello studio. Tuttavia, è importante trovare il giusto equilibrio tra studio e pause, in modo da non rischiare di diventare troppo distratti o di interrompere troppo frequentemente il lavoro. In conclusione, se dovessimo dire quante ore bisogna studiare al giorno, dovremmo precisare che non esiste un tempo di studio universale che funzioni per tutti.

Tuttavia, la regola delle circa 6 ore di studio al giorno, con l’aggiunta di piccole pause regolari, potrebbe rappresentare una buona linea guida per mantenere un’efficace routine di studio e una buona salute mentale.

Quante ore di lezione settimanali si fanno all’università?

L’orario ordinario di lavoro è di 36 ore settimanali, da svolgersi dalle ore 8.00 alle 19.30, ed è, di norma, così articolato: cinque giorni a settimana, 7 ore e 15 minuti dal lunedì al giovedì e 7 ore il venerdì.

Cosa vuol dire part time al 25%?

Part-time e lavoro supplementare – Al personale in part–time, può essere richiesto di effettuare lavoro supplementare, La misura massima della percentuale di lavoro supplementare è pari al 25% della durata dell’orario di lavoro a tempo parziale concordata, ed è calcolata in base all’orario mensile, previsto dal contratto individuale del lavoratore e da utilizzare nell’arco di più di una settimana.

Nel caso di rapporto di lavoro a tempo parziale di tipo verticale, con prestazione dell’attività lavorativa in alcuni mesi dell’anno, la misura del 25% è calcolata in relazione al numero delle ore annualmente concordate. Le ore di lavoro supplementari vengono retribuite con un compenso pari alla retribuzione globale, maggiorata del 15%,

Oxford Physicist PROVES The Universe Isn’t REAL; We LIVE in a Cosmic Hologram | Jude Currivan PH.D

Se le ore supplementari eccedono il 25% previsto, la maggiorazione economica è del 25%, Il ricorso al lavoro supplementare è ammesso per specifiche esigenze organizzative o in presenza di particolari situazioni di difficoltà organizzativa conseguenti ad assenze di personale non prevedibili ed improvvise.

Chi fa part time va in pensione dopo?

Domanda di: Omar Lombardi | Ultimo aggiornamento: 29 marzo 2023 Valutazione: 4.2/5 ( 73 voti ) La buona notizia è che non incide sul diritto alla pensione: un anno part time vale quanto un anno a tempo pieno. La vera differenza è nella misura del trattamento pensionistico. La penalizzazione sulla misura dell’importo può essere consistente.

Cosa vuol dire part time al 70%?

Regolamento Part time REGOLAMENTO IN MATERIA DI RAPPORTO DI LAVORO A TEMPO PARZIALE D.R.n.917 del 30.11.1999 Art.1 Finalità

  • Il presente Regolamento costituisce lo strumento operativo per l’applicazione della vigente normativa sul rapporto di lavoro a tempo parziale, nel rispetto delle esigenze organizzative e di funzionalità dell’Amministrazione e dei diritti dei lavoratori.
  • Gli obiettivi che l’Amministrazione si propone di perseguire con il presente Regolamento sono i seguenti:
  • a) adeguamento alle disposizioni legislative e contrattuali;
  • b) incremento dell’efficienza organizzativa al fine di garantire una maggiore flessibilità delle prestazioni lavorative;
  • c) favorire la permanenza nel mondo del lavoro dei dipendenti che presentano situazioni personali o familiari di particolare rilevanza sociale;
  • d) agevolare i lavoratori studenti e coloro che si dedicano ad attività di volontariato.
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Art.2 Campo di applicazione

  1. Il presente Regolamento si applica a tutto il personale tecnico-amministrativo dipendente dall’Università degli Studi della Basilicata con qualifica non dirigenziale.
  2. L’Amministrazione potrà costituire rapporti di lavoro a tempo parziale mediante:
  • trasformazione, a richiesta del dipendente, di un precedente rapporto di lavoro in regime di tempo pieno;
  • nuove assunzioni effettuate sulla base della programmazione triennale del fabbisogno di personale deliberata ai sensi dell’art.39 della Legge 27 dicembre 1997, n.449 e successive modificazioni ed integrazioni.
  • I rapporti di lavoro a tempo parziale potranno essere costituiti nei limiti massimi del 25% della dotazione di ciascuna qualifica, calcolata sul personale in servizio al 31 dicembre dell’anno precedente a quello di instaurazione del rapporto. Ai fini del computo sarà escluso il personale assunto a tempo determinato.

Art.3 Tipologia e modalità di articolazione dei rapporti di lavoro a tempo parziale

  • 1 – Tipologia
  • Sono consentite le sottoelencate tipologie di part-time:
  1. part-time orizzontale, che consiste in una prestazione lavorativa svolta tutti i giorni lavorativi ad orario ridotto;
  2. part-time verticale, che consiste in una prestazione lavorativa svolta ad orario pieno in alcuni giorni della settimana, del mese o dell’anno, espressa in termini percentuali rispetto alla prestazione a tempo pieno.

2 – Durata La durata della prestazione lavorativa oraria, espressa in termini percentuali rispetto al tempo pieno, può essere pari al :

  • 33,33% detto part-time al 30%, pari a 12 ore settimanali o a 4 mesi di servizio annui;
  • 50% detto part-time al 50%, pari a 18 ore settimanali o a 6 mesi di servizio annui;
  • 66,66% detto part-time al 70%, pari a 24 ore settimanali o a 8 mesi di servizio annui;
  • 83,33% detto part-time all’80%, pari a 30 ore settimanali o a 10 mesi di servizio annui.

3 – Modulazione dell’orario di lavoro

  1. La modulazione dell’orario di lavoro del dipendente part-time dovrà essere predeterminato e stabilito, fatto salvo quanto previsto dal presente Regolamento, per tutta la durata del part-time.
  2. Qualora particolari situazioni organizzative temporanee della Struttura di appartenenza comportino la necessità di variare l’orario abituale del dipendente in part-time, la variazione dovrà essere concordata con il dipendente medesimo con congruo anticipo.
  3. Al fine di una puntuale erogazione dei servizi amministrativi e tecnici, la prestazione di lavoro a tempo parziale potrà essere realizzata anche nelle fasce orarie pomeridiane.

Art.4 Presentazione delle domande Il dipendente, in ogni periodo dell’anno, può produrre domanda intesa:

  1. alla trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale;
  2. alla variazione della tipologia del part-time;
  3. all’ottenimento del rientro a tempo pieno.

Nella domanda, nei casi sub a) e b) il dipendente deve indicare:

  • tipologia di part-time (verticale o orizzontale);
  • durata della prestazione lavorativa, secondo le opzioni di cui al comma 2 del precedente articolo;
  • proposta di modulazione dell’orario di lavoro;
  • decorrenza della trasformazione;
  • motivazioni della richiesta, con riferimento a quelle che diano diritto di precedenza nell’ipotesi in cui il numero di richieste di part-time superi il contingente di cui al precedente art.2 del presente Regolamento.

La domanda andrà indirizzata al Direttore Amministrativo – Ufficio Personale Tecnico-Amministrativo e Collaboratori Linguistici. Art,5 Procedura di trasformazione del rapporto di lavoro

  1. L’Ufficio Personale Tecnico-Amministrativo e Collaboratori Linguistici provvede a richiedere il parere in ordine alla trasformazione del rapporto di lavoro al Responsabile della Struttura ove il dipendente presta servizio, chiedendo inoltre parere in merito alla tipologia, la durata e la proposta di modulazione dell’orario di lavoro formulata dal dipendente nell’istanza.
  2. Il Responsabile può:
  3. a) confermare la tipologia, la durata e la proposta di modulazione di cui all’istanza;
  4. b) essere favorevole alla trasformazione, ma richiedere una tipologia diversa o una diversa articolazione dell’orario di lavoro; in tal caso, se il dipendente interessato è disponibile, concorderà una soluzione alternativa soddisfacente per entrambi e la comunicherà all’Ufficio del Personale;
  5. c) esprimere parere favorevole e nel contempo richiedere il differimento della trasformazione, per un periodo comunque non superiore a sei mesi, qualora vi sia fondato pericolo che la stessa possa arrecare grave pregiudizio alla funzionalità della Struttura in relazione alle mansioni ed alla posizione organizzativa ricoperta dal dipendente ed in attesa che vengano individuate soluzioni alternative.
  6. L’Ufficio Personale Tecnico-Amministrativo e Collaboratori Linguistici, ricevuto il parere del Responsabile della Struttura:
  7. a) in caso di parere positivo comunicherà al dipendente l’accoglimento della domanda e la trasformazione del rapporto di lavoro avverrà entro 60 giorni dalla data di presentazione dell’istanza e comunque con decorrenza dal giorno 1 o 15 di ogni mese;
  8. b) in caso di parere favorevole con richiesta di differimento dei termini, comunicherà al dipendente l’accoglimento della domanda, le motivazioni del differimento e la data di trasformazione del rapporto di lavoro, che comunque dovrà avvenire entro sei mesi dalla data della presentazione dell’istanza, ricercando presso le Strutture dell’Amministrazione soluzioni che permettano l’accoglimento dell’istanza del dipendente

Il termine di 60 giorni decorrerà dalla data di protocollazione della domanda; la sospensione del termine sarà possibile, ai sensi dell’art.19 della L.n.241/90, qualora l’istanza sia carente di elementi essenziali. In tal caso, la decorrenza del termine riprenderà dalla data di ricevimento della documentazione richiesta.

La trasformazione del rapporto verrà negata quando la domanda venga presentata al fine di svolgere un’altra attività lavorativa e quest’ultima comporti un conflitto di interessi con le attività istituzionali dell’Amministrazione. Sussiste conflitto di interessi ogni qual volta l’attività ulteriore che il dipendente intenda svolgere sia in contrasto, ovvero in concorrenza, con gli interessi dell’Amministrazione.

La trasformazione del rapporto viene perfezionata con la sottoscrizione di un apposito contratto individuale. I dipendenti i quali ottengano la conversione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale o la modificazione della “tipologia” di part-time potranno essere soggetti a mobilità interna qualora le esigenze della Struttura di appartenenza siano incompatibili con l’articolazione di lavoro prescelta.

Art.6 Requisiti di priorità Qualora le domande di trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale dovessero superare il 25% della dotazione organica di ciascuna qualifica funzionale, avranno diritto di precedenza nella trasformazione del rapporto di lavoro coloro i quali siano portatori di handicap o di invalidità, coloro che assistano familiari portatori di handicap gravi, malati di mente, anziani non autosufficienti, nonché genitori con figli minori in relazione al loro numero.

A tal fine l’Amministrazione procederà alla formazione di graduatorie, per titoli, secondo il seguente ordine di priorità:

  1. essere portatori di handicap o di invalidità riconosciuta ai sensi della normativa sulle assunzioni obbligatorie;
  2. avere persone a carico per le quali è corrisposto l’assegno di accompagnamento di cui alla Legge n.18/1980;
  3. avere familiari a carico portatori di handicap o soggetti a fenomeni di tossicodipendenza, alcolismo cronico o grave debilitazione psicofisica;
  4. essere nella condizione di doversi sottoporre a periodi di riabilitazione psicofisica conseguenti a patologie che la richiedano, debitamente documentate;
  5. avere figli di età compresa fra zero ed 11 anni;
  6. avere superato i sessanta anni di età ovvero avere compiuto venticinque anni di effettivo servizio;
  7. sussistenza di motivate esigenze di studio valutate dall’Amministrazione.

In assenza di dipendenti in possesso dei predetti requisiti, la graduatoria verrà formulata tenendo conto dell’anzianità di servizio e, in caso di parità, dell’anzianità anagrafica. Art.7 Trasformazione del rapporto di lavoro da tempo parziale a tempo pieno

  1. Il dipendente che abbia ottenuto la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale avrà diritto di ottenere il ritorno al tempo pieno alla scadenza di un biennio dalla trasformazione.
  2. La trasformazione del rapporto da part-time a tempo pieno potrà avvenire anche in sovrannumero; tale esubero sarà riassorbibile con le successive vacanze in organico.
  3. In assenza di domanda di reintegrazione al tempo pieno, da presentarsi entro due mesi prima della scadenza del biennio, il rapporto di lavoro a tempo parziale si intenderà tacitamente rinnovato per un ulteriore biennio.
  4. La cadenza biennale per la trasformazione del rapporto di lavoro di cui al precedente comma 1 non si applicherà al personale con rapporto di lavoro part-time al 70% o all’80%, per il quale il rientro a tempo pieno potrà intervenire in ogni momento.

Art.8 Trasformazione della tipologia del rapporto di lavoro part-time 1, La richiesta di passaggio da una tipologia di lavoro part-time ad un’altra potrà essere presentata in qualsiasi periodo dell’anno; l’accoglimento sarà condizionato all’espletamento delle medesime procedure e verifiche dettate per la trasformazione dei rapporti di lavoro da tempo pieno a tempo parziale.2.

  • Art.9
  • Norme speciali per i rapporti di lavoro con percentuale di riduzione
  • non superiore al 50% dell’orario

Il dipendente che opterà per il regime di part-time al 30% od al 50% potrà svolgere un’ulteriore attività di lavoro autonomo o subordinato, anche mediante iscrizione in albi professionali, con espressa esclusione di altra attività di lavoro subordinato presso una Pubblica Amministrazione.

  1. Le predette, ulteriori attività saranno consentite sempre a condizione che non sussista conflitto di interessi con l’attività svolta presso l’Amministrazione di appartenenza.
  2. A tal fine il dipendente, in aggiunta agli elementi previsti all’art.4, dovrà indicare nell’istanza il tipo di attività che intenda svolgere ed allegare la dichiarazione di assenza di conflitti di interesse tra la predetta attività e quella dovuta per conto dell’Amministrazione.

Il dipendente a tempo parziale sarà tenuto a comunicare all’Amministrazione, entro quindici giorni dall’evento, l’inizio dell’attività lavorativa esterna e le eventuali, sopravvenute modificazioni. La mancata comunicazione di cui al precedente comma, così come le dichiarazioni risultate mendaci a seguito di accertamenti da parte dell’Amministrazione, costituiranno giusta causa di recesso dal rapporto di lavoro, fatte salve, in ogni caso, le collaborazioni a titolo gratuito presso associazioni di volontariato o cooperative con scopi sociali o assistenziali senza fini di lucro, salvo che nelle predette collaborazioni sia ravvisabile conflitto di interessi.

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L’Amministrazione, ferma restando la valutazione, in concreto, dei singoli casi, definirà con apposito Regolamento le attività che, in ragione della loro interferenza con i compiti istituzionali, non saranno consentite ai dipendenti di cui ai precedenti commi, secondo quanto disposto dall’art.58 bis della Legge 23 dicembre 1996, n.662 e successive modificazioni ed integrazioni.

Art.10 Assunzione di nuovo personale con rapporto di lavoro a tempo parziale L’Ufficio del Personale procederà, al 31 dicembre di ogni anno, alla verifica delle posizioni organiche utilizzabili per rapporti di lavoro a tempo parziale. L’Amministrazione potrà, nel rispetto dei vincoli di destinazione di cui all’art.1, comma 59, della Legge 23 dicembre 1996, n.662 e successive modificazioni ed integrazioni, attivare sulle frazioni di posti in organico resesi disponibili in seguito alla costituzione di rapporti part-time, procedure di mobilità esterna ovvero procedure concorsuali.

  1. Nel caso di mobilità esterna o nel caso di indizione di pubblici concorsi, l’Amministrazione provvederà ad indicare preventivamente la tipologia di lavoro part-time richiesta e l’orario di svolgimento dell’attività lavorativa.
  2. Il dipendente trasferito da altra Amministrazione o assunto con contratto di lavoro part-time potrà richiedere la trasformazione a tempo pieno solo dopo che siano trascorsi almeno due anni e compatibilmente con la disponibilità di posizioni organiche vacanti.
  3. Il passaggio da una tipologia di part-time ad un’altra sarà consentito dopo due anni dal trasferimento o dall’assunzione, compatibilmente con le esigenze organizzative della Struttura di appartenenza.
  4. Sarà comunque salvo il diritto del lavoratore dipendente dell’Amministrazione che abbia optato per il regime di part-time a richiedere il ritorno al tempo pieno, prioritariamente rispetto ai casi di cui al precedente quarto comma.

Art.11 Periodo di prova per dipendenti neoassunti con contratto di lavoro part-time

  • Il dipendente part-time neoassunto a tempo indeterminato sarà assoggettato al periodo di prova nei limiti temporali massimi previsti dalla contrattazione collettiva.
  • Per il personale con rapporto part-time di tipo orizzontale i giorni di prova saranno gli stessi di quelli previsti per il personale a tempo pieno.
  • Per il personale con rapporto part-time di tipo verticale il dipendente sarà assoggettato ad un numero di giornate di prova, anche non continuative, proporzionali al periodo previsto per il personale a tempo pieno.

Art.12 Stato giuridico del personale con rapporto di lavoro a tempo parziale Al personale con rapporto di lavoro a tempo parziale si applicheranno le disposizioni normative e contrattuali dettate per il personale con rapporto di lavoro a tempo pieno, tenuto conto della durata ridotta della prestazione e della peculiarità del suo svolgimento, fatti salvi, in ogni caso:

  1. il divieto di prestazioni straordinarie;
  2. Il divieto di usufruire di benefici che comportino una riduzione dell’orario di lavoro giornaliero, fatti salvi i permessi stabiliti dalla contrattazione collettiva e quelli previsti da specifiche disposizioni di legge.

Art.13 Ferie, godimento delle festività soppresse e permessi

  1. Il dipendente part-time avrà diritto al godimento per ogni anno solare di un periodo di ferie retribuito.
  2. Il dipendente in part-time orizzontale avrà diritto alle stesse giornate di ferie del dipendente a tempo pieno.
  3. Il dipendente in part-time verticale avrà diritto ad un periodo di ferie commisurato al numero annuo di giornate lavorative.
  4. Verranno applicati per le festività soppresse i medesimi criteri di proporzionalità adottati per la determinazione dei giorni di ferie.

In ogni caso non saranno soggetti a riduzione i permessi retribuiti previsti dai commi 1, 2 e 3 dell’art.23 del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del personale tecnico-amministrativo del Comparto Università per il quadriennio 1994-1997. Al personale con rapporto di lavoro part-time potranno essere concessi brevi permessi giornalieri.

  1. Tali permessi non potranno essere recuperati anticipando l’entrata in servizio o ritardando l’uscita, ma dovranno essere recuperati entro il mese successivo durante le ore o le giornate nelle quali il dipendente non presta normale attività di servizio.
  2. Tali permessi dovranno essere richiesti per ore lavorative intere e non superare il 50% della prestazione giornaliera.

Le modalità di recupero dei permessi dovranno essere concordate con il responsabile della Struttura ove il dipendente presta la propria attività lavorativa. Art.14 Assenze per maternità

  1. Al personale con rapporto di lavoro a tempo parziale si applicheranno le stesse disposizioni previste per il personale a tempo pieno dalla L.30 dicembre 1971, n.1204 recante “Tutela delle lavoratrici madri” e dal C.C.N.L.
  2. Si applicheranno altresì anche ai dipendenti con rapporto di lavoro a tempo parziale le disposizioni di cui alla L.9 dicembre 1977, n.903 sulla “Parità di trattamento tra uomini e donne in materia di lavoro”, secondo cui i benefici previsti dalla L.1204/71 sono riconosciuti anche al lavoratore padre in alternativa alla madre.
  3. I dipendenti con rapporto di lavoro part-time verticale, in caso di astensione dal lavoro per maternità, avranno diritto a maturare eventuali indennità solo in relazione alle giornate lavorative che sarebbero state teoricamente svolte nel periodo di sospensione dal lavoro.

Art.15 Malattia e aspettative

  1. Le disposizioni contrattuali in materia di malattia e aspettative del personale dipendente si applicheranno a tutto il personale, compreso quello a tempo parziale.
  2. Il dipendente con rapporto di lavoro part-time, nei periodi di sospensione dal lavoro per malattia, avrà diritto al riconoscimento di ogni competenza solo per le giornate per le quali è previsto lo svolgimento della sua prestazione lavorativa.

Art.16 Attività di formazione

  1. I dipendenti con rapporto di lavoro part-time avranno pieno diritto di accedere alle iniziative formative programmate dall’Amministrazione, che pertanto dovranno essere organizzate in modo da agevolare l’effettiva partecipazione sia dei dipendenti a tempo pieno sia dei lavoratori part-time.
  2. Nel caso non fosse possibile adattare l’attività formativa alle esigenze dei dipendenti con rapporto di lavoro a tempo parziale, gli stessi potranno partecipare ai corsi formativi anche se tenuti al di fuori del loro normale orario di lavoro.
  3. I dipendenti part-time potranno concordare con il proprio responsabile un’articolazione dell’orario di lavoro che permetta di recuperare le ore eventualmente dedicate alla formazione professionale al di fuori del normale orario di servizio.

Art.17 Istituti economici

  • Il trattamento economico del personale part-time sarà proporzionale alla prestazione lavorativa, con riferimento a tutte le competenze fisse e periodiche spettanti al personale a tempo pieno appartenente alla stessa qualifica.
  • In sede di contrattazione decentrata potrà prevedersi che i trattamenti accessori collegati al raggiungimento di obiettivi od alla realizzazione di progetti, nonché altri istituti contrattuali non collegati alla durata della prestazione lavorativa, vengano applicati in favore del personale a tempo parziale anche in misura non frazionata o non direttamente proporzionale al regime orario adottato.

Art.18 Trattamento previdenziale

  1. Lo svolgimento di un’attività lavorativa part-time comporterà differenze di trattamento, rispetto a quello previsto per il personale a tempo pieno, anche riguardo agli aspetti previdenziali e di fine rapporto.
  2. Riguardo al computo degli anni validi per la determinazione dell’indennità di fine rapporto e del trattamento pensionistico, il periodo trascorso con rapporto di lavoro part-time avrà la stessa validità di un analogo periodo compiuto con rapporto di lavoro a tempo pieno.
  3. Ai fini economici verrà riconosciuto un numero di anni corrispondente alla tipologia di part-time prescelta.
  4. I dipendenti avranno comunque la facoltà di riscattare, a domanda, i periodi di servizio prestati sia a part-time verticale sia a part-time orizzontale, successivi al 31 dicembre 1996.

Art.19 Norma finale Per tutto quanto non espressamente previsto dal presente Regolamento si rinvia a quanto disposto dalla Legge e dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del personale tecnico-amministrativo del Comparto Università. : Regolamento Part time

Cosa cambia tra studente e studente lavoratore?

Almalaurea: studiare o lavorare? Studiare e lavorare contemporaneamente è una scelta coraggiosa e un modo per vivere gli anni universitari rispettando le proprie esigenze e progettualità. Almalaurea ha scelto di analizzare l’esperienza degli studenti lavoratori nello studio sul profili dei laureati di Almalaurea nel 2009,

  • Ai fini dell’analisi del rapporto di Almalaurea la prima definizione da chiarire è la differenza tra lavoratori-studenti e studenti-lavoratori,
  • Si considerano studenti-lavoratori tutti i laureati che hanno avuto esperienze lavorative durante il corso di studi (per lo più saltuarie), mentre per lavoratori-studenti si intendono i laureati che hanno avuto un rapporto di lavoro continuativo a tempo pieno per almeno la metà del percorso universitario.

Nel rapporto di Almalaurea le percentuali che rappresentano queste due categorie dimostrano che è molto difficile mantenere un lavoro continuativo a tempo pieno durante gli studi, i lavoratori-studenti nel 2008 sono circa il 10% contro il 64% degli studenti-lavoratori,

L’impegno universitario con quello lavorativo non sempre riescono a convivere perché è complicato conciliare la frequenza alle lezioni e partecipazione alla vita universitaria con l’orario e le responsabilità del lavoro. Un fattore che influisce sulla scelta di lavorare durante l’università è l’ origine sociale del laureato, ovvero le caratteristiche socio culturali della famiglia.

Se i genitori posseggono come titolo di studio una laurea e appartengono ad una classe medio-alta, le esperienze lavorative del laureato saranno inesistenti o insignificanti. Viceversa, se la famiglia è composta da diplomati e appartiene ad una classe medio-bassa, il laureato può, con più facilità, diventare un lavoratore-studente o uno studente-lavoratore.

Che vantaggi ha uno studente lavoratore?

Gli studenti lavoratori hanno diritto a permessi giornalieri retribuiti per sostenere esami e frequentare lezioni, turni agevolati per la frequenza delle lezioni, 150 permessi straordinari in 3 anni e congedo formativo per attività formative dopo 5 anni di impiego presso la stessa azienda.