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Come Funzionano Le Università In Francia?

Come Funzionano Le Università In Francia
L’Università in Francia Opportunità e tutto quello che c’è da sapere se vuoi fare un’esperienza di studio all’estero Come Funzionano Le Università In Francia

  • L’istruzione universitaria in Francia è caratterizzata da due tipi di strutture:
  • · Università (pubbliche e private); · Grandes Ecoles
  • Il sistema universitario:

Come in Italia, il sistema universitario è organizzato in cicli, il noto 3+2. Una laurea generica (licence) di 3 anni alla quale è possibile aggiungerne 2 di specializzazione (Master). L’insegnamento universitario francese generale segue lo schema europeo degli studi superiori fissato dal Processo di Bologna. Organizza la formazione degli studenti in tre diplomi consecutivi:

  1. -Licence; – Master, – Doctorat (LMD).
  2. Gli ambiti professionali di questi diplomi sono vari e spaziano dalle arti applicate, alla fisica, dal commercio ai servizi.

Al primo ciclo appartengono anche gli Instituts Universitaires de Technologie (IUT) i quali offrono corsi biennali o triennali e portano al conseguimento del Diploma Universitario di Tecnologia (DUT) o al Brevetto di Tecnico Superiore (BTS). L’obiettivo è quello di dare una formazione manageriale in tutti i settori dell’industria e del commercio.

  1. L’insegnamento è suddiviso in modo uguale tra cultura generale e formazione tecnologica.
  2. Agli IUT si accede dopo una selezione rigorosa operata da un apposito comitato e basata sulla valutazione dei voti riportati negli studi precedenti.
  3. Il secondo ciclo universitario (2/3 anni) comprende studi più specialistici, formazione generale accademica e formazione professionale specializzata ad alto livello.

L´insegnamento in Francia, fatta eccezione per gli studi di diritto e di economia, è organizzato in “crediti”, al fine di facilitare i cambiamenti di indirizzo, la ripresa degli studi dopo un´interruzione e lo studio a tempo parziale. Ad ogni ciclo infatti è sempre possibile cambiare e scegliere corsi di studio diversi.

L´anno accademico generalmente si svolge da settembre a giugno e la frequenza alle lezioni é obbligatoria. Le Grandes Ecoles Gli studi a lungo termine non sono offerti solo dalle Università statali ma anche dalle Grandes Ecoles, caratterizzate da un esame di ammissione molto selettivo. Per sostenere questo esame occorre frequentare per due anni una apposita Classe Preparatoria (CPGE) che richiede molta motivazione e, a volte, occorrono anche tre anni per riuscire ad entrare in una Grande Ecole.

La fama di cui gode una Ecole si basa sul grado di difficoltà dell’esame di ammissione, sull’alto livello della ricerca che vi si svolge e sulla lunghezza dei corsi che durano da 2 a 5 anni. Al termine del primo anno è previsto un esame che permette di accedere agli anni successivi.

Le Grandes Ecoles si suddividono in: · Grandes Ecoles Scientifiques · Grandes Ecoles de Formation des Professeurs du Second Degré · Ecoles Nationales Supérieures Agronomiques et Véterinaires · Grandes Ecoles de Commerce et de Gestion · Anche le Ecoles d’Art et d’Architecture erogano una formazione superiore non universitaria al pari delle Grandes Ecoles.

Le modalità di accesso per gli studenti dei paesi UE sono molto simili a quelli dei candidati francesi, anche se spetta sempre alle Università decidere se accettare l’iscrizione. Naturalmente occorre un Baccalauréat (diploma quinquennale) o una qualifica equivalente e bisogna dimostrare un livello di comprensione della lingua francese adeguato.

Per questo può essere eventualmente richiesto il superamento di una prova linguistica preliminare, oppure un´attestazione di studi presso l´ Alliance Française o essere in possesso del DALF (Diplôme Approfondi de la Langue Française). Lo studente straniero deve presentare una domanda d’ammissione preliminare: la Demande d’Admission Préalable.

Il modulo è disponibile presso l’ ufficio culturale dell’Ambasciata francese all’estero o presso l’Università più vicina al luogo di residenza in Francia. Lo studente deve inoltre elencare tre università a scelta di cui almeno due devono essere in provincia.

  • Per informazioni dettagliata sul sistema universitario francese consultare il link Eurydice, la rete europea che raccoglie, aggiorna, analizza e diffonde informazioni sulle politiche, la struttura e l’organizzazione dei sistemi universitari nell’Ue:,
  • SITI UTILI
  • Campus France
  • Ministero dell’Istruzione
  • Study in France Sito in inglese dedicato agli studenti internazionali in Francia.

Sito dell’agenzia creata dal governo francese allo scopo di dare informazioni agli studenti stranieri che vogliono studiare in Francia. Sito del Ministero dell’Istruzione francese che contiene informazioni utili per studiare in Francia. : L’Università in Francia

Come funziona Universita francese?

Licence (L): equivale alla Laurea Triennale, della durata di 6 semestri corrispondenti a 180 ECTS. Si consegue dopo l’Esame di Stato (Maturità) + 3 anni di corsi di studio. Master (M): equivale alla Laurea Magistrale, della durata di 4 semestri corrispondenti a 120 ECTS.

Quanto costa fare l’università in Francia?

