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Legge Di Bilancio 2021 Cosa Prevede?

Legge Di Bilancio 2021 Cosa Prevede
Legge di Bilancio 2021, le novità su lavoro, famiglia e politiche sociali – È il Titolo VI della Legge di Bilancio 2021 uno dei punti centrali della Manovra, relativo alle novità in materia di lavoro, famiglia e politiche sociali, C’è la proroga della cassa integrazione Covid-19,

  1. La Legge di Bilancio 2021 prevede ulteriori 12 settimane di ammortizzatori sociali, da fruire entro il 31 marzo 2021.
  2. Stesso limite anche per il divieto di licenziamento così come per la fruizione dell’esonero dal versamento dei contributi previdenziali per i datori di lavoro che rinunciano alla cassa integrazione.

Con le novità inserite grazie agli emendamenti approvati dalla Commissione Bilancio, viene istituita in maniera sperimentale per il triennio 2021-2023 l’indennità straordinaria di continuità reddituale ed operativa (ISCRO) a favore dei lavoratori autonomi alla Gestione Separata.

  • È questa inoltre la sezione che contiene la nuova mini riforma delle pensioni 2021,
  • Il testo della Legge di Bilancio proroga Opzione donna e l’Ape sociale, estende l’ isopensione di 7 anni fino al 2023 e prevede la nona salvaguardia per i lavoratori esodati,
  • Passando alle novità per le famiglie, viene prorogato di un anno il bonus bebè, così come il congedo di paternità che sale a 10 giorni.

Ulteriori risorse vengono infine stanziate per il reddito di cittadinanza che, nonostante i disaccordi interni alla Maggioranza sul funzionamento della misura, non è intaccato dall’attuale versione della Legge di Bilancio 2021.

Cosa prevede la legge di bilancio?

La legge di Bilancio 2023 su Reddito di cittadinanza e pensioni. Fronte previdenza, oltre ad aumentare le pensioni (soprattutto quelle sociali, ma non solo) la legge di Bilancio prevede la conferma dell’APE sociale per i lavori usuranti e la proroga per il 2023 di Opzione donna, con alcune modifiche.

Cosa prevede la nuova legge di bilancio 2022?

Riduzione del carico fiscale – Riduzione del carico fiscale – 8 miliardi #LeggediBilancio2022 Con la Legge di bilancio 2022 viene riformata l’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche (IRPEF), ridisegnandone il profilo di aliquote e scaglioni, e vengono riorganizzate e armonizzate le detrazioni per reddito da lavoro dipendente e assimilati, da lavoro autonomo e da pensioni.

Le aliquote legali passano da cinque a quattro, mantenendo inalterati i livelli delle aliquote minima (23%) e massima (43%), scompare l’aliquota del 41%, mentre viene ridotta di due punti quella relativa al secondo scaglione (da 27 a 25%) e di tre punti l’aliquota del terzo scaglione, il cui limite superiore scende da 55.000 a 50.000 euro.

Il confronto fra scaglioni e aliquote dopo l’intervento in Legge di Bilancio e la normativa precedente.

SCAGLIONI E ALIQUOTE IRPEF 2022 SCAGLIONI E ALIQUOTE IRPEF 2021
Aliquota Fascia di reddito (euro) Aliquota Fascia di reddito (euro)
23% Fino a 15.000 23% Fino a 15.000
25% Da 15.000 a 28.000 27% Da 15.000 a 28.000
35% Da 28.000 a 50.000 38% Da 28.000 a 55.000
43% Sopra i 50.0000 41% Da 55.000 a 75.000
43% Sopra i 75.000

Le detrazioni per le principali tipologie di contribuenti sono modificate aumentandone l’importo e ampliando le fasce di reddito per le quali si applicano. I redditi fino a 15.000 euro continueranno a percepire il bonus Irpef da 100 euro, quelli da 15.000 a 28.000 lo riceveranno in base all’ammontare delle detrazioni spettanti.

  • A partire da questa soglia il bonus viene incorporato nella detrazione che, si riduce progressivamente a zero in corrispondenza di un livello di reddito pari a 50.000 euro.
  • Vengono inoltre differiti al 31 marzo 2022 i termini per approvare le addizionali regionali e comunali che devono essere allineate ai nuovi scaglioni di reddito IRPEF.

Per quanto riguarda i comuni, nel caso in cui il termine di approvazione del bilancio di previsione per l’anno 2022 venga differito a un termine successivo a quello del 31 marzo, occorre far riferimento per l’allineamento al nuovo termine.

Quando entra in vigore la nuova legge di bilancio 2022?

Quando viene approvata la legge di bilancio 2023? – Il disegno di legge di bilancio viene presentato al Parlamento entro il 20 ottobre di ogni anno. Il 21 novembre 2022 il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, ha approvato il disegno di legge recante il bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2023 e il bilancio pluriennale per il triennio 2023-2025 e l’aggiornamento del Documento programmatico di bilancio (DPB).

Come sono suddivise le spese di bilancio?

Intro – Il bilancio di previsione è il documento contabile che espone in maniera sistematica il reperimento e l’impiego delle risorse pubbliche, come definiti dalle norme vigenti, rappresentando perciò il principale riferimento per l’allocazione, la gestione e il monitoraggio di entrate e spese dello Stato.

Esso, in ossequio a quanto stabilito dalla legge di contabilità e finanza pubblica (legge 31 dicembre 2009, n.196 e successive modificazioni), viene redatto annualmente, con orizzonte triennale (sebbene gli stanziamenti costituiscano limiti all’autorizzazione di spesa solo per il primo esercizio), e approvato con legge ordinaria dal Parlamento.

Ogni anno, infatti, la legge di bilancio deve recepire variazioni di entrate e spese imputabili a diversi fattori: l’introduzione di nuove norme e l’abrogazione di altre, il rifinanziamento e il definanziamento di norme preesistenti, la rimodulazione delle risorse tra diversi capitoli di spesa (entro i limiti stabiliti dalla normativa in materia), la variazione di parametri esogeni fondamentali per la determinazione effettiva di rilevanti voci di spesa.

Fino al 2015, la predisposizione della legge di bilancio per il successivo triennio si è basata su due distinti disegni di legge, presentati dal governo alle camere entro il 15 di ottobre e discussi parallelamente nella cosiddetta sessione di bilancio (il periodo compreso tra la metà del mese di ottobre e la fine dell’anno solare): il disegno di legge di bilancio (Dlb) ed il disegno di legge di stabilità (Dls).

Nel Dlb trovava rappresentazione il bilancio a legislazione, considerando in questa definizione anche le variazioni dovute all’evoluzione degli scenari sottostanti le previsioni di entrate e spese (descritti nei documenti di programmazione economico-finanziaria) e le rimodulazioni di spesa compensative all’interno di ciascun programma o tra programmi della stessa missione, fermo restando il rispetto dei saldi di finanza pubblica.

Nel Dls, invece, venivano raccolte le innovazioni normative, nonché i rifinanziamenti, definanziamenti e le riprogrammazioni di norme esistenti, ovvero l’insieme degli interventi introdotti per modificare sostanzialmente l’andamento della legislazione vigente contenuta nel Dlb. In altre parole, i due documenti componevano la manovra triennale di finanza pubblica (articolo 11 della legge 196 del 2009), essendo contenute (per la gran parte) nel Dls le misure necessarie a modificare la legislazione vigente (Dlb) al fine di raggiungere gli obiettivi programmatici indicati nel Def (e relativa Nota di Aggiornamento).

Alla fine della sessione di bilancio, dall’approvazione contestuale dei due disegni di legge – come modificati dalla discussione parlamentare – aveva origine la legge di bilancio (LB), ovvero un documento contabile che rappresentava la nuova legislazione vigente.

In ragione di questo assetto normativo, la legge di bilancio era definita una legge formale, ovvero una legge non suscettibile di variare nella sostanza la legislazione di spesa vigente, essendo a tale scopo previsto uno strumento legislativo dedicato (la legge di stabilità, appunto), anch’esso annualmente redatto per adeguare la dinamica del bilancio agli obiettivi programmatici definiti nei documenti di programmazione economica e finanziaria (Def e relativa nota di aggiornamento).

A partire dalla legge di bilancio per il triennio 2017-2019, per effetto dell’articolo 15 della Legge rinforzata n.243 del 2012, la Legge n.196 del 2009 è stata modificata dalla Legge n.163 del 2016, eliminando la legge di stabilità, dando natura sostanziale alla legge di bilancio e dividendo quest’ultima in due sezioni distinte: la Sezione I, dedicata alle innovazioni legislative, e la Sezione II, contenente il bilancio a legislazione vigente e le variazioni non determinate da innovazioni normative: rimodulazioni compensative verticali (nello stesso esercizio, tra capitoli di spesa) e orizzontali (tra vari esercizi, su uno stesso capitolo di spesa), di cui al nuovo articolo 23, comma 3, lettera a), nonché rifinanziamenti, definanziamenti e riprogrammazioni di spese disposte da norme preesistenti, di cui alla successiva lettera b) del nuovo testo normativo.

Dal momento che la Sezione I della nuova legge di bilancio è riservata esclusivamente alle innovazioni legislative, la manovra di finanza pubblica (ovvero, l’insieme degli interventi volti a modificare la legislazione vigente) non si esaurisce in essa, ma include anche le modifiche della legislazione vigente di cui all’articolo 23, comma 3, effettuate direttamente con la Sezione II.

Quest’ultima, inoltre, deve esporre gli stanziamenti complessivi ottenuti dall’integrazione delle due sezioni, dando separata evidenza agli effetti finanziari imputabili alle innovazioni normative contenute nella Sezione I, nonché agli altri interventi di modifica della legislazione vigente previsti.

Il nuovo disegno di legge di bilancio viene presentato al Parlamento entro il 20 ottobre di ogni anno, dando avvio all’iter normativo che porterà, entro il 31 dicembre, all’approvazione del testo definitivo. Le modifiche apportate al bilancio nel corso della discussione parlamentare formano oggetto di apposita nota di variazioni.

ARTICOLAZIONE DEL BILANCIO DELLO STATO È composto da uno stato di previsione per le entrate e tanti stati di previsione di spesa quanti sono i ministeri con portafoglio. Le entrate sono ripartite in quattro titoli: entrate tributarie, entrate extra-tributarie, alienazioni ed ammortamento di beni e riscossione di crediti, accensione di prestiti.

Ogni titolo (che può avere entrate di natura ricorrente e non ricorrente) è diviso in tipologie e queste ultime rappresentano l’aggregato su cui il Parlamento esprime il proprio voto (unità di voto parlamentare). Ciascuna tipologia è poi ulteriormente suddivisa in categorie e capitoli. Gli stati di previsione della spesa sono organizzati per missioni e programmi.

Le missioni descrivono le finalità generali perseguite attraverso la spesa dello Stato, mentre i programmi – unità di voto parlamentare per quanto attiene alle spese – rappresentano le ripartizioni delle missioni in aree di attività omogenee per il raggiungimento delle finalità di ciascuna missione.

A partire dal disegno di legge di bilancio per il triennio 2017-2019, in attuazione della delega di cui all’art.40 lett. e), i programmi sono a loro volta articolati in azioni, le quali descrivono nel dettaglio l’assegnazione delle risorse destinate al programma tra le diverse attività che lo compongono.

Principalmente per ragioni gestionali, le azioni sono ulteriormente suddivise in capitoli e questi ultimi in piani gestionali. Dal punto di vista economico e funzionale i capitoli di spesa vengono qualificati sulla base di classificazioni che si conformano ai criteri adottati in contabilità nazionale.

  • Ogni stato di previsione si apre con una nota integrativa.
  • Essa indica i contenuti e gli obiettivi delle diverse voci di bilancio e fornisce i criteri con cui sono state formulate le previsioni.
  • Per ciò che riguarda le entrate viene specificata la quota ricorrente e quella non ricorrente di ciascun titolo.

Per gli stati di previsione della spesa le Amministrazioni individuano gli obiettivi perseguiti con i programmi di spesa e i relativi indicatori che quantificano i risultati attesi in coerenza con le risorse a disposizione dei programmi stessi. Segue, per ogni stato di previsione delle uscite, una scheda illustrativa per ciascun programma, in cui, oltre agli stanziamenti ad esso destinati nei tre anni, si indicano le norme autorizzatorie che lo finanziano.

Oltre al bilancio finanziario, ogni stato di previsione della spesa reca, infine, il budget dei costi della relativa Amministrazione. Il budget è redatto in base al principio della competenza economica ( accrual ) e misura i costi sostenuti dalle amministrazioni, intesi come valore monetario delle risorse umane e strumentali (beni e servizi) effettivamente utilizzate in un certo periodo, indipendentemente dai flussi monetari in entrata o in uscita da esse generati (criterio della cassa).

Le previsioni del budget sono esposte per programma e centro di costo. Viene inoltre elaborato il prospetto di riconciliazione tra le previsioni finanziarie e quelle di costo. DOCUMENTI Bilancio Finanziario Il documento consta di due sezioni: la Sezione I, contente le innovazioni normative che, in fase di formazione, hanno modificato la legislazione vigente, e la Sezione II, contenente la legislazione vigente stessa, nonché le altre variazioni ad essa apportate senza ricorrere ad innovazioni normative (rimodulazioni, rifinanziamenti, definanziamenti e riprogrammazioni di norme preesistenti).

Strutturato per missioni e programmi, definisce l’allocazione funzionale della spesa e raccoglie tutte le previsioni finanziarie (di competenza, di cassa e in conto residui) che scaturiscono dalla legislazione vigente. È diviso in stati di previsione. Ha un orizzonte triennale, ma gli stanziamenti costituiscono limiti all’autorizzazione di spese solo per il primo esercizio.

Bilancio semplificato Espone in maniera sintetica i dati di previsione della legge di bilancio. È suddiviso in tre sezioni: la prima espone i risultati differenziali (effetti sui saldi di finanza pubblica); la seconda contiene una analisi delle entrate e la terza parte una analisi della spesa per voci economiche e per missioni e programmi.

Bilancio in breve È un documento annuale a carattere divulgativo che riporta in sintesi le principali informazioni relative alla gestione della finanza pubblica e l’impatto della manovra di finanza pubblica sul bilancio (finanziario) di previsione dello Stato. Note integrative Sono contenute in ciascuno stato di previsione; arricchiscono le informazioni del bilancio e costituiscono, nel caso della spesa, lo strumento attraverso il quale ciascun Ministero, in coerenza con il quadro di riferimento socioeconomico ed istituzionale nel quale opera e con le priorità politiche assegnate, illustra i criteri di formulazione delle previsioni finanziarie in relazione ai programmi di spesa, gli obiettivi da raggiungere e gli indicatori per misurarli.

Missioni e programmi delle Amministrazioni dello Stato Le Missioni rappresentano “le funzioni principali e gli obiettivi strategici perseguiti con la spesa” e costituiscono una rappresentazione utile a rendere più trasparenti le grandi poste di allocazione della spesa.

Sono suddivise in Programmi, aggregati omogenei di attività svolte all’interno di ogni singolo Ministero, per perseguire obiettivi ben definiti nell’ambito delle finalità istituzionali riconosciute al Dicastero competente. Budget È un documento di contabilità analitica che raccoglie le previsioni basate sul principio di competenza economica, secondo tre diverse prospettive di rappresentazione: per Centro di costo, per Natura di costo e per Missioni/Programmi.

Viene presentato per ciascuno stato di previsione, in coerenza con l’assegnazione di risorse effettuata dal bilancio finanziario. Budget in breve È un documento annuale a carattere divulgativo, che fornisce una sintesi dei contenuti del Budget definito dello Stato e una guida alle principali voci che compongono la struttura dei costi che ciascuna Amministrazione centrale dello Stato prevede di sostenere in coerenza con gli stanziamenti finanziari approvati dal Parlamento con la Legge di Bilancio.

Quali sono le spese sostenute dallo Stato?

Segreteria di Stato Le Uscite dello Stato costituiscono l’insieme delle Spese ” Corrent i” ed in ” Conto Capitale ” sostenute per il funzionamento dell’apparato amministrativo, per la realizzazione degli investimenti pubblici e non da ultimo per i c.d.

Le spese correnti sono oneri che hanno totale manifestazione nell’esercizio finanziario e che non costituiscono un investimento ma sono sostanzialmente considerabili come una sorta di “costo di gestione”. Fra le Spese Correnti rientrano i costi primari (oneri di funzionamento della pubblica amministrazione, oneri previdenziali a carico dello Stato, interessi, acquisti di beni di consumo e di generi di monopolio, costi per l’erogazione dei servizi pubblici) e tutte le forme di contribuzione al sistema economico ed allo stato sociale.Sono classificate in Conto Capitale:- le spese sostenute per gli investimenti pubblici- I rimborsi in quota capitale del debito pubblico.

Lo stato delega lo svolgimento di alcuni investimenti e servizi ad aziende pubbliche (servizi socio-sanitari, investimenti pubblici ecc) alle quali viene riconosciuto il finanziamento degli oneri per la loro realizzazione. L’insieme di dette risorse che lo stato mette a disposizione degli Enti Pubblici costituito dai Trasferimenti,

Obiettivo prioritario nel risanamento dei conti pubblici il contenimento della Spesa Corrente e quindi la possibilit di destinare in quantit maggiore le entrate dello Stato ai progetti pluriennali di investimento. La componente della Spesa Corrente pi cospicua e che da sempre ha comportato una rigidit strutturale al Bilancio rappresentata dalle ” Poste Compensative delle Entrate “, e cio dalle componenti rettificative delle entrate costituite in larga misura dai rimborsi d’imposta.

Fra le altre voci di spesa pi rilevanti rientrano quelle relative ai Trasferimenti ed al funzionamento della pubblica amministrazione. : Segreteria di Stato

Cosa prevede Decreto aiuti bis?

Le principali misure del DL Aiuti bis – Il decreto comporta l’investimento di 17 miliardi di euro, Le principali misure prevedono tra l’altro:

t aglio contributivo di 1,2 punti sugli stipendi dei dipendenti da luglio a dicembre 2022 doppio intervento sulle pensioni con rivalutazione al 1 novembre di tutti gli assegni pensionistici pari al 1,9%, e di 2 punti percentuali per gli assegni fino a 34.996 euro dal 1 ottobre 2022. bonus contro il caro-carburante per il trasporto locale incremento della soglia di esenzione dei fringe benefits a 600 euro invece che 258,27 euro estensione del bonus 200 euro a lavoratori non coperti dal precedente decreto, come cassaintegrati e lavoratrici rientrate dalla maternita, sportivi, dottorandi.finanziamento di ulteriori 100 milioni per l’erogazione del bonus 200 euro ai professionisti nuovo finanziamento per 1 miliardo all’ILVA finanziamento di 500 milioni circa per i contratti di sviluppo rafforzamento del bonus sociale elettrico e gas per il IV trimestre 2022 per i soggetti economicamente svantaggiati o in gravi condizioni di salute proroga dei crediti di imposta alle imprese per l’acquisto di gas ed energia azzeramento degli oneri di sistema sostegno per 200 milioni alle imprese agricole contro la siccità contributi a enti locali per 350 milionimisure di semplificazione normativa per l’accellerazione dei programmi di edilizia universitaria.

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Quando sarà firmata la legge di bilancio?

Legge di bilancio 2023, quando viene approvata Il testo della manovra, della legge di bilancio, composto da 155 articoli, è arrivato alla Camera il 28 novembre. Si è così avviato l’iter di approvazione che dovrebbe concludersi entro il prossimo 31 dicembre per evitare l’esercizio provvisorio.

Quando si chiude la legge di bilancio?

La legge di bilancio – Dopo l’approvazione della risoluzione sulla Nadef si entra nella sessione di bilancio vera e propria, la fase del ciclo di bilancio detta “semestre nazionale”. Fino a pochi anni fa, secondo quanto previsto dalla legge 196/2009, il governo presentava due testi: la legge di bilancio, contenente un bilancio di previsione a legislazione vigente, e la legge di stabilità (prima ancora chiamata legge finanziaria), contenente le riforme.

A partire dal 2016, al fine di semplificare la procedura, si presenta un unico testo, la legge di bilancio, La nuova legge, trasmessa ogni anno entro il 20 ottobre, si riferisce ai tre anni successivi ed è articolata in due sezioni, che corrispondono sostanzialmente alle due leggi precedenti. Per prassi si presenta il testo alternando tra camera e senato.

L’esame in prima lettura ha una durata massima di quarantacinque giorni alla camera ( articolo 119, comma 2 del regolamento ) e di trentacinque giorni al senato ( articolo 126, comma 9 del regolamento ). Nel periodo in cui si esamina la legge di bilancio, salvo alcune eccezioni, le commissioni parlamentari si limitano all’analisi degli eventuali disegni di legge collegati alla manovra.

  1. Le legge di bilancio deve essere approvata entro il 31 dicembre di ogni anno.
  2. La legge di bilancio deve essere tassativamente approvata dal parlamento entro il 31 dicembre di ogni anno, pena il passaggio all’esercizio provvisorio,
  3. L’intero ciclo si conclude definitivamente entro il mese di gennaio, con la presentazione degli eventuali disegni di legge collegati alla manovra.

Qualora fossero successivamente necessarie rettifiche degli stanziamenti inizialmente previsti, il governo approva decreti di variazione nel corso della gestione dell’esercizio finanziario.

A cosa serve la legge finanziaria?

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera. Una legge finanziaria (anche legge di stabilità ) è una legge ordinaria della Repubblica Italiana emanata su proposta del governo italiano per regolare la politica economica del paese per un triennio, Contiene disposizioni in tema di finanza pubblica e di politica di bilancio, ed è pubblicata regolarmente sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, secondo una formula ricorrente nel titolo, ” Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato “; insieme con la legge del bilancio dello Stato, è la norma principale prevista dall’ ordinamento giuridico italiano.

Quali sono le spese obbligatorie?

Rientrano tra gli oneri inderogabili le cosiddette spese obbligatorie, ossia quelle relative al pagamento di stipendi, assegni, pensioni e altre spese fisse, le spese per interessi passivi, quelle derivanti da obblighi comunitari e internazionali, le spese per ammortamento di mutui, nonché quelle così identificate per

Quali sono i primi tre titoli delle entrate?

Entrate correnti: quelle iscritte ai primi tre titoli dello stato di previsione dell ‘entrata ( titolo I: Entrate tributarie, titolo II: Contributi e trasferimenti correnti, titolo III: Entrate extratributarie).

Chi prepara il DUP?

Entro la fine del corrente mese la giunta comunale deve presentare al consiglio comunale il documento unico di programmazione (Dup) del prossimo triennio (almeno per la sezione operativa), come prescrivono l’articolo 170 del Dlgs 267/2000 e il principio contabile della programmazione.

  1. Restano esclusi, al momento, i comuni che sono andati a elezioni, per i quali, laddove il termine previsto per la presentazione al consiglio delle linee programmatiche del sindaco scada successivamente al 31 luglio, rinviano la predisposizione del Dup insieme al bilancio di previsione.
  2. Documento che sarà successivamente approvato dal consiglio in base ai termini stabiliti dal regolamento comunale di contabilità (comunque prima della nota di aggiornamento, prevista, di norma, per il 15 novembre di ogni anno).

Il documento unico di programmazione, secondo l’intento del legislatore, rappresenta il principale strumento programmatorio dell’ente, contenitore di tutti i principali strumenti programmatici, e al tempo stesso il punto di partenza degli altri documenti che compongono il ciclo della programmazione degli enti locali, in base al principio della coerenza.

Un obiettivo ambizioso che vede lo stesso come perno del sistema di programmazione degli enti. Tuttavia, questa funzione si è progressivamente ridotta nel tempo, per effetto di vari interventi legislativi che, di volta in volta, hanno fissato termini di approvazione di vari documenti programmatori in esso inseriti non più compatibili con quelli del Dup.

Era già accaduto nel 2018 con il programma triennale dei lavori pubblici che, in base all’articolo 5, comma 6, del Dm 14/2018, deve approvarsi, nel caso dei comuni, entro 90 giorni dagli effetti del relativo bilancio di previsione. Ed è accaduto oggi con il piano triennale del fabbisogno del personale, di cui all’articolo 6 del Dlgs 165/2001, il quale, in base a quanto previsto dal Dl 80/2021 e al Dpr 81/2022, è stato assorbito dal Piano Integrato di Attività e Organizzazione (Piao).

Piao che, sotto la nobile insegna dell’integrazione della programmazione, ha finito per creare, come vedremo, Dup e bilanci senza pianificazione del personale, nonché Peg solo finanziari, senza obiettivi e assegnazioni di risorse umane e strumentali (con buona pace dell’articolo 169 del Dlgs 267/2000), sganciando l’attribuzione degli stessi, inserita nel Piao, dall’assegnazione delle risorse finanziarie necessarie al conseguimento degli obiettivi.

Mentre in passato, il piano dei fabbisogni era approvato dalla giunta prima del Dup, per poi confluire nello stesso, oggi il piano è una parte integrante del Piao, il quale deve essere approvato entro il 31 gennaio dell’anno di riferimento, ovvero, in caso di proroga del termine del bilancio, entro 30 giorni dalla sua approvazione.

  • Tenuto conto, quindi, che il termine di presentazione del Dup è fissato al 31/7 dell’anno precedente al triennio di riferimento, il piano dei fabbisogni, o meglio oggi l’apposita sezione del Piao, rientra tra i documenti che per legge devono essere approvati dopo il Dup.
  • In proposito, infatti, il principio contabile allegato 4/1, come modificato dal Dm 29 agosto 2018, puntualizza che nella parte seconda della sezione operativa del Dup devono essere inseriti i documenti programmatori per i quali la legge non prevede espressi termini di approvazione, ovvero per i quali sono previsti termini di approvazione precedenti a quelli del Piao.

I primi sono approvati unitamente al Dup. Laddove, invece, la legge preveda uno specifico termine di approvazione, successivo a quello del Dup, il documento di programmazione deve essere approvato separatamente e riportato nella nota di aggiornamento del Dup.

Per effetto dei diversi interventi normativi, il Dup che si predispone a luglio di fatto finisce per contenere solo il piano delle alienazioni e delle valorizzazioni immobiliari (articolo 58 del Dl 112/2008), ove sono riportati gli immobili suscettibili di alienazioni e valorizzazione (oltre che svolgere la funzione dichiarativa della proprietà e di modificazione della destinazione urbanistica) ed il programma biennale di acquisto di beni e servizi, di cui all’articolo 21 del Dlgs 50/2016, documento nel quale trovano posto le previsioni di acquisto di beni, servizi e forniture del primo biennio del Dup (riportando per ogni anno le acquisizioni per le quali si programma l’avvio della relativa procedura di affidamento).

Il programma triennale dei lavori pubblici ed il piano del fabbisogno del personale sono oggi strumenti per i quali la legge prevede termini di approvazione successivi a quelli del Dup. Pertanto, gli stessi sono approvati autonomamente ed inseriti nella nota di aggiornamento del Dup.

Il Dup presentato nel mese di luglio ha da tempo perso anche il piano triennale di contenimento della spesa, di cui all’articolo 1, commi 594/599 della legge 244/2007, adempimento abrogato per gli enti locali dall’articolo 57, comma 2, del Dl 124/2019. L’eliminazione dei predetti documenti programmatori svuota sempre di più di contenuto il Dup.

Creando più di qualche incertezza. Come gestire questo corto circuito di termini? Premesso che in base alle attuali regole sembra quindi possibile approvare il Dup prima e il bilancio poi, senza programma triennale dei lavori pubblici e piano di fabbisogno del personale, occorre interrogarsi sul senso di un bilancio costruito senza questi due documenti.

Resta fermo che, in base al principio contabile, con riferimento ai lavori pubblici, nella Sezione strategica del Dup devono comunque essere indicati gli investimenti e la realizzazione delle opere pubbliche, con indicazione del fabbisogno in termini di spesa di investimento e dei riflessi per quanto riguarda la spesa corrente per ciascuno degli anni dell’arco temporale di riferimento della sezione ed in quella operativa la programmazione dei lavori pubblici, mentre, con riferimento al personale, devono riportarsi la disponibilità e la gestione del personale, nonché la programmazione del relativo fabbisogno.

Pertanto, pur in assenza dei documenti programmatori, il Dup non può ignorare due aspetti centrali della gestione dell’ente. Tuttavia, in mancanza dei documenti programmatori propedeutici nel bilancio di previsione possono riportarsi le risorse destinate ai lavori pubblici, senza specifiche però sulla loro destinazione e le risorse destinate al personale, quantificandole sulla base dell’ultimo documento programmatorio approvato.

Mentre per i lavori pubblici, il programma triennale definito dopo il bilancio si deve limitare a questo punto ad allocare le risorse disponibili tra i diversi interventi (e comunque ben si potrebbe anticipare l’approvazione del programma nella fase antecedente al Dup o al bilancio, in base alla procedura prevista dal Dm 14/2018), la pianificazione del personale che interviene dopo il bilancio potrebbe evidenziare esigenze non compatibili con le risorse riportate nel bilancio, non sempre facilmente affrontabili in variazione.

Vale a dire che è senz’altro più agevole pianificare prima le esigenze di fabbisogno del personale, spesso variabili di anno in anno, e definire poi, nell’ambito della manovra di bilancio, come reperire le risorse necessarie (anche riducendo, ad esempio, se necessario, le spese di altre voci), mentre è ben più complesso, intervenire a manovra di bilancio definita per reperire le risorse necessarie per fronteggiare eventuali maggiori necessità.

Tra l’altro, i termini di legge per approvare programma triennale dei lavori pubblici e del piano del fabbisogno (sezione del Piao) non consentono neppure il loro inserimento nella nota di aggiornamento del Dup, che, come è noto, è presentata dalla giunta al consiglio prima dell’approvazione del bilancio di previsione (mentre entrambi i documenti scadono dopo l’approvazione del bilancio).

Pertanto, al fine di ricostruire un corretto ciclo di programmazione, che vede nella sede naturale del Dup la definizione dei programmi di realizzazione delle opere pubbliche, in base alle risorse disponibili e delle esigenze di personale, tenuto conto sempre delle risorse disponibili e dei numerosi limiti gravanti sulla spesa del personale, sarebbe opportuno ripensare la tempistica di approvazione dei vari documenti programmatori, riallineandola con quella del Dup.

Magari spostando in avanti il termine della sua approvazione, ancora più opportunamente, alla data dell’attuale nota di aggiornamento, considerato che spesso il Dup approvato a luglio, data tutt’altro che felice, risulta un documento di mere intenzioni programmatiche, solitamente stravolto in sede di approvazione del bilancio di previsione.

(*) Vice presidente Anutel – INZIATIVE IN PRESENZA Gaeta (Lt), 17-18/10/2022: Corso aggiornamento e perfezionamento per operatori di prima nomina: la nuova Imu (9,00-13,30 / 15,00-17,00) VIDEOCORSI “ANUTEL” LE PROSSIME INIZIATIVE PER IL SETTORE TRIBUTARIO – 22-23/9/2022: Corso di aggiornamento biennale per funzionari responsabili della riscossione (10,00-12,00) – 26-27/9/2022: Corso di formazione per messi notificatori (10,00-12,00 / 15,00-17,00) – 28-29/9/2022: Corso di preparazione e per funzionari responsabili della riscossione (9,00-13,00 / 14,30-18,30) – 3/10/2022: Corso per operatori di prima nomina: la nuova Imu – i° modulo – (15,30-17,30) – 5/10/2022: Corso per operatori di prima nomina: la nuova Imu – ii° modulo – (15,30-17,30) – 6/10/2022: Imu ed aree edificabili agevolazioni per il comparto agricolo e gestione delle aree identificate in categorie fittizie (10,00-12,00) – 7/10/2022: Corso per operatori di prima nomina: la nuova Imu – iii° modulo – (15,30-17,30) – 20/10/2022: Imu ed aree edificabili l’ accertamento.

gestione, impianto motivazionale, valori della base imponibile e valori orientativi medi (10,00-12,00) – 26-27/10/2022: Corso di aggiornamento biennale per funzionari responsabili della riscossione (10,00-12,00) LE PROSSIME INIZIATIVE PER ALTRI SETTORI -19/09/2022: Dal codice civile al Pnrr, le novità principali del Dl 80/2021 e del Dl 36/2022 in materia di personale e organizzazione (9,30-11,30) CORSO PER GLI ORGANISMI INDIPENDENTI DI VALUTAZIONE (OIV) PROGRAMMAZIONE, PERFORMANCE E RISK MANAGEMENT NEGLI ENTI LOCALI Corso che consente l’acquisizione dei crediti formativi richiesti dalla legge ai componenti degli OIV.

Corso FAD 2022: Programmazione, Performance e Risk Management negli Enti Locali – IL CORSO si terrà a partire da SETTEMBRE 2022 fino a OTTOBRE 2022 (19-23-26-30/09 – 3-7-10-14-17/10/2022 dalle ore 13 alle ore 16). https://w ww.anutel.it/iniziative/Formazione_OIV.aspx

Che differenza c’è tra spese correnti e spese in conto capitale?

Spese correnti – Spese correnti Dette anche di funzionamento, costituiscono l’insieme della spesa pubblica (v.) necessaria all’ordinaria conduzione della struttura statale. Le spese correnti concernono: — i movimenti finanziari relativi alla produzione ed al funzionamento dei servizi dello Stato (spese per il personale sia in servizio sia a riposo, spese per l’acquisto di beni di consumo ecc.); — i movimenti inerenti alla redistribuzione dei redditi attuata dallo Stato a favore di particolari categorie di soggetti in base a determinate linee di politica economico-sociale (sovvenzioni, contributi, sussidi, pensioni di guerra ecc.); — gli ammortamenti di beni patrimoniali, che hanno un rilievo puramente economico e non finanziario.

Cosa rientra nel rimborso spese?

Vuoi semplificare la gestione dei rimborsi spesa? – Il rimborso delle spese aziendali interviene ogni qual volta un dipendente, un amministrato o un collaboratore dell’azienda sono chiamati a svolgere la propria mansione temporaneamente fuori dalla sede di lavoro.

  • I rimborsi spese vengono erogati in busta paga a seguito di una nota spese e servono a ripagare il dipendente per i costi sostenuti durante lo spostamento per motivi di lavoro.
  • Le spese professionali per i lavoratori dipendenti riguardano quell’insieme di elementi che possono essere rimborsati e non vanno quindi ad intaccare il salario del soggetto che le ha svolte.

Una trasferta, un acquisto o un viaggio di lavoro richiesto dall’azienda sono tutte spese per le quali il dipendente potrà richiedere il rimborso. Si tratta di costi che l’azienda deve calcolare all’interno del suo budget aziendale, Per i lavoratori dipendenti comunemente il rimborso spese di trasferta può quantificarsi o in una somma forfettaria pre-concordata o una cifra completa di tutti gli oneri come spesa per i chilometri effettuati, spesa dell’alloggio, spesa del vitto.

Quali sono i rimborsi spese?

Tabella: rimborso misto –

RIMBORSO MISTO
I limiti di esenzione da tassazione del rimborso sono ridotti a:– 30,99 euro per trasferte in Italia e 51,65 euro per trasferte all’estero, in caso di rimborso delle spese di vitto o alloggio, nonché in caso di vitto o alloggio fornito gratuitamente; – 15,49 euro per trasferte in Italia e 25,82 euro per trasferte all’estero, in caso di rimborso sia delle spese di vitto che di alloggio, nonché in caso di vitto e alloggio fornito gratuitamente.

Chi fa la legge di bilancio?

Legge di bilancio – Legge di bilancio Legge attraverso la quale il Parlamento entro il 31 dicembre di ogni anno approva il bilancio preventivo presentato dal Governo; in tal modo le Camere attuano il loro controllo sulla gestione finanziaria del Governo.

Se entro la scadenza di fine anno il Parlamento non riesce ad approvare il bilancio può, sempre con legge, autorizzare l’esercizio provvisorio per non più di quattro mesi (art.81 Cost.). La legge di approvazione del bilancio inoltre: — non può stabilire nuovi tributi e nuove spese; le previsioni di bilancio devono basarsi solo sulle entrate o su spese previste da leggi preesistenti e non introdotte con la legge di approvazione; — beneficia della cd.

riserva di assemblea in quanto non può essere approvata con procedimenti legislativi abbreviati né essere sottoposta a referendum abrogativo. Insieme alla legge finanziaria (v.) ed alle leggi collegate alla manovra finanziaria (v.), la legge di bilancio costituisce la manovra di bilancio (v.) di fine anno.

Quando si presenta legge di bilancio?

Legge di Bilancio 2023, tramesso il 1° dicembre al Parlamento il testo del DDL (disponibile in pdf): i tempi per le modifiche e l’approvazione definitiva sono stretti e si entra ufficialmente nel vivo dei lavori.

Quali voci fanno parte del bilancio dello Stato?

Il bilancio dello Stato o bilancio pubblico è un documento di contabilità di Stato che indica le entrate, quali imposizione fiscale, tasse e redditi derivanti di giochi pubblici (lotterie e concessioni), e le uscite dell ‘amministrazione di uno Stato (spesa pubblica) relative ad un determinato periodo di tempo ovvero i

Cosa contiene la legge di stabilità?

La Legge di stabilità Nella Legge di stabilità (LS) sono contenute le misure necessarie a realizzare gli obiettivi programmatici indicati nel Def. Il relativo disegno di legge è presentato al Parlamento dal Governo su proposta del ministro dell’Economia e delle Finanze entro il 15 ottobre.

La Legge di stabilità fornisce ogni anno il quadro di riferimento finanziario per tutto il periodo considerato nel bilancio pluriennale; per ciascuno degli anni in esso compresi provvede a regolare gli aspetti quantitativi delle leggi vigenti affinché le loro conseguenze finanziarie siano adeguate agli obiettivi della manovra.

Le disposizioni della legge di stabilità devono essere volte esclusivamente a realizzare effetti finanziari. Sono quindi espressamente escluse le norme di delega e quelle a carattere ordinamentale o organizzatorio, e così pure gli interventi di natura localistica o microsettoriale.

  • Anche gli interventi per lo sviluppo dell’ economia di regola non sono inseriti nella legge di stabilità ma sono oggetto di appositi disegni di legge collegati con la manovra.
  • La legge di stabilità fissa anzitutto il livello massimo del saldo netto da finanziare e del ricorso al mercato: così si pone come elemento di raccordo fra gli obiettivi programmati e la quantità massima di risorse che può essere assorbita dalla finanza pubblica,

Determina inoltre: • le variazioni di aliquote, detrazioni, scaglioni e altri elementi quantitativi dei tributi in vigore; gli importi dei fondi speciali di bilancio; • l’importo massimo da destinare in ciascun anno al rinnovo dei contratti del pubblico impiego; • gli importi destinati al finanziamento delle spese pluriennali in conto capitale; • le misure correttive delle leggi che comportano oneri superiori a quelli previsti; • altre regolazioni di carattere quantitativo; • le norme eventualmente necessarie a garantire l’osservanza del Patto di stabilità interno da parte degli enti territoriali In coerenza con la struttura del bilancio, le disposizioni riguardanti la spesa sono articolate per missioni e programmi.

Per le spese pluriennali e per quelle permanenti, la Legge di stabilità indica la quota da imputare a ciascuno degli anni considerati: in tal modo le previsioni di spesa a lungo termine vengono a ricollegarsi con le risorse disponibili in ogni singolo anno, La Legge di stabilità può disporre riduzioni di spese o aumenti di entrate; può anche disporre nuove o maggiori spese correnti o riduzioni di entrate, ma solo nei limiti in cui la loro copertura finanziaria sia assicurata da nuove o maggiori entrate o da riduzioni permanenti di spesa corrente.

La Legge di stabilità è accompagnata da una Nota tecnico-illustrativa che espone il raccordo tra il disegno di legge di bilancio dello Stato e il conto economico delle Amministrazioni pubbliche, i contenuti della manovra e i suoi effetti sui saldi di finanza pubblica e sui principali settori di intervento.