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A Cosa Serve La Legge 10 91?

A Cosa Serve La Legge 10 91
Quali sono gli obiettivi della Legge 10/91? – La Relazione Legge 10/91 è lo strumento che permette di controllare che i componenti dell’involucro edilizio e gli impianti dell’edificio rispettino i limiti definiti dal D.Lgs 311/2006 e successive modifiche.

La Legge 10/91 è un documento atto a dimostrare che l’edificio di nuova costruzione, o oggetto di manutenzione straordinaria, di ristrutturazione, di ampliamento, rispetta dei parametri minimi richiesti riguardanti caratteristiche energetiche, Le norme (D.Lgs.311/2006) infatti indicano, a seconda della zona climatica e del rapporto S/V (superficie esposta/volume), una serie di parametri energetici che l’involucro edilizio, comprensivo di murature, pavimenti e solai, e gli impianti devono necessariamente rispettare per raggiungere un determinato indice di prestazione energetica minimo.

La relazione deve essere allegata al progetto edilizio da presentare in Comune per l’ottenimento del relativo permesso edilizio.

Quando serve la Legge 10 91?

Detto in maniera molto semplice, la relazione ex legge 10/91 è obbligatoria ogni volta che un intervento va a modificare l’impatto energetico dell’edificio. Ovviamente maggiori sono le opere da realizzare e la superficie interessata e maggiori sono le prescrizioni da osservare.

A cosa serve la Relazione ex Legge 10?

Contenuto della Relazione legge 10 – La Relazione ex Legge 10,che può essere redatta solo da professionisti abilitati (ingegneri, architetti, geometri e periti edili), contiene i dati essenziali per la definizione del sistema edificio-impianto preposti al contenimento del consumo energetico. La relazione energetica, oltre agli elaborati grafici (piante, prospetti, sezioni), contiene i seguenti dati:

localizzazione: dati catastali e climatici caratteristiche, dati tecnici e costruttivi dell’edificio dati relativi agli impianti indicazioni atte a contenere il consumo energetico fonti rinnovabili attestazione e verifiche del rispetto delle prescrizioni.

Il progettista o i progettisti devono inserire i calcoli e le verifiche previste dal DM Requisiti Minimi nella relazione tecnica di progetto attestante la rispondenza alle prescrizioni per il contenimento del consumo di energia degli edifici e dei relativi impianti termici.

Negli enti soggetti all’obbligo di cui all’articolo 19 della legge 10/91 (i soggetti operanti nei settori industriale, civile, terziario e dei trasporti che nell’anno precedente hanno avuto un consumo di energia rispettivamente superiore a 10.000 tonnellate equivalenti di petrolio per il settore industriale ovvero a 1.000 tonnellate equivalenti di petrolio per tutti gli altri settori), tale relazione progettuale dovrà essere integrata con l’attestazione di verifica sull’applicazione della norma, redatta dal Responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia nominato.

Il Mise con la FAQ 2.57, ricorda che la relazione tecnica deve essere compilata solo per le parti interessate dagli interventi. Per le parti non soggette a interventi si scriverà “non soggetto a modifiche”. Nel caso di interventi esclusivi sull’involucro, ad esempio andranno considerati solo quelli.

Cosa succede se non presento la Legge 10?

Violazioni alla L.10/91 configurano anche illecito o abuso edilizio tipico? – Anticipo che la risposta debba essere affermativa. Alla luce di quanto sopra, si può affermare che:

  1. La normativa di risparmio energetico è norma di settore di ambito urbanistico-edilizio, e costituisce presupposto essenziale per gli interventi edilizi;
  2. Il mancato rispetto della normativa di settore in ambito energetico e termico (cioè L.10/1991 e D.Lgs.192/2005), può comportare la decadenza o inefficacia della pratica edilizia, dovuto anche a falsa attestazione dei requisiti.
  3. Le difformità parziali o totali sulle parti dell’edificio inerenti il risparmio energetico possono qualificarsi essi stessi illeciti o abusi edilizi: infatti l’opera autorizzata risulta non rispondente ad una normativa di settore “assorbita” tra i presupposti essenziali per l’intervento edilizio.

L’efficacia della pratica edilizia è condizionata al rispetto di ogni norma di settore in quanto presupposto necessario (ma non sufficiente), e la sua essenzialità risulta confermata dall’apposita attestazione asseverata dal Tecnico abilitato anche sul rispetto di questa normativa.

Quando serve la relazione energetica?

Quando è obbligatoria la Relazione Energetica, ex legge 10? – La relazione tecnica energetica è obbligatoria per tutti i lavori che prevedono la costruzione o l’intervento sul sistema involucro-impianto. Per semplificare, nel momento in cui interverrai su strutture che incidono sui consumi della tua casa, dovrai far redigere la “legge 10”.

  1. Ovviamente, più strutture coinvolgerai, più saranno restrittive le prescrizioni da verificare.
  2. Ad esempio, se intervenissi sul solo impianto di riscaldamento dovrai verificare meno elementi che nel caso in cui tu costruisca un intero edificio.
  3. Inoltre, la verifica riguarderà il solo l’impianto e non interesserà le pareti e l’involucro della tua casa.

La normativa prevede 4 livelli di verifiche a seconda della consistenza degli interventi. Per comprendere al meglio le casistiche seguenti, occorre definire il concetto di superficie disperdente complessiva dell’edificio: “superficie lorda degli elementi opachi e trasparenti che delimitano il volume a temperatura controllata dall’ambiente esterno e da ambienti non climatizzati quali le pareti verticali, i solai contro terra e su spazi aperti (vespaio), i tetti e le coperture.

  • La superficie su cui calcolare la percentuale di intervento è quella dell’involucro dell’intero edificio, costituito dall’unione di tutte le unità immobiliari che lo compongono.” Per approfondire il metodo di calcolo della superficie disperdente, ti consiglio l’ articolo ad hoc,
  • Ma facciamo un esempio: pensiamo ad un condominio di 7 piani.

L’intervento previsto consta del rifacimento e quindi dell’isolamento del solo vespaio al piano terra. Per superficie disperdente complessiva dell’edificio si intende la somma della superficie del vespaio, delle facciate dell’intero condominio e della copertura.

Quando è obbligatorio il progetto dell’impianto di riscaldamento?

Il progetto è sempre obbligatorio! Sia in caso di nuova installazione, che in caso di manutenzione che di trasformazione di un impianto esistente. L’articolo 5 del DM 37/08 lo definisce chiaramente.

Chi controlla la Legge 10?

Il Comune controlla sempre e comunque l’osservanza della legge nelle seguenti fasi ( legge 10, art.

Quanto costa una relazione Legge 10?

Costi della relazione energetica – Il costo di una relazione ex legge 10 può variare da circa 500 euro a cifre come 3.000 euro a seconda del tipo di intervento e di edificio, ecc Al tecnico serve avere la planimetria in dwg, Potrebbe, inoltre, essere necessario pagare i diritti al Comune per il protocollo della relazione.

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Oltre alle classiche news, alle guide tecniche, agli approfondimenti tematici, alle segnalazioni di opportunità lavorative, offriamo anche un utile servizio di documenti in pdf (normative, fac-simile, modulistica ) liberamente scaricabili e riutilizzabili.

Che differenza c’è tra Ape e Legge 10?

differenza tra Certificato Energetico e Legge 10 Buona sera a tutti, avrei bisogno di un aiuto, per i più forse banale: qual è l’esatta differenza tra la legge 10 e la certificazione energetica? Posso produrle entrambi io come architetto? Grazie. Non nella stessa pratica.

  1. La relazione ex Legge 10/91 stabilisce i criteri progettuali di rispondenza del fabbricato in progetto (ristrutturazione o nuova costruzione) rispetto alla vigente normativa energetica.
  2. L’Ace o Certificazione energetica è in oratica una sorta di collaudo cioè può confermare o meno la realizzazione del fabbricato rispetto a quanto previsto nella Legge 10.
See also:  Legge 104 Cosa Fare Per Richiederla?

Se firmi la legge 10 non puoi fare la certificazione per lo stesso immobile poichè devi dichiarare di non aver preso parte alla progettazione e/o costruzione del fabbricato. Grazie per la risposta. Quindi in sostanza se sono io il progettista, redigo la Legge 10 e poi un certificatore abilitato andrà a verificare che ciò che è detto nella Legge 10 sia corretto.

Come si chiama oggi la Legge 10?

28 Legge 10 : una definizione. La relazione energetica è, come abbiamo detto, un documento che illustra i dati tecnici e costruttivi di un edificio, delle strutture e degli impianti.

Quanto tempo ci vuole per fare una Legge 10?

1 ora è il tempo tecnico per fare una legge 10 al netto del rilievo e della modellazione dell’edificio già eseguita.

Dove va depositata la Legge 10?

Società di Architettura & Ingegneria sedi Roma e Milano A Cosa Serve La Legge 10 91 La legge n.10 del 09/01/ 1991, Norme per l’attuazione del Piano energetico nazionale in materia di uso razionale dell’energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia, pubblicata in Gazzetta Ufficiale del 16 gennaio 1991, n.13, nasce con l’intento di razionalizzare il consumo dell’energia utilizzata per il riscaldamento e di regolamentare il settore termotecnico.

  • Essa rappresenta quindi un punto fondamentale rispetto a quella che sarà in futuro tutta la politica indirizzata al risparmio energetico : indica gli obblighi di contenimento energetico, che devono essere verificati da appositi calcoli, da rispettarsi durante le fasi di realizzazione di un nuovo edificio o ristrutturazione importante di uno esistente.
  • Nell’ambito di un piano energetico nazionale, infatti, questa norma ha per la prima volta classificato il territorio della Penisola in zone climatiche, (A, B, C, D, E, F), dividendole in base alle temperature e alla velocità dei venti.

Ad ogni zona climatica è stato assegnato un preciso periodo di esercizio degli impianti di riscaldamento. In un edificio vi sono apporti e dispersioni di calore: la somma di queste rappresenta il bilancio energetico e questa legge si propone proprio di indirizzare questo bilancio.

  • Infatti, per far sì che esso sia sempre attivo, cioè il calore interno sia maggiore di quello disperso, è necessario spendere una certa quantità di energia affinché la temperatura interna raggiunga il valore di temperatura prefissato in °C.
  • La legge impone anche la verifica dell’involucro edilizio, costituito da tetti e pareti, per evitare dispersioni di calore e quindi sprechi di energia.

Un altro aspetto a cui la legge presta attenzione è il rendimento degli impianti, che se è al di sotto di determinati valori non consente il risparmio energetico richiesto. La legge è stata soggetta a varie modifiche e integrazioni, anche a livello regionale, tra le quali l’emanazione nel 2005 del Decreto Legislativo n.192 che ha recepito la direttiva europea 2002/91/CE sul risparmio energetico.

  • Questa ha reso ancora più severi i parametri di isolamento e di rendimento dei generatori di calore da rispettare, ed inserito alcune indicazioni sull’utilizzo di impianti da fonti rinnovabili,
  • L’articolo 8 del D.Lgs.192/2005 prevede che i progettisti, nell’ambito delle rispettive competenze (impiantistiche, termotecniche, elettriche e illuminotecniche), inseriscano i calcoli e le verifiche previste dalla legge nella relazione tecnica di progetto – nota come Relazione legge 10 – attestante la rispondenza alle prescrizioni per il contenimento del consumo di energia degli edifici.

Tale relazione, ai sensi della legge 10/1991, va depositata dal proprietario dell’edificio, o da chi ne ha titolo, presso le amministrazioni competenti, in duplice copia, contestualmente alla dichiarazione di inizio dei lavori complessivi o degli specifici interventi proposti, o alla domanda di un titolo abilitativo.

  1. Con il recente decreto relazione tecnica attuativo della legge 90 vengono definiti tre nuovi schemi di riferimento per la compilazione della relazione tecnica di progetto ex legge 10, in funzione delle diverse tipologie di lavori:
  • nuove costruzioni, ristrutturazioni importanti di primo livello, edifici ad energia quasi zero
  • riqualificazione energetica e ristrutturazioni importanti di secondo livello, costruzioni esistenti con riqualificazione dell’involucro edilizio e di impianti termici
  • riqualificazione energetica degli impianti tecnici

Gli schemi, con le dovute differenze date dalle diverse tipologie di intervento, contengono le informazioni minime necessarie per accertare l’osservanza delle norme vigenti da parte degli organismi competenti:

  • informazioni generali
  • fattori tipologici dell’edificio
  • parametri climatici della località
  • dati tecnici e costruttivi dell’edificio e delle relative strutture
  • dati relativi agli impianti (impianti termici, fotovoltaici, solari termici, di illuminazione, ecc.)
  • principali risultati dei calcoli (involucro edilizio e ricambio d’aria, indici di prestazione energetica per la climatizzazione invernale ed estiva, per la produzione di acqua calda sanitaria, la ventilazione e l’illuminazione)
  • elementi specifici che motivano deroghe a norme vigenti
  • documentazione allegata
  • dichiarazione di rispondenza

Il primo schema da seguire per la Relazione Legge 10 di cui all’Allegato 1 del decreto, riguarda:

  • nuove costruzioni
  • ristrutturazioni importanti di primo livello
  • edifici a energia quasi zero.
  • Per ristrutturazioni importanti di primo livello si intendono interventi che interessano più del 50% della superficie disperdente esterna e l’eventuale rifacimento dell’impianto termico invernale e/o estivo.
  • Gli edifici a energia quasi zero sono fabbricati ad altissima prestazione energetica e fabbisogno energetico molto basso, quasi nullo, coperto in larga misura da fonti rinnovabili, compresa l’energia da rinnovabili prodotta in loco o nelle vicinanze.
  • Il secondo schema di Relazione legge 10, di cui all’Allegato 2 del decreto, riguarda i lavori relativi a:
  • riqualificazione energetica di costruzioni esistenti
  • ristrutturazioni importanti di secondo livello
  • riqualificazione dell’involucro edilizio e degli impianti termici
  1. Per ristrutturazioni importanti di secondo livello si intendono interventi che interessano dal 25% al 50% della superficie disperdente esterna e l’eventuale rifacimento dell’impianto termico invernale e/o estivo o interventi che interessano più del 50% della superficie disperdente esterna.
  2. Il terzo schema di relazione legge 10 di cui all’Allegato 3 del decreto, riguarda infine i lavori relativi alla riqualificazione energetica degli impianti termici,
  3. Un edificio è sottoposto a riqualificazione energetica degli impianti tecnici, quando vengono effettuati lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, ristrutturazione o risanamento conservativo su impianti aventi proprio consumo energetico.

: Società di Architettura & Ingegneria sedi Roma e Milano

Quali sono le verifiche Legge 10?

Chi si occupa di progettazione e riqualificazione degli edifici sa che con “Relazione Legge 10” si intende il documento da consegnare in Comune per dimostrare le verifiche sul contenimento dei consumi energetici e delle prestazioni del sistema edificio-impianto.

Quanto costa una relazione energetica?

CERTIFICAZIONE ENERGETICA: QUANTO COSTA? Il sempre maggiore interesse rivolto alla riduzione dei consumi e al controllo delle emissioni nell’ambiente, ha portato alla valutazione delle prestazioni energetiche degli appartamenti. Ogni immobile, infatti, può essere valutato, a seconda delle caratteristiche tecniche, della tipologia di impianti e dell’isolamento termico che lo caratterizza.

  • La prestazione energetica di un appartamento, pertanto, viene riconosciuta tramite una scala letterale, dalla G alla A.
  • Quest’ultima lettera, inoltre, è suddivisa in quattro classi, dalla A+ alla A++++, anche denominate come A1 fino ad A4.
  • Per poter definire la di un immobile è necessario richiedere un APE, ossia un Attestato di Prestazione Energetica.
See also:  Oneri E Accessori Di Legge Cosa Sono?

Si tratta di un documento obbligatorio, che deve essere sempre presentato quando si vende o affitta un immobile. Il certificato è a carico del proprietario dell’appartamento e deve essere dichiarato anche all’interno degli annunci immobiliari. Per stilare l’APE è necessario l’intervento di un tecnico specializzato che potrà effettuare una valutazione e misura delle caratteristiche dell’appartamento, controllare infissi e tipologie di impianti e definire la classe di appartenenza dell’appartamento a seconda dei valori risultanti dalle misure effettuate.

  1. Il certificato di prestazione energetica ha validità di dieci anni ma va nuovamente richiesto ogni volta che si effettuano lavori di dell’appartamento, che possono permettere il cambio da una classe a minore efficienza a una ad efficienza maggiore.
  2. Il costo dell’Attestato di Prestazione Energetica si aggira intorno ai 150 euro.

La cifra precisa dipende molto dalla regione e anche dalla città in cui si vive, ossia in cui si trova l’immobile. Le stime effettuate dalle associazioni dei consumatori hanno evidenziato come i costi più elevati si registrano per le regioni del nord e nelle grandi città metropolitane.

  1. Viceversa, nei piccoli paesi del sud il rilascio dell’attestato di prestazione energetica ha costi minori.
  2. Va sottolineato che una corretta valutazione della classe di efficienza dell’appartamento è fondamentale per poter comprendere come gestire al meglio i propri consumi.
  3. Una classe di efficienza bassa, ad esempio una F, può infatti portare a una spesa maggiore sulle bollette perché, essendo poco efficiente dal punto di vista termico, diventa difficile da riscaldare con un incremento delle spese per il gas.

Per questo motivo, è sempre meglio diffidare da quanti offrono certificazioni energetiche a prezzi troppo bassi. In molti casi, infatti, si tratta di indagini condotte in maniera poco approfondita, che non permettono di avere una corretta panoramica su quelle che sono le reali caratteristiche energetiche dell’immobile.

  1. L’attestato di prestazione energetica è entrato in vigore nel 2013 e successivamente modificato nel 2015, sostituendo il precedente ACE (Attestato di Certificazione Energetica).
  2. La differenza tra le due certificazioni è data da una serie di misure e valutazioni che vanno effettuate per definire la classe energetica di appartenenza dell’immobile.

L’ACE, proprio come l’APE, aveva una durata di dieci anni. Pertanto, quanti avessero già effettuato una certificazione ACE non sono obbligati a effettuare anche la nuova topologia di certificazione. Tutti gli ACE regolarmente rilasciati prima dell’entrata in vigore delle normative che prevedevano l’uso della nuova certificazione, infatti, sono valide.

  • Tuttavia, in caso di interventi di riqualificazione energetica, sarà necessario presentare una nuova certificazione energetica.
  • In tal caso, il tecnico che verrà chiamato per effettuare la valutazione rilascerà un APE.
  • Le differenze tra le due certificazioni, come già accennato, è data soprattutto dalla tipologia delle valutazioni che vengono effettuate per il rilascio della certificazione.

Queste, infatti, prevedono una serie di misure tra cui, ad esempio, l’incremento delle classi energetiche, che passano da 7 a 10 (essendo stati aggiunti i sottogruppi della classe A). Inoltre, a differenza dell’ACE, l’APE prevede delle linee guida per la compilazione identiche per tutta la nazione.

  1. Se vi sono variazioni dei costi, pertanto, non si tratta di differenti modalità di intervento per il rilascio della certificazione ma semplicemente per differenti costi di mercato delle prestazioni dei tecnici abilitati nelle differenti parti d’Italia.
  2. Questi ultimi, si ricorda, devono essere abilitati dalla Regione di residenza e devono seguire una procedura standard per la redazione del certificato, basandosi su misure e calcoli da effettuare tramite un software specifico.

Infine, va sottolineato che i costi per il rilascio dell’attestato di prestazione energetica sono sicuramente molto bassi se paragonati alle sanzioni previste in caso di mancata presenza dell’APE durante l’atto di vendita, sia tra privati che tramite agenzia immobiliare. Produci la tua energia Risparmia e investi sul futuro Fai la tua parte per il pianeta Stai sereno, in ogni situazione Configura l’impianto fotovoltaico più adatto a te e comincia subito a risparmiare Oltre 500.000 clienti hanno scelto Sorgenia per Luce, Gas e Fibra Vuoi scoprire le nostre offerte e ricevere il consiglio di un esperto? Compila il form, ti ricontatteremo per darti tutte le informazioni che ti servono, gratuitamente e senza impegno. A Cosa Serve La Legge 10 91 Sorgenia è attivamente impegnata nel continuo lavoro di aggiornamento dei contenuti di questa pagina. Qualora uno qualsiasi dei testi, informazioni, dati pubblicati e collegamenti ad altri siti Web risultino inaccurati, incompleti o non aggiornati, si ricorda ai lettori che il contenuto esiste unicamente a scopo informativo e non ha natura di comunicazione ufficiale.

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  • Le informazioni possono essere verificate e approfondite sul sito web dell’Autorità di regolazione http://www.arera.it.

Prima di sottoscrivere un’offerta si invita a leggere attentamente le condizioni contrattuali ed economiche delle singole offerte commerciali per verificarne l’attualità e la convenienza in relazione alle proprie personali esigenze. : CERTIFICAZIONE ENERGETICA: QUANTO COSTA?

Cosa ha sostituito la Legge 10?

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera. La legge 9 gennaio 1991, n.10 era una legge della Repubblica Italiana che dettava disposizioni in tema di risparmio energetico, pubblicata sulla gazzetta ufficiale 13 del 16 gennaio 1991, È stata infine in gran parte sostituita dal decreto interministeriale 37 del 22 gennaio 2008.

Chi deve fare il rapporto di efficienza energetica?

Nuovo libretto della caldaia: come funziona? – Il nuovo libretto della caldaia va compilato da proprietari, inquilini e amministratori condominiali, che devono anche provvedere alla sostituzione del vecchio libretto. La compilazione va effettuata sia per i tradizionali impianti termici per il riscaldamento degli ambienti, sia per gli impianti termici adibiti a climatizzazione estiva.

impianti termici di climatizzazione invernale di potenza superiore a 10KWimpianti termici di climatizzazione estiva di potenza nominale superiore a 12KW

mentre per gli impianti termici alimentati esclusivamente da fonti rinnovabili non è obbligatorio redigerlo. Il Rapporto di Efficienza Energetica va redatto al termine di adeguati interventi di manutenzione affidati a personale tecnico qualificato e dotato dei requisiti professionali. La tempistica e la cadenza dei controlli sarà indicata dalla Regione di appartenenza. Leggi anche > Fotovoltaico in leasing: cambiano i calcoli Unico

Che succede se l’impianto elettrico non è a norma?

Salta al contenuto Affitto con impianto elettrico non a norma L ‘inquilino ha la possibilità di sospendere il pagamento del canone di locazione se la casa presa in affitto presenta seri rischi e pericoli di folgorazione per via dell’impianto elettrico non a norma.

Se prendi in affitto un appartamento e solo dopo ti accorgi che l’impianto elettrico non è a norma, manca la certificazione del tecnico e, soprattutto, c’è il rischio di una folgorazione o di un corto circuito che potrebbe mettere a rischio te e i tuoi familiari, puoi smettere di pagare il canone di locazione.

Questo perché, secondo una recente sentenza della Cassazione (Cass. sent.n.8637/2016.), in tali casi si è davanti a un grave inadempimento del padrone di casa che rende completamente inservibile l’immobile locato. La regola generale vuole che l’inquilino non possa interrompere o autoridurre il canone di locazione se nella casa in affitto ci sono dei difetti, anche se questi non erano conosciuti o conoscibili al momento della firma del contratto di locazione.

  1. Il punto è che la riduzione dell’utilità dell’immobile deve essere valutata prima dal giudice, cui il conduttore deve rivolgersi se vuol ottenere uno sconto sull’affitto.
  2. Sconto quindi che non può decidere autonomamente.
  3. Fa eccezione a tale regola solo il caso in cui l’immobile sia completamente inservibile o non funzionale allo scopo per il quale è stato locato.
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Un caso tipico è quello dell’impianto elettrico non a norma e a rischio folgorazione. In tal caso, secondo la giurisprudenza, siamo davanti a una grave violazione che potrebbe giustificare l’affittuario ad andare via dall’appartamento e, per questo, smettere di pagare i canoni.

Un esempio ci chiarirà le idee. Immaginiamo di prendere un appartamento in affitto. Prima di firmare il contratto, lo visioniamo e tutto sembra essere perfetto. Dopo alcuni mesi, però, facciamo alcuni lavori in casa, peraltro concordati con il proprietario, e scopriamo che l’impianto elettrico non è a norma.

La ditta sospende immediatamente i lavori per rischio di folgorazione e così noi contattiamo il proprietario, che si impegna ad approfondire la questione. Ma passa un mese e non accade nulla. Proviamo a spedirgli una raccomandata, ma non riceviamo risposta.

Chi è il responsabile dell’impianto termico?

Il Responsabile dell’ impianto è la persona cura l’esercizio (funzionamento), la conduzione (gestione), il controllo e la manutenzione dell’ impianto termico e che verifica il rispetto delle disposizioni di legge. Il Responsabile dell’ impianto è il proprietario dell’ impianto termico, in tutto o in parte.

Quando non è necessario il progetto degli impianti?

Una delle domande più frequenti è sempre se il DM 37/08 richiede l’obbligo di progetto oppure se il caso in questione ne è esente. A Cosa Serve La Legge 10 91 Quando non è necessario progetto impianto elettrico Oltre alle casistiche definite nell’articolo 5 del DM 37/08 esistono casi in cui il progetto di un impianto elettrico non è richiesto, nè da un professionista iscritto agli albi professionali secondo le specifiche competenze tecniche nè dal responsabile tecnico dell’impresa installatrice. I casi sono i seguenti:

Cantieri edili;Installazione di elettrodomestici, ascensori, porte o cancelli automatici;Interventi che rientrano nella manutenzione straordinaria.

Attenzione però che nel caso di cancelli automatici, condizionatori, ascensori, ecc. fa eccezione la linea di alimentazione che deve invece essere progettata. Studio elettrotecnico Torelli ss Lo studio è disponibile per fornire eventuali chiarimenti o approfondimenti sull’argomento Potrebbe interessarti: “DM 37/08 significato e tipologie degli interventi sull’impianto elettrico” Seguiteci sui social e mettete un mi piace A Cosa Serve La Legge 10 91

Quanto costa una relazione Legge 10?

Costi della relazione energetica – Il costo di una relazione ex legge 10 può variare da circa 500 euro a cifre come 3.000 euro a seconda del tipo di intervento e di edificio, ecc Al tecnico serve avere la planimetria in dwg, Potrebbe, inoltre, essere necessario pagare i diritti al Comune per il protocollo della relazione.

Il Blog di Unione Professionisti è una piattaforma di contenuti e servizi dedicata al mondo del lavoro e delle libere professioni. Con i professionisti ci rapportiamo e confrontiamo ogni giorno per fornire un’informazione dettagliata a 360 gradi. Il nostro staff di collaboratori è composto da giornalisti, professionisti, esperti in formazione professionale, grafici, esponenti del mondo imprenditoriale e non solo.

Oltre alle classiche news, alle guide tecniche, agli approfondimenti tematici, alle segnalazioni di opportunità lavorative, offriamo anche un utile servizio di documenti in pdf (normative, fac-simile, modulistica ) liberamente scaricabili e riutilizzabili.

Cosa si intende per ristrutturazione importante?

Prescrizioni/verifiche di legge – Edifici nuovi Edifici di nuova costruzione o demoliti e ricostruiti Rispetto di:

tutti i requisiti pertinenti: capitoli 2 e 3 del decreto

Ampliamenti di edifici esistenti

Ampliamenti volumetrici di un edificio esistente se collegati a impianto tecnico esistenteRecupero volumi esistenti precedentemente non climatizzati se collegati a impianto tecnico esistente.Cambio di destinazione d’uso (recupero sottotetti, depositi, magazzini) se collegati a impianto tecnico esistente.

Per la parte ampliata e per il volume recuperato, rispetto di:

tutti i requisiti pertinenti del capitolo 2prescrizioni paragrafo 3.2 capoversi 4 e 7requisiti relativi al coefficiente globale di scambio termico per trasmissione, paragrafo 3.3 lettera b) punto irequisiti relativi al parametro Asol,est/Asup,utile, paragrafo 3.3 lettera b) punto ii

Ampliamenti volumetrici di un edificio esistente se dotati di nuovi impianti tecniciRecupero volumi esistenti precedentemente non climatizzati se dotati di nuovi impianti tecniciCambio di destinazione d’uso (recupero sottotetti, depositi, magazzini) se dotati di nuovi impianti tecnici

Per la parte ampliata e per il volume recuperato:

rispetto di tutti i requisiti pertinenti di cui ai capitoli 2 e 3 (al pari di un nuovo edificio)

Ristrutturazione importante di primo livello Intervento che interessa gli elementi e i componenti integrati costituenti l’involucro edilizio delimitanti un volume a temperatura controllata dall’ambiente esterno e da ambienti non climatizzati, con un’incidenza superiore al 50% della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio e comporta il rifacimento dell’impianto termico per il servizio di climatizzazione invernale e/o estiva asservito all’intero edificio Per i servizi coinvolti (impianti):

rispetto di tutti i requisiti previsti dai capitoli 2 e 3

Ristrutturazione importante di secondo livello Intervento che interessa gli elementi e i componenti integrati costituenti l’involucro edilizio delimitanti un volume a temperatura controllata dall’ambiente esterno e da ambienti non climatizzati, con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio e può interessare l’impianto termico per il servizio di climatizzazione invernale e/o estiva Rispetto di tutti i requisiti pertinenti di cui ai capitoli 2, 4 e 5 e in particolare di:

requisiti di trasmittanza termica limite di cui all’Appendice B delle porzioni e delle quote di elementi e componenti l’involucro dell’edificio interessati dai lavori di riqualificazione energeticarequisiti minimi per l’impianto oggetto di intervento, se applicabilerequisito relativo al coefficiente globale di scambio termico per trasmissione di cui all’Appendice A, determinato per l’intera parete comprensiva di tutti i componenti su cui si è intervenuti

Riqualificazione energetica Intervento che interessi:

coperture piane o a falde, opache e trasparenti (isolamento/impermeabilizzazione), compresa la sostituzione di infissi, in esse integratepareti verticali esterne, opache e trasparenti, compresa la sostituzione di infissi, in esse integrate

Rispetto di tutti i requisiti pertinenti di cui ai capitoli 2, 4 e 5 e in particolare di:

valori di trasmittanza termica limite di cui all’Appendice B per le parti dell’involucro dell’edificio interessate dall’intervento

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Come funziona la Legge 10?

La relazione tecnica Legge 10 – La relazione Legge 10 è, in gergo tecnico, il documento in cui il progettista riporta i calcoli e le verifiche che attestano la rispondenza di un progetto alle prescrizioni per il contenimento del consumo di energia degli edifici e dei relativi impianti termici.La relazione va sottoscritta dal progettista e presentata in Comune.

Quali sono le verifiche Legge 10?

Chi si occupa di progettazione e riqualificazione degli edifici sa che con “Relazione Legge 10” si intende il documento da consegnare in Comune per dimostrare le verifiche sul contenimento dei consumi energetici e delle prestazioni del sistema edificio-impianto.