Dopo aver visto come funziona in Spagna il sistema di tassazione universitaria, la Repubblica degli stagisti ha indagato sui costi dell’università negli altri principali Paesi europei per capire dove conviene studiare e se anche altrove, come in Italia e in Spagna, il supporto economico dei genitori è indispensabile. Ebbene, quello che emerge è che, a parte l’Inghilterra, i Paesi in cui le tasse costano meno sono quelli più ricchi. In Francia le università pubbliche hanno tutte gli stessi costi : ci vogliono 181 euro all’anno per la licence (laurea triennale), 250 euro per i master (laurea magistrale), che diventano rispettivamente 120 e 164 se si è in possesso dei requisiti di borsista in base al reddito.

Ci sono però studenti, quelli con i redditi più bassi, che pagano solo 30 euro all’anno. I dottorati costano 380 euro (254 con borsa). A questi importi possono aggiungersi costi supplementari per prestazioni specifiche, che possono aggirarsi tra i 60 e i 140 euro. Questi supplementi sono consentiti dalla legge solo per servizi non essenziali per l’apprendimento.

Il punto è capire quali sono i servizi essenziali e quali no: è capitato che alcune università abbiano aumentato i costi per le spese della biblioteca universitaria o dei servizi informatici o per l’apertura del campus dalla mattina presto alla sera tardi.

  1. Secondo i sindacati studenteschi, come l’ Unef, si tratta di aumenti spesso illegali.
  2. Lo Stato, comunque, si fa carico della gran parte delle spese per la formazione e i borsisti ricevono anche assegni extra oltre allo sconto sull’immatricolazione.
  3. Più care sono le scuole pubbliche di ingegneria, paragonabili ai nostri politenici, che costano 596 euro all’anno e che prevedono due anni di classes préparatoires, ovvero corsi di insegnamento universitario, generalmente tenuti nei licei, ai quali possono accedere gli studenti che si sono distinti per il loro alto rendimento scolastico.

Le classes préparatoires preparano gli studenti ai concorsi di ammissione delle Grandes Écoles, cioè gli istituti di livello superiore caratterizzati da un’alta qualità dell’ insegnamento, ma anche da selezioni per l’accesso molto dure (ad esempio per l’ École Normale Supérieure, l’ École polytechnique ).

  • Le Grandes Ecoles più prestigiose prevedono un assegno di 1500 euro al mese più vitto e alloggio per gli studenti, quindi il discorso si rovescia e gli studenti vengono pagati per studiare.
  • Il costo di iscrizione negli istituti privati è notevolmente più alto e oscilla tra i 3mila e i 10mila euro all’anno.

Le più care sono le Business school, come l’ École supérieure des sciences économiques et commerciales, Tuttavia, nonostante il loro costo elevato, anche in queste scuole le tasse coprono solo il 30% dei costi effettivi degli studi, il resto è costituito da sussidi statali o risorse interne. Ogni studente francese o straniero riceve dal governo un aiuto per la casa, la Caf, che varia a seconda della città e del tipo di appartamento, se si è borsisti o meno. Il contributo è di circa 115 euro al mese se si vive in un appartamento con altre persone (150 se si è borsisti) e 200 se si vive soli (250 euro con borsa di studio).

«Sono molto contento del sistema universitario francese, soprattutto per quello che accade negli altri Paesi» afferma Emmanuel Reilhac, studente di matematica a Limoges. «Potrebbe essere molto meno caro, o gratuito come in Norvegia, potrebbero esserci molte più borse di studio, nuove residenze universitarie, ma mi sembra tutto sommato un buon sistema il nostro».

Soddisfatto anche Amaury Blais, ex studente di ingegneria alla Ecole superieure electronique et du numerique (ISEN) a Lille e che attualmente lavora in Camerun per l’azienda Capgemini: «In Francia ci sono sempre soluzioni per studiare quello che si vuole, ma bisogna mettere il massimo impegno nello studio». Specularmente il Paese europeo in cui gli studenti pagano le tasse universitarie più alte è l’Inghilterra. Qui, infatti, dopo l’ultima riforma universitaria, le rette sono addirittura triplicate, arrivando a toccare il tetto delle 9mila sterline (circa 11mila euro) ogni anno,

Solo le università che danno garanzie di sostegno economico per studenti di estrazione sociale più bassa possono toccare i picchi massimi. Le borse di studio, normalmente, si aggirano intorno alle 3mila sterline annue. Per far fronte alla spesa, gli universitari inglesi spesso ricorrono a un prestito dello Stato, che saranno tenuti a restituire solo quando inizieranno a lavorare e guadagneranno 15mila sterline all’anno (circa 21mila euro).

L’aumento delle tasse è la principale causa della riduzione delle iscrizioni alle università inglesi, diminuite quest’anno del 9% circa rispetto all’anno scorso (dati Ucas, Universities and colleges admission service ). Molti giovani stanno abbandonando gli studi o decidendo di emigrare per studiare in Paesi come la Scozia – dove l’università è gratuita – ma anche Norvegia, Svezia, Finlandia e Danimarca, Francia e Spagna.

  1. In Irlanda del Nord e Galles il tetto delle tasse è rimasto invariato a 3290 sterline.
  2. In Germania le università sono finanziate dai Lander, ovvero dagli Stati federali.
  3. Fino al 2005 l’università era completamente gratuita, poi una sentenza della Corte costituzionale tedesca ha sancito l’incostituzionalità della legge che proibiva la tassazione universitaria.

In seguito a questa sentenza, ci sono state molte proteste degli studenti e ancora oggi l’introduzione della tassazione è molto dibattuta. Alcuni Stati federali hanno introdotto il massimale di 500 euro all’anno (Baviera e Bassa Sassonia), altri 5 Stati lo avevano fatto negli anni scorsi ma poi sono tornati sui loro passi (Baden-Württemberg, Hamburg, Hesse, Saarland and North Rhine-Westphalia).

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A parte Baviera e Bassa Sassonia, negli altri 14 Stati l’università pubblica è gratuita, fatta eccezione per un contributo amministrativo che si aggira intorno ai 50 euro a semestre e che serve per l’adempimento delle pratiche burocratiche. Non ci sono borse di studio finanziate dalle università, ma una serie di istituzioni pubbliche e private le assegna, solitamente per aiutare gli studenti a sostenere i costi dell’alloggio e dei libri.

Inoltre c’è una legge che assicura alle persone bisognose un assegno di 650 euro al mese per 4 o 5 anni se le loro famiglie non sono in grado di sostenere i costi, Una parte – normalmente la metà – di questi assegni è un prestito a tasso zero che deve essere poi rimborsato. poi), mentre altri le richiedono agli studenti che impiegano più del tempo previsto per terminare gli studi (5 o 7 anni). «Le nostre tasse non sono alte se messe a confronto con quelle di altri Paesi» commenta sicura Britta Uhde, studentessa di selvicoltura a Dresda.

  • Le università di Norvegia, Finlandia, Svezia e Danimarca sono totalmente gratuite per studenti locali e per quelli provenienti da altri Paesi dell’Unione europea.
  • Pagano solo gli studenti di Paesi che non fanno parte dell’Unione a 27.
  • Oltre ad essere gratuite, le università del nord Europa danno la possibilità agli studenti di pagarsi da soli, senza il sostegno dei genitori, tutto il periodo di studi: ai danesi tra i 18 e i 20 anni, per esempio, è concesso un assegno che dipende dal reddito dei genitori, ma al di sopra dei 20 anni tutti gli universitari che vivono da soli hanno diritto a 750 euro al mese,

«Ho studiato anche in altri Paesi e la mia idea è che il nostro è il miglior sistema al mondo: tutti hanno accesso a un’educazione libera e gratuita, tutti ricevono una borsa di studio, lo studente ha anche a disposizione aiuti gratuiti come lo psicologo» racconta Melisa Rondic, studentessa danese di origine bosniaca, che studia International business comunication all’università di Odense. «Inoltre esiste un vero dialogo tra studenti e professori, ai quali ci si rivolge come a una persona di pari livello.

Gli esami non consistono in una ripetizione di quello che ha detto il professore in aula, ma mirano a verificare la capacità di elaborare proprie soluzioni a problemi. Non viene valutato se si dice la cosa corretta o vera, ma se si è stati in grado di risolvere problemi in maniera autonoma». Il diritto allo studio è uno dei diritti fondamentali e inalienabili della persona.

Se però in alcuni Stati è effettivamente garantito, tanto da essere un indicatore del funzionamento della società, della considerazione che queste hanno dei giovani e del loro futuro, dell’uguaglianza di possibilità offerte a tutti, in altri Paesi è rimasto solo un diritto sulla carta.

Cosa serve per fare l’università in Francia?

1.2- Per i cittadini non appartenenti ai paesi dell’Unione Europea od assimilati – In genere gli studenti titolari di un diploma straniero di scuola superiore che desiderano iscriversi al primo anno all’Università devono obbligatoriamente fare una Domanda di Ammissione Preliminare (demande d’admission préalable DAP) presso il servizio culturale dell’Ambasciata di Francia in Italia.

Un documento che attesti l’ammissione nell’università scelta sarà necessario agli studenti extracomunitari per ottenere un visto di accesso sul territorio francese. Nota: nel quadro della procedura di ammissione preliminare, gli studenti stranieri devono superare un esame di comprensione della lingua francese a febbraio.

Per ulteriori informazioni consultare il sito di, In certi casi, la DAP non è necessaria, Gli studenti seguenti devono presentare la loro richiesta d’iscrizione direttamente sul sito Parcoursup.

  • per i titolari di un baccalauréat europeo, internazionale o italo-francese (Esabac),
  • per chi vuole iscriversi in BTS, DUT, Classe Préparatoire aux Grandes Écoles, ecc.

Una volta ottenuta la DAP o avviata la procedura di iscrizione presso l’istituto scelto, lo studente dovrà, all’arrivo in Francia fare l’iscrizione amministrativa presso l’istituto scelto, Al termine di questa procedura gli verrà rilasciato un certificato di iscrizione (certificat de scolarité) e una carta studente.

Quando iniziano le lezioni universitarie in Francia?

In Francia l’anno accademico comincia a settembre o a ottobre e finisce a maggio o giugno, secondo gli istituti e le formazioni scelti.

Quanto ci si mette a studiare il francese?

Imparare il francese 12/07/2021 Il francese è una delle lingue più insegnate nel mondo. È anche una delle più parlate, con più di 300 milioni di persone che lo parlano nei cinque continenti, il che la rende la quinta lingua più parlata al mondo dopo il mandarino, l’inglese, lo spagnolo e l’arabo. Come Funzionano Le Università In Francia Vi sono molte ragioni per imparare il francese ! Tuttavia, tutti sanno che imparare una lingua richiede tempo ed energia. Sorge quindi una domanda: quanto tempo ci vuole per imparare il francese da zero? Quali sono i parametri da prendere in considerazione per l’apprendimento? Quali sono i consigli utili per ottimizzare e accelerare il processo di acquisizione della lingua francese?

Quanto tempo ci vuole per imparare un francese colloquiale?

Ovviamente, il primo fattore che giocherà un ruolo importante nella quantità di tempo necessario per imparare una lingua è la quantità di tempo che puoi dedicare ai tuoi studi. Una casalinga, uno studente o un uomo d’affari non hanno tutti lo stesso tempo libero, questo è ovvio.

  • Inoltre, ognuno ha il proprio ritmo di apprendimento, che varia in base a parametri come l’età o la vicinanza linguistica tra la lingua di partenza e quella di arrivo.
  • Uno degli elementi che possono facilitare l’apprendimento di una lingua romanza è la presenza di ciò che i linguisti chiamano “cognates”.

Queste parole, provenienti dalla stessa protolingua (latino in particolare), presentano somiglianze nell’ortografia. Così, “summer” e “Sommer” sono affini. Allo stesso modo, la parola “famille” è vicina all’inglese “family” e al tedesco “Familie”. In alcuni casi, invece, questa parentela può creare confusione quando le parole in questione sono “falsi amici”, cioè parole con significati diversi ma vicine nell’ortografia.

Imparare il francese dopo i cinquant’anni in Francia

I ricercatori del serissimo Massachusetts Institute of Technology (MIT) hanno stabilito che le nostre capacità di assimilazione diminuiscono già dopo i 18 anni! Questo è il motivo per cui un adulto impiega più tempo per imparare una lingua straniera e acquisire una buona pronuncia, poiché il cervello diventa meno “plasmabile” e meno “agile” con l’età.

  1. Tuttavia, per chi ha più di 50 anni, chi conosce lo spagnolo, il portoghese, l’italiano o il rumeno troverà più facile imparare il francese perché le lingue romanze hanno molto in comune.
  2. Viaggiare nel paese di cui si vuole imparare la lingua è sempre utile ed è il passo essenziale di ogni immersione linguistica, anche se è comunque imparare il francese online,

In Francia, lo studente è obbligato a usare il francese in tutte le attività quotidiane e a condividere la vita culturale degli abitanti. Comprendere il contesto preciso della comunicazione, condividere pratiche culturali comuni o migliorare la propria pronuncia sono obiettivi più accessibili quando si vive in un ambiente omogeneo o si lavora con madrelingua.

Qu’est-ce que parler couramment une langue ?

Cosa significa essere “fluente” in una lingua straniera? Cosa significa l’avverbio “fluently”? È difficile rispondere obiettivamente a questa domanda senza fare riferimento ai livelli ufficiali del QCER. Saper parlare “fluentemente” implica che la tua espressione orale sia regolare e scorrevole, che tu capisca le espressioni idiomatiche o umoristiche e che i tuoi interlocutori nativi non siano più obbligati a rallentare il ritmo del loro discorso.

Il francese è difficile da imparare?

Questa domanda è un punto focale per molti linguisti che vogliono quantificare quanto tempo ci vuole per raggiungere un livello avanzato in una data lingua straniera. Se ti fa sentire meglio (e questo studio contraddice l’idea che il francese sia una lingua difficile), il Foreign Service Institute non considera il francese tra le lingue più difficili da imparare! D’altra parte, il mandarino, l’arabo, il russo, il turco, il polacco e il danese conservano ancora la reputazione di lingue complesse.

  • Secondo questo rinomato istituto americano, un madrelingua inglese impiegherebbe dalle 23 alle 24 settimane per raggiungere un livello avanzato.
  • Inoltre, devi sapere che esistono diversi trucchi per ottimizzare i tuoi tempi di apprendimento.
  • Scaricare un’applicazione sul tuo smartphone ti permetterà di ascoltare i podcast francesi sui trasporti pubblici.

La tua parola chiave dovrebbe essere regolarità: dovresti ripetere i concetti grammaticali e il vocabolario che hai imparato ogni giorno!

Quanto tempo ci vuole per diventare fluenti in una lingua?

Qual è il punto di vista del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue (QCER), che è il documento di riferimento in Europa, così come l’Interagency Language Roundtable negli USA? Per molti linguisti, ci vogliono almeno 600 ore perché uno studente di livello elementare (A1) raggiunga il livello avanzato (B2).

  1. Questa stima è naturalmente approssimativa: dipende sia dal contesto che dal tempo che lo studente dedica al suo studio personale.
  2. Imparare una lingua in immersione riduce il tempo necessario per passare da un livello all’altro.
  3. Ecco perché un corso intensivo di francese in Francia è l’ideale per fare progressi significativi.

Vacanze studio in Francia

Quanto durano le lezioni in Francia?

Ci sono 5 giorni di lezione a settimana, per un totale di 36 settimane, circa 160 giorni ad anno scolastico. Non esistono i tre mesi di vacanza estiva come in Italia. Ogni 6-7 settimane di scuola ci sono due settimane di vacanza, con l’obiettivo di ottenere dagli alunni il massimo del rendimento.

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Quali materie si studiano in Francia?

Sistema Scolastico francese – La scuola francese offre alti standard di insegnamento, L’istruzione secondaria è ripartita su cinque anni di studio, organizzati in Collège (biennio) e Lycéè (triennio), Quest’ultimo è a sua volta suddiviso in 3 classi: seconde (15-16 anni), première (16-17 anni) e terminale (18-19 anni),

Le lezioni di un exchange student in Francia vanno dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 17. Tutte le scuole offrono il servizio di mensa. Esistono tre tipi di licei: generale, tecnologico e professionale. Durante il soggiorno di studi in Francia gli exchange student possono frequentare tutti e tre i lycées e nella maggior parte dei casi vengono inseriti nell’anno Seconde o Première.

Le materie principali sono: francese, storia, inglese, geografia, matematica, fisica, chimica, scienze, biologia, educazione fisica, diritto.

Che lingua si studia in Francia?

Questa voce sugli argomenti istruzione e Francia è solo un abbozzo.

Istruzione in Francia
Organismo responsabile
Capo Ministre de l’éducation nationale
Informazioni generali
Lingua d’insegnamento Lingua francese

Quanto costa la vita in Francia?

Costo della vita nelle città francesi –

Città Affitto mensile (appartamento 1 letto) Pasto di 3 portate per 2 al ristorante di fascia media Costo mensile per famiglia di 4 persone, prima dell’affitto
Paris €1,102 €50 €3,120.78
Marseille €572 €40 €2,269.49
Toulouse €585 €50 €2,693.63
Nice €767 €60 €2806.74
Lille €605 €35 €2417.89

La fonte: Numbeo La Francia è un paese ragionevolmente ricco; le statistiche dell’OCSE mostrano che il reddito medio delle famiglie è pari a 31.137 $ all’anno, leggermente sopra la media OCSE. Ne consegue che il costo della vita in Francia è piuttosto alto: secondo Numbeo il 15% più alto rispetto agli Stati Uniti, ma le cifre sono in qualche modo distorte dall’altissimo costo della vita parigina,

La capitale francese si trova al 62° posto nella classifica delle città dal costo della vita più alto realizzata della società di consulenza per il capitale umano Mercer, dietro Londra, ma davanti a Bruxelles, Amsterdam, Roma, Monaco e Madrid. Considerando le statistiche di Numbeo, l’affitto di un appartamento a Parigi costa all’incirca il doppio rispetto al resto delle città francesi, mentre un pasto in ristorante costa 15 euro o più rispetto a Limoges o Lille,

Persino i generi alimentari sono più costosi del 10-20% a Parigi rispetto alle altre città. La guida più completa per l’acquisto di immobili in Francia. Con la nostra Guida all’Acquisto degli Immobili vi aiuteremo a farvi un’idea generale sulla Francia e capire cosa significa vivere in questo paese, informarvi sui prezzi degli immobili e gli andamenti di questi ultimi e capire come acquistare in Francia in modo sicuro. Come Funzionano Le Università In Francia

Come funziona il Bac in Francia?

Prove – La prova del Baccalauréat è affrontata alla fine dei due ultimi anni. Tutte le prove sono generalmente programmate durante il mese di giugno. Si comincia sempre con le opzioni facoltative poi la filosofia (scritta) (insegnata a tutte le sezioni generali e tecnologiche nell’ultimo anno).

Generalmente gli alunni (di tutti gli anni) finiscono la scuola circa una settimana prima della prova di filosofia perché i licei si possano preparare e gli alunni ripassare. Alla fine della première (penultimo anno) si sostiene la prova di Francese (scritto e orale) per le tre sezioni, più Scienze per gli ES e L, e un orale T.P.E.

per gli L, ES e S. Alla fine della Terminale (l’ultimo anno) viene sostenuto l’esame in tutte le altre materie (quelle che sono passate all’orale: l’opzione obbligatoria per gli L, Lingua Straniera 2 per gli ES, opzioni facoltative per tutte le serie generali).

  1. Il voto finale è espresso in ventesimi ed esistono delle mentions assegnate in base alla classe di voto al di sopra della sufficienza.
  2. Tra 12 e 14 è Assez Bien, tra 14 e 16 è Bien, tra 16 e 18 è Très Bien ; può tuttavia essere aggiunta anche una nota di félicitations du jury per coloro i quali hanno ottenuto una media superiore al 18.

Se un alunno che ottiene 8 sceglie due materie da sostenere nuovamente all’orale (che sono state valutate allo scritto), e con queste più gli altri voti ottiene un 10, ha allora le Baccalauréat,

Qual’è l’università più importante della Francia?

La Sorbonne si trova sulla riva sinistra della Senna, nel quartiere latino di Parigi – La Sorbonne di Parigi è la più antica e famosa università di tutta la Francia, nonché una delle più rinomate istituzioni accademiche d’Europa. L’università di Parigi venne riconosciuta formalmente nel XII secolo ma è nel secolo successivo, e precisamente il 1257, che l’Università della Sorbona venne fondata come collegio di teologia per studenti poveri dal teologo Robert de Sorbon, cappellano e confessore di Luigi IX.

  • A quei tempi Parigi era considerata la capitale culturale dell’Europa e la Sorbone o Vieille dame, com’è chiamata affettuosamente dai francesi, nacque in un contesto particolarmente favorevole che le permise una rapida espansione.
  • Sviluppatasi subito come facoltà di teologia di grande prestigio, solo molto più tardi, a partire dal XVI secolo vi si aggiunsero numerose cattedre di discipline non teologiche.

Soppressa nel 1792 all’indomani della Rivoluzione francese dall’Assemblea legislativa, nel 1821 ridivenne sede di studi, ospitando le facoltà di teologia, di scienze e di lettere. Nel 1885 venne soppressa la facoltà di teologia e divenne la sede della facoltà di lettere e di scienze.

  • Attualmente Parigi conta ben 13 università, disseminate un po’ ovunque nella città e nei comuni confinanti.
  • Si ricorda, tra l’altro, che è proprio da una di queste – quella di Nanterre – che ha avuto inizio la rivolta giovanile del ’68,
  • L’attuale edificio in cui è ospitata l’università risale alla fine del XIX secolo, epoca in cui artisti del calibro di Puvis de Chavannes ne decorarono gli interni.

I lavori per la realizzazione del nuovo edificio furono diretti dall’architetto Henri-Paul Nénot e furono completati nel 1901. La Sorbonne, oltre alla sua importanza culturale e storica, è caratterizzata da alcune architetture di grande valore. L’edificio storico della Sorbonne si trova tra boulevard St.

Michel e rue St. Jacques nel Quartiere Latino, il quale in epoca medievale era conosciuto con il nome di “Montagne Ste-Geneviève” in omaggio alla santa patrona di Parigi ma in seguito fu battezzato “Quartier Latin” in riferimento all’usanza, rimasta in vita fino al tardo ‘700, di adottare il latino come lingua accademica ufficiale.

Questo vivace quartiere, che si estende sulla riva sinistra della Senna, continua a rappresentare il regno indiscusso degli studenti parigini. Il palazzo della Sorbona non è accessibile se non agli studenti muniti di libretto. L’omonima Place de la Sorbonne che si apre davanti all’entrata principale, però, è un luogo piacevole con diversi locali e caffè frequentati da studenti e professori.

Quanto costa la Sorbona a Parigi?

Assegno comunale di 900 euro per arredare la casa, carta cinema da 20 euro, stage curriculari retribuiti 530 euro al mese. Ma anche sussidi statali per pagare l’affitto e tasse universitarie quasi inesistenti. Per questo e non solo Parigi è la miglior città in cui fare l’università.

  • Il Guardian, ad esempio, l’ha da poco incoronata tale al motto di «Vive la difference», sottolineando l’ampia offerta formativa che presenta, molti dei quali vantano prestigio internazionale come la Sorbonne, l’École Polytechnique, l’École Normale e l’Université Pierre et Marie Curie.
  • Ma Edoardo Malvenuti, 26 anni, di Fidenza, non ha dubbi: il motivo migliore per fare l’università nella capitale francese è prima di tutto di tipo economico: costa meno che altrove e i servizi sono ottimi.

Edoardo non è certo privo di termini di paragone: ha svolto un Erasmus in Inghilterra, preso un master in Giornalismo a Milano, fatto uno stage a Praga e frequentato un corso semestrale di lingue in Indonesia (e molti viaggi in giro per il mondo). Vive a Parigi da circa un anno ed è iscritto alla facoltà di Filosofia della Sorbona.

  • «Qui c’è un solo ostacolo iniziale», spiega.
  • Ma superato quello la vita da studente diventa una felice e soddisfacente discesa.
  • Trovare casa «Rispetto ad altre città, a Parigi è difficilissimo trovare casa.
  • Gli affitti sono cari e per avere un contratto – in nero si trova davvero poco, dice Malvenuti, anche se in città ci sono i casi alla Elisabetta Serughi – devi superare un colloquio con il proprietario in cui presenti un dossier con i conti correnti dei tuoi genitori, o qualcosa che dimostri di poter pagare la quota mensile».

Una volta ottenuto quello, però, il gioco è fatto. Inizi, ad esempio, ad avere diritto al Caf, la Caisse d’allocations familiales, un aiuto economico agli studenti con basso reddito e contratto regolare d’affitto. Vi hanno accesso tutti, sia Erasmus che iscritti alle università parigine.

Il sussidio viene calcolato in base al reddito, al quartiere in cui si vive e al contratto di affitto. Edoardo abita con la ragazza in un monolocale da 35 metri quadri nel ventesimo arrondissement e paga 850 euro al mese. Ma grazie al Caf riceve dallo Stato francese 390 euro. Significa che ogni mese lui ed Eloise pagano 460 euro per la loro abitazione, 230 euro a testa.

Cifre che a Milano o a Roma possiamo solo sognare. https://www.youtube.com/embed/Um8lYPAVRss/?rel=0&enablejsapi=1&autoplay=0&hl=it-IT Il video di Italiansinfuga.com spiega come compilare il modulo online per richiedere la Caf 900 euro per vivere in città Se sei studente universitario con una borsa di studio e hai un contratto di affitto, puoi richiedere l’Aile, Aide à l’installation, un sussidio di 900 euro.

Il comune di Parigi, di fatto, decide di regalarti questi soldi come aiuto economico per inserirsi in città, senza porre alcun vincolo di spesa: si può usare per arredare o sistemare la casa, ma anche per comprare libri o fare shopping. «Si può chiedere una volta sola per ciascun contratto di affitto firmato», spiega Malvenuti, che ha imparato nel frattempo a conoscere le aree della città dove si può vivere a prezzi modesti, «come in Italia».

Il costo della vita a Parigi varia da quartiere a quartiere. «La zona a Est di Parigi è tra le più economiche ed è una delle più frequentate dai giovani», racconta. «Lungo il Canal de l’Ourcq paghi una birra tre euro, e lì puoi bere qualcosa mentre passeggi lungo il canale o entrare nei bar nelle barche».

Borse di studio universitarie Tutte le università pubbliche offrono borse di studio, rilasciate in base al reddito della famiglia dello studente e dai chilometri di distanza dalla propria residenza (se sei straniero, quindi, e hai la residenza in Italia, hai più punti utili per accedere a una borsa).

«Alla Sorbona c’è una scala da zero a sei», spiega Edoardo. «A zero non paghi le tasse universitarie, a sei ottieni il massimo di soldi che al mese l’università si preoccupa di versarti. Io ad esempio ho ottenuto scala 1 e oltre a non pagare le tasse ricevo ogni mese 100 euro».

Ma per ottenere la borsa devi frequentare tutti i corsi e presentarti a tutti gli esami (poi puoi anche non passarli). «Se non soddisfi questi criteri, a fine anno devi restituire i soldi ricevuti. Ma le tasse in ogni caso non le paghi». Se anche non si riesce ad accedere a una borsa di studio, la retta universitaria è piuttosto bassa.

La triennale alla Sorbona costa 150 euro all’anno, la specialistica 250. La “solidità” del percorso formativo «Lavoro 40 ore a settimana in un ostello, faccio il turno di notte. Le tasse che pago sul lavoro sono tante, è vero, ma qui sono contento di pagarle, perché alla fine l’impressione è che in qualche modo quei soldi mi ritorneranno», racconta Malvenuti, consapevole dei vantaggi economici che la città offre e soddisfatto di far parte di un “sistema” che funziona.

Una sensazione mai provata in Italia. Non solo. A rendere soddisfacente la vita di universitario, a Parigi, è anche la sensazione di essere dentro un percorso corretto, solido, che ti porterà esattamente dove vuoi arrivare, alla professione che vuoi svolgere. Eloise, ad esempio, la ragazza di Edoardo, frequenta il corso specialistico di Management della programmazione culturale.

«Sta svolgendo tutte le tappe una dopo l’altra. Triennale, specialistica e stage curriculari. Ogni volta che ha fatto richiesta di stage da qualche parte, aveva la certezza che l’avrebbero presa, perché il CV che aveva costruito fino a quel momento le dava la formazione corretta per accedervi».

  1. L’università francese, continua Edoardo, è più professionalizzante, ti incanala subito in una direzione precisa.
  2. «E alla fine trovi il lavoro che vuoi, senza dover fare altri stage dopo la laurea».
  3. In Italia, invece, «hai la sensazione che sia studiando o meno, sia facendo esperienza professionale o meno, poco cambia nelle chance che hai di trovare un impiego».

Una nuova legge, in Francia, ha alzato da poco la retribuzione minima obbligatoria per uno stagista, portandola da 430 a 530 euro al mese. La grande domanda: perché noi no? Malvenuti sta cercando in questi giorni di accedere ai programmi messi a disposizione dallo Stato francese per svolgere all’estero la professione di giornalista in un’azienda o in un’istituzione francese, come le ambasciate o i centri culturali.

  1. «Sono offerte pensate per i giovani con meno di 28 anni».
  2. Ti permettono di lavorare – «facendo qualsiasi professione, dall’ingegnere al boscaiolo» – per un anno con uno stipendio molto buono, e di poter rinnovare il contratto per un ulteriore anno.
  3. «Cerco ad esempio posti nella comunicazione delle ambasciate francesi.

Lo stipendio è di 2000/3000 euro e si ha la possibilità di fare una vera esperienza professionale. Quando ho provato a fare una cosa simile dall’Italia, ho contattato il nostro centro culturale di Singapore. Mi ha risposto la direttrice, sconsigliandomi di andare perché mi avrebbero messo a fare la newsletter quotidiana, pagandomi 100 euro al mese in una delle città più care al mondo».

  • Edoardo è un frequentatore assiduo anche del sito del ministero degli Esteri italiano, che offre bandi per esperienze all’estero.
  • «Ma spesso, dice, il sito non viene aggiornato, e si pubblicano i bandi a ridosso della scadenza, tanto che non hai nemmeno il tempo di mandare i documenti necessari», dice.

Alla fine di una lunga chiacchierata, Edoardo saluta lasciandosi dietro una grossa domanda. «In Francia le cose funzionano, e bene. Al lavoro e all’università spendi tempo ed energie, ma sai che trarrai qualcosa in cambio. In Italia no. Perchè?» — Siti per trovare informazioni utili http://www.universita.it/studiare-francia/ https://jeunes.paris.fr/ Per cercare una casa si può scegliere di andare in un’agenzia.

Quanto è difficile il francese?

7 buoni motivi per studiare il francese 1. Diffusione nel mondo, Il francese è parlato in tutti i continenti, da oltre 300 milioni di persone, di cui 90 milioni sono madrelingua nativi. In Europa, è parlato in Francia, ovviamente, ma anche nel Belgio, nel Lussemburgo e in Svizzera.

  • E, nel Nord America, è la lingua del Québec, una delle province canadesi più dinamiche dal punto di vista sia economico che culturale.2.
  • Cultura specializzata,
  • Il francese è una lingua fondamentale in numerosi àmbiti: moda, cucina, cultura, spettacolo, cinema, diplomazia.
  • Sono ambienti in cui si parla anche l’inglese, e magari è la lingua più diffusa, ma una buona conoscenza del francese è una marcia in più.3.

I francesi non parlano la tua lingua! Il francese va studiato, per viaggiare, fare turismo, scoprire Parigi e la Francia, la lingua è indispensabile. Perché i francesi, a parte le nuove generazioni, non sanno le lingue straniere e, spesso, non fanno lo sforzo di parlarle per aiutare chi viene dall’estero.4.

Chi conosce davvero il francese non maccheronico in Italia? Il francese va studiato, paradossalmente, perché è una lingua difficile. Assomiglia all’italiano ma in realtà è molto diverso. Il lessico non è molto esteso, invece il francese è tutto struttura e sintassi. La grammatica è complessa perché ci sono molte eccezioni a ogni regola, e quindi il francese va imparato a scuola, con insegnanti bravi: da soli o semplicemente viaggiando, si fa molta fatica.5.

Cinema, letteratura, musica, arte! Il francese va studiato perché è la porta d’accesso verso una cultura diversa, ricca come quella italiana, e varia: cinema, letteratura, musica, arte, c’è di tutto e, conoscendo la lingua, la si apprezza di più.6. Un futuro lavorativo interessante all’estero.

  1. Il francese va studiato, perché è indispensabile per lavorarci.
  2. E, in certi ambienti, la Francia offre ancora delle buone possibilità (anche Svizzera, Québec e Lussemburgo, fra l’altro).7.
  3. Una lingua di charme.
  4. Il francese va studiato perché è una lingua bella.
  5. Non ha la musicalità dell’italiano né la sinteticità dell’inglese, ma ha un certo rigore e nello stesso tempo una fantasia che costituiscono il suo charme.

: 7 buoni motivi per studiare il francese

Quanti livelli di francese ci sono?

Livelli di lingua francese: ecco quanti e quali sono! – I livelli di lingua francese ufficiali sono 6 e corrispondono ai diplomi DELF (Diplôme d’Études en Langue Française) e DALF (Diplôme Approfondi de Langue Française), che attestano la padronanza della lingua francese,

gli stranieri non francofoni i francesi residenti all’estero (purché non siano titolari di un diploma d’istruzione superiore francese).

Le certificazioni di lingua francese DELF-DALF sono quindi 6, indipendenti e corrispondono ai sei livelli di lingua di lingua francese, definiti dal Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue (QCERL), I diplomi costituiscono, a livello internazionale, le uniche certificazioni di lingua francese riconosciute, sia dalle istituzioni pubbliche e private francesi, che dagli Enti dispensatori di borse di studio e programmi di formazione all’estero dei vari paesi europei,

Qual è il voto minimo per l’università?

Ogni materia inclusa nel piano di studi implica il superamento di un esame. Gli esami disciplinari (riferiti ad ogni singola materia) possono essere orali, scritti o pratici (soprattutto nelle istituzioni AFAM). Il mancato superamento di un esame non viene indicato nel “certificato degli esami” ( transcript ), pertanto lo studente dovrà ripetere la prova d’esame al fine di ottenere una votazione positiva.

Ogni università decide autonomamente nel proprio regolamento quante volte uno studente potrà ripetere una prova entro ciascun periodo riservato agli esami disciplinari. La valutazione degli esami disciplinari è espressa in trentesimi (scala 0-30), il voto minimo è 18/30 e il voto massimo è 30/30, Al voto massimo può essere aggiunta la “lode” (30 e lode).

La valutazione del titolo finale è espressa in centodecimi (scala 0-110), il voto minimo è 66/110 e il voto massimo è 110/110, Il calcolo del voto finale di ciascun candidato tiene conto della media dei voti ottenuti negli esami disciplinari, come pure della qualità del lavoro di ricerca o dell’elaborato finale discusso pubblicamente davanti ad una commissione di esame.

Quanto tempo per B2 francese?

Livello B1: 310 ore. livello B2 : 490 ore. livello C1: 690 ore. livello C2: 890 ore.

Quanto costa andare alla Sorbona?

2770 euro per un anno di laurea triennale; 3770 euro per un anno di laurea magistrale; 3770 per un anno di dottarato.

Cosa vuol dire Bac 1?

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera. La maturità francese ( Baccalauréat, informalmente anche Bac ) è il titolo di studio che conseguono gli studenti francesi alla fine del ciclo di studio della scuola secondaria, Può essere paragonato alla maturità italiana, ma le scuole superiori in Francia hanno la durata di tre ( liceo generale e tecnologico) o quattro anni (liceo professionale o tecnologico), a differenza dei cinque anni previsti in Italia